Speciale Trentino

Maestri di sci verso nuovi ruoli

Un ruolo di educatore, di guida e accompagnatore del territorio. Stiamo parlando del maestro di sci. Ne parliamo con due esperte come Ombretta Baldo e Maddalena Collini.

Gv: Maestro, accompagnatore, guida: come si è evoluto il ruolo di maestro di sci?

“Siamo sempre noi! Negli anni la figura del maestro di sci si è evoluta, certo, ma ancora oggi è e rimane saldamente legata all’insegnamento delle tecniche sciistiche. Si è però aggiunto un tassello importante con riguardo al ruolo di educatore che ogni maestro svolge, sulle piste ma non solo. Molti di noi, inoltre, non sono “solo” maestri: affiancano a questa professione anche quella di guida alpina, accompagnatore di territorio, accompagnatore di mountain bike. Stanno nascendo nuove professionalità e i maestri si sono mostrati da sempre attenti ad arricchire il proprio curriculum vitae con conoscenze e abilitazioni che li rendono sempre più conoscitori dell’ambiente montano”.

Gv: Quali le attività che svolgete in tutto il Trentino?

“Organizziamo sempre le classiche lezioni individuali e lezioni collettive, adatte al livello tecnico e all’età dei partecipanti, ma le lezioni possono assumere caratteristiche diverse in base alle opportunità che offre il territorio e alle esigenze degli allievi e delle famiglie. Si spazia dai corsi che impegnano tutta la giornata, ai corsi abbinati al servizio di kinderheim per i più piccolini, dalle lezioni più giocose agli allenamenti più tecnici o alle uscite fuori pista. Cerchiamo sempre di soddisfare desideri e cogliere opportunità: siamo professionisti che seguono corsi di aggiornamento e che frequentano corsi di specializzazione, come quelli sull’insegnamento ai diversamente abili, ai bambini, con l’attrezzatura da telemark o da freestyle”.

Gv: Quali esperienze o attività vengono più richieste rispetto al passato?

“Si pensa spesso che si rivolgano al maestro di sci solamente i bambini, i principianti e gli appassionati della tecnica, vuoi per imparare a muoversi sulla neve o per rincorrere la curva perfetta. Ma non è così. Anche perché, diciamocelo, qualche spiegazione tecnica si trova (come tutto, del resto) anche online. Ci piace dire che ci chiamiamo “maestri” non perché siamo docenti perfezionisti, ma perché siamo quelli che accompagnano gli allievi in un’esperienza più ricca. Trascorrere una giornata con un maestro di sci non lascia solamente nozioni e indicazioni tecniche, ma un modo diverso di vivere, godersi e osservare la montagna”.

Gv: Voi contribuite alla conoscenza del territorio: come valutate le sinergie con le imprese locali?

“Storicamente, quello della montagna è un sistema che ha bisogno dell’impegno e della partecipazione di tutti gli attori che la vivono e la fanno crescere. Per questo siamo un ingranaggio importante, al pari delle altre categorie, che contribuisce a portare valore nella rete di relazione con gli altri protagonisti dell’economia territoriale. Condividiamo scelte, proponiamo idee, lavoriamo insieme per raccontare le nostre montagne. Potete vedere le nostre divise tra gli organizzatori di eventi importanti, tra le persone che si danno da fare nelle sagre di paese, tra chi porta il suo contributo nelle organizzazioni senza scopo di lucro, tra le fila di chi spende il proprio tempo per promuovere lo sport giovanile”.

Gv: Come cambierà il vostro lavoro in questa fase pandemica?

“Lo scorso anno abbiamo lavorato molto per codificare regole e protocolli che riuscissero ad assicurare ad allievi e maestri un livello di sicurezza adeguato al rischio. Purtroppo l’inverno scorso non abbiamo potuto sciare, ma il lavoro fatto sarà prezioso per adeguare le nostre organizzazioni alle esigenze contingenti”. L.D.

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