Lo scatto di Maavi: “Riprogrammiamo il futuro”

Una questione di sintesi. Parrebbe questa la ricetta del successo di Maavi, l’associazione che nel corso degli ultimi mesi ha fuso insieme l’anima dell’associazionismo che mette al centro l’agenzia e quella del network, che offre opportunità commerciali e di servizio ai propri affiliati.

A chiunque lo si chieda, la risposta è ancora “non siamo un network”, ma il proselitismo prosegue incessante e la forza dei numeri potrebbe orientare le strategie future.

La cronaca dei numeri

A leggere la cronaca dei fatti, le agenzie iscritte (indipendenti) erano 700 a fine maggio, mentre oggi, come dichiara la stessa presidente nazionale Enrica Montanucci, “siamo arrivati a quota 1890”, un numero che inizia ad impensierire gli outsider e fa riflettere operatori e network. Certo i più scettici dicono: “Vorremmo capire se e chi sono queste duemila agenzie” e c’è chi aggiunge: “Prima o poi arriverà l’aut aut delle reti”. Certo è che se l’associazione riuscirà a dimostrare con i fatti di riuscire ad orientare le vendite e canalizzarle verso operatori e prodotti, gli abboccamenti commerciali non mancheranno.

Dal canto suo la presidente va avanti con la forza della sua passione, i suoi modi bruschi, diretti e talvolta irriverenti che l’hanno caratterizzata e le agenzie sembrano seguirla.

Una sorta di fede, quella dei suoi “adepti”, conquistati grazie alla presenza sul territorio, all’ascolto della base e alla “messa a terra” di una serie di iniziative concrete.

Giuste indicazioni

Negli spazi di Stellantis &You, Sales and Services a Torino, Enrica Montanucci ha spiegato: “Di fatto il governo ha preso coscienza che il nostro settore crolla. Le istituzioni nazionali e internazionali hanno capito quanto è importante avere un rapporto stretto. Gli strumenti che ci vengono rilasciati possono essere gestiti se diamo le giuste indicazioni. Dopo 23 mesi di combattimenti la voglia di tirare avanti c’è e oggi vorrei dare un segnale di leggerezza, perché possiamo pensare ad un futuro riprogrammabile in modo diverso. Noi stiamo lavorando per dare un grande impulso alla rete locale e rendere internazionale il prodotto fatto dal territorio. Spero che questa brutta storia porti alla conoscenza dell’importanza dello scambio. Scambiamoci informazioni, sostegno e progetti”.

Il gruppo d’acquisto

Dalla presentazione durante l’Unconvention a bordo di Msc Crociere a giugno, sono stati fatti dei passi avanti nel progetto di Faro Group srl. A Torino sono state illustrate le caratteristiche delle tre divisioni: Faro Team Italia (ceo Federica Bellinazzi), che mette in rete i professionisti che fanno incoming sul territorio; Faro Club (direttore generale Federico Canuzzi), che annovera una serie di partner come Ota Viaggi, Glamour, Ixpira, Easy Market e si pone sul mercato come gruppo d’acquisto. La sottolineatura ulteriore è d’obbligo: “Faro Club non è un network – ha spiegato Canuzzi – vogliamo mantenere libertà mentale, non è un rapporto complicato, basta mandare una delega di affiliazione con mandato in esclusiva e ci si può cancellare con una Pec. Questo è il momento di dare soldi alle agenzie e non di prenderli”.

Più nel dettaglio: “Si contrattualizzano le condizioni di acquisto che appartengono al consorzio con dei codici consortili con cui verremo riconosciuti – ha aggiunto il manager -. Basta fare una chiamata al tour operator e dare il codice consortile per ottenere le condizioni migliori”. In via di allestimento il portale con una sezione per le condizioni contrattuali e commerciali del gruppo d’acquisto. Il prodotto sarà poi caricato nel portale b2b.

I partner presenti a Torino hanno lanciato un messaggio chiaro: “Non diamo soldi, ma con Faro dobbiamo pensare ad un nuovo modo di fare turismo. Insieme possiamo fare la partita, ma occorre focalizzare il prodotto, e venderlo, meglio se con il marchio delle agenzie”. Per tutti l’input è quello di tornare a fare marginalità.

Per Faro Club la sfida è quella di “costruire un prodotto tailor made anche per il prodotto da banco. Istituiremo un sondaggio dove andremo a raccogliere adesioni ed esigenze per fare spesa in modo mirato”. Intanto un primo sondaggio su un’operazione di groupage lanciata sulla rete degli associati ha prodotto nell’arco di un’ora “350 risposte”.

Il terzo faro è infine quello dei servizi: Faro Service (direttore generale Giuliano Di Vincenzo), che ha coinvolto come partner il broker assicurativo Insurance Travel e Castellino Software per la parte tecnologica di supporto ai gestionali in adv. In questo caso l’obiettivo è quello di “entrare in adv e dare consigli che permettano di acquistare solo ciò di cui si ha bisogno (il cosiddetto pay per use). E’ una fase – ha riferito Di Vincenzo –  in cui bisogna stare particolarmente attenti ai costi”.

Quali saranno i guadagni di Maavi per l’operazione del gruppo d’acquisto? Montanucci replica: “Noi avremo uno 0,5-1%, mentre il resto andrà in tasca alle agenzie”.

In un’altra news i contributi delle istituzioni piemontesi all’open day di Torino.

Laura Dominici

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