Tax Free Shopping: in Europa livelli più alti da inizio pandemia

Global Blue ha rivelato una nuova analisi sulla ripresa post-pandemica del Tax Free Shopping in Europa continentale, a seguito del periodo estivo, la presentazione è avvenuta in occasione della conferenza annuale dell’Osservatorio Altagamma.

Tax Free Shopping in Europa

Grazie alla parziale riapertura delle frontiere europee, alla riattivazione dei voli a lungo raggio e a una forte voglia di shopping tra i turisti, il Tax Free Shopping in Europa continentale ha raggiunto quest’estate il suo più alto tasso di recovery da inizio pandemia. In tutta l’Europa continentale, il recovery complessivo è stato in media del 38% in confronto al periodo estivo del 2019, con un picco del 40% in agosto. Questo dato è in aumento rispetto alla media del 15% tra aprile e giugno 2021.

Le top mete Tax Free come la Francia (49% a settembre rispetto a settembre 2019), l’Italia (38%) e la Spagna (38%) hanno tutte beneficiato di un recovery in costante aumento, mentre i Paesi che hanno annunciato le restrizioni di frontiera più morbide prima del periodo estivo – come la Grecia (70%) e la Turchia (182%) – hanno registrato i tassi di recupero più alti.

Gli shopper del lusso che guidano la ripresa

Nel corso dei tre mesi estivi (luglio-settembre), gli shopper provenienti dal Gcc hanno costantemente concorso alla ripresa del Tax Free Shopping, raggiungendo l’86% dei livelli di spesa di quelli dello stesso periodo del 2019, con un picco del 143% a settembre. Una media estiva del 112% è stata raggiunta in Francia, mentre la Spagna si è attestata all’84% e l’Italia al 73%. Il recovery Tax Free proveniente dal Gcc è stato favorito dagli shopper del lusso ad alta capacità di spesa: infatti, gli acquirenti ‘Elite’ del Gcc hanno registrato un recovery medio del 125% durante i mesi estivi. Ciò è stato determinato da una crescita di una domanda a lungo repressa e da una parziale riallocazione della spesa dal Regno Unito all’Europa in seguito allo stop al Tax Free Shopping posto dall’Uk all’inizio di quest’anno.
Contemporaneamente, la spesa degli shopper americani ha conosciuto un’impennata dopo che gli Stati Uniti sono stati aggiunti alla lista dei viaggi approvati dal Consiglio dell’Ue lo scorso giugno ed è rimasta alta per tutta l’estate con una media del 73% e un picco dell’85% in agosto: un deciso incremento rispetto al tasso del 16% registrato durante il periodo aprile-giugno 2021.

I nuovi shopper dal Regno Unito

Gli shopper provenienti dal Regno Unito – abilitati agli acquisti Tax Free a seguito della “Brexit” – hanno contribuito alla ripresa, rappresentando poco più del 3% della spesa totale Tax Free in Europa in agosto e settembre. Con una spesa media di 1.500 euro, più del doppio della media europea, gli acquirenti del Regno Unito rappresentano un nuovo potenziale in termini di Tax Free. Le loro destinazioni principali quest’estate sono state la Francia (33% della spesa complessiva Tax Free del Regno Unito), la Spagna (23%) e l’Italia (22%).

Prospettive positive di recovery

La ricerca di Global Blue ha indicato ulteriori prospettive positive di recovery: secondo un’analisi sulla propensione al viaggio, il 70% dei turisti internazionali intervistati a settembre e ottobre si dichiara disposto a viaggiare nei prossimi mesi (salvo quarantene), un dato in aumento rispetto al 62% di luglio e agosto. La percentuale sale al 76% tra i viaggiatori Elite e Frequent.
“La parziale riapertura delle frontiere in tutto il continente, unita all’istituzione del green pass, ha consentito una maggiore propensione al viaggio e ha permesso agli élite shopper del lusso provenienti da alcuni mercati chiave di pianificare ed eseguire i loro viaggi in modo sicuro – afferma Pier Francesco Nervini, coo North & Central Europe & global accounts di Global Blue -. Anche se l’industria del travel retail ha ancora molta strada da compiere nel suo percorso di ripresa, è piuttosto incoraggiante constatare il forte desiderio che hanno gli shopper internazionali – in particolare quelli provenienti dagli Stati Uniti e dal Gcc – di tornare a spendere e fare acquisti nei negozi europei”.

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