Stati Uniti, sfida eccellenza per Aci blueteam

New York, in particolare per il ponte dell’8 dicembre e Natale/Capodanno. E’ qui che si concentra l’interesse dei viaggiatori leisure di Aci blueteam. A raccontarlo a Guida Viaggi è Stefano Gnerucci, Us travel specialist del network ed esperto del tradeshow Travel South Usa, che ha frequentato fin dalla sua prima edizione di 11 anni fa. “La voglia di viaggiare è molto alta e la passione degli italiani per gli Stati Uniti si sta confermando quella di sempre – sottolinea il manager -. La questione “green pass-tamponi” non pone ostacoli particolari alla decisione di intraprendere il viaggio e la preferenza di New York, oltre che per ovvi motivi di indiscusso, storico, appeal della città è ulteriormente enfatizzata dal fatto che la città offre tamponi gratuiti ai turisti”. E’ infatti bene ricordare che è obbligatorio presentare all’imbarco del volo, sia in partenza dall’ Italia che al ritorno dagli Usa, esito negativo di tampone molecolare o antigenico effettuato nei tre giorni antecedenti. “Questo servizio non è ovviamente gratuito in tutti i 50 Stati, anzi, ben sappiamo che il costo di un intervento sanitario, anche banale come un tampone, può essere abbastanza costoso e non coperto (in generale, poi vanno viste le specifiche delle varie polizze) dall’assicurazione sanitaria, non trattandosi di un intervento di emergenza”.

Le richieste

Se New York resta in testa ai desideri dei viaggiatori, “probabilmente emergerà per i prossimi mesi anche la Florida, Miami in particolare, anch’essa molto apprezzata dagli italiani perché abbina il fascino latino-vacanziero, e la ben nota “movida” della città, al suo clima sub-tropicale con possibilità di relax in spiaggia che, soprattutto in inverno, sono un ulteriore valore aggiunto al viaggio”.

Per quanto riguarda la primavera-estate, “per il momento le richieste si concentrano sui viaggi di nozze, da sempre un segmento che anticipa molto, anche di 8-9 mesi, l’organizzazione e prenotazione del viaggio”. Gnerucci spiega poi che ci sono molte coppie sposate nel 2020 (ma anche nel 2021) che il “vero” viaggio di nozze lo devono ancora fare. “Ritengo sarà una preferenza dominante, ancora più di prima, il desiderio dei grandi spazi e quindi il West – commenta il manager – fatto con la propria auto a noleggio, in tutta sicurezza: California, un classico da sempre, ma anche Arizona e Utah e i loro spettacolari parchi. Meno voli interni e più chilometri fatti on the road, che è comunque uno dei miti americani. Da tenere d’occhio anche la regione del “Great American West” (North & South Dakota, Wyoming, Montana, Idaho), la “vera America”, come un tempo era turisticamente denominata; qui gli spazi si dilatano ulteriormente (l’area complessiva è 4 volte l’ Italia) e la densità di popolazione, e anche di turisti, si fa più rarefatta, nonostante ci siano icone americane visitatissime come Yellowstone, col record di 1 milione di visitatori nel luglio 2021”.

La programmazione

Il prodotto che propone Aci Blueteam è quasi esclusivamente “tailor made” e la società continuerà il proprio lavoro concentrandosi sulla consulenza, analizzando caso per caso, costruito ad hoc sulle esigenze del viaggiatore. “La prossima sfida sarà sull’eccellenza, quella vera – annuncia Gnerucci – che è da sempre la nostra mission aziendale. Per la fine 2021 e tutto il 2022 dovremo garantire che il cliente riceva anzitutto le corrette e innumerevoli informazioni indispensabili a prenotare serenamente sentendosi tutelato da qualunque estrema eventualità e che poi possa partire in assoluta tranquillità sapendo di avere una nostra assistenza costante durante il viaggio, grazie anche ai nostri preziosi partner assicurativi”. Messo in sicurezza questo primo aspetto fondamentale, una delle priorità di Aci Blueteam sarà quella di proporre itinerari di viaggio logisticamente il meno complessi possibile, “che non significa banali”. Alla luce delle regole di viaggio attuali, questo si traduce nel ridurre il più possibile ai clienti il disagio di controlli e tamponi anti-Covid; sarà fondamentale anche per scegliere e consigliare le cosiddette “estensioni mare”, sempre un must per i viaggi di nozze. “D’ora in poi – dichiara – sarà fondamentale la vera conoscenza meticolosa della destinazione Stati Uniti in quanto anche proporre quello che un tempo era un semplice fly & drive, in cui si combinavano facilmente servizi alberghieri, auto a noleggio e corretto calcolo chilometrico dell’itinerario, non sarà più solo questo. Se il viaggio coinvolge, come capita, più Stati con regole anticovid differenti, dovremo tenere conto anche di quello, cosi come in diversi parchi nazionali sarà probabilmente obbligatoria la prenotazione anticipata per accedervi e lo stesso per le attività/escursioni lungo il percorso, un tempo magari solo suggerite al cliente, da ora in poi obbligatoriamente da prenotare per motivi di contingentazione dei posti disponibili”.

La collaborazione dei partner

Il principale supporto che il network chiede ai partner americani è quello di garantire la qualità dei servizi proposti, soprattutto a quelli alberghieri. I receptive tour operator americani sapranno sicuramente garantire, secondo il manager grazie ai loro contract manager in loco, “l’effettiva situazione delle strutture inserite nei sistemi di prenotazione”. Parlando di novità di prodotto, continua una tendenza già in atto da qualche anno da parte dei receptive Usa, ovvero quella di proporre sempre più “esperienze” che arricchiscono il viaggio e tra le tipologie di alloggio stanno emergendo quelle a maggior contatto della natura come i “glamping”, campeggi di lusso in cui l’esclusività è la location unica.

Le aspettative per lo showcase Travel South Usa

Il Travel South, in programma a fine mese, “è uno showcase davvero singolare perché coinvolge una delle regioni culturalmente più ricche e affascinanti degli Stati Uniti – dichiara il manager – con grandi contrasti ancora in parte irrisolti, ma con un’offerta al visitatore dal punto di vista della storia, della musica, della cucina e anche dal punto di vista naturalistico, che probabilmente non ha eguali in nessun’altra parte d’America”. I seller dei 12 stati che compongono il consorzio Travel South, in questa fase di mercato, hanno grandi aspettative da parte del mercato italiano: “L’Italia potrebbe essere un mercato importante per questa regione perché ci sono tutte le caratteristiche che possono farla apprezzare ai viaggiatori italiani, come ad esempio il calore e l’accoglienza della sua gente, la sua cucina varia e di alta qualità, la magia e la bellezza di alcune sue città come Savannah e Charleston, le “music city” come Nashville, Memphis o New Orleans o la sua storia che in alcuni casi arriva alle origini stesse dell’America. Il clima caldo-umido, quasi subtropicale, di alcuni suoi stati fondamentali come Louisiana, Georgia, Alabama, South Carolina, Mississippi, forse è l’unico ostacolo che non aiuta a proporre questa destinazione durante l’alta stagione italiana dei viaggi, luglio-agosto, ma potrebbe essere anche la carta da giocare per destagionalizzare e diversificare la proposta turistica dei tour operator italiani verso gli Usa, ad esempio su marzo-maggio, mesi bellissimi per visitare il “Deep South” con viaggi itineranti, magari tematici. Gli Stati a Nord, invece, quelli attraversati dalle catene montuose come Tennesse, Kentucky, North Carolina e le due Virginie, vanno benissimo anche in estate e comunque il caldo umido degli stati più a Sud non è un limite insormontabile, se non per il fenomeno degli uragani che anche su Golfo del Messico possono abbattersi da luglio in poi”.

Laura Dominici

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