Il “minuto di autocritica” di Alpitour

Un minuto di autocritica. Il Gruppo Alpitour lo ha fatto. In occasione del webinar che si è svolto ieri, durante il quale quattro manager hanno fatto il punto su Trevolution, i risultati ottenuti, i riscontri del mercato e gli sviluppi futuri. Un fuori programma a cui non si sono sottratti, anzi hanno saputo mettere a nudo, con ironia e obiettività, eventuali punti deboli su cui lavorare.

Comunicare meglio il valore aggiunto

Il primo ad intervenire è stato Tommaso Bertini, direttore marketing tour operating, che non ha avuto problemi a riconoscere il fatto di non essere ancora “sufficientemente bravi a far capire qual è il nostro valore aggiunto – ha detto il manager -, far vivere il messaggio che ci siamo e cosa possiamo fare per chi cerca una vacanza”. Il manager lo dice chiaramente: “Dobbiamo fare molto meglio se vogliamo confrontarci con i colossi”. Nel momento in cui vien fatto osservare che queste sono delle consegne che portano avanti anche le associazioni, Bertini concorda pienamente, infatti “è fondamentale lavorarci come Alpitour, ma anche tutta la filiera, l’industria, il turismo deve ragionare in modo diverso, bisogna pensare in modo diverso – afferma -, se vogliamo essere rilevanti per il consumatore di oggi e per quelli che arriveranno tra poco, che sono nati con il cellulare in mano”. Attenzione però, il manager ci tiene a precisare che tutto ciò “non vuol dire che il modo di fare turismo o il ruolo di chi organizza viaggi non sia più  attuale – precisa Bertini -, anzi lo è ancora di più”. Cosa occorre fare quindi? Ci si deve “spiegare meglio nei canali e nei modi più consoni per i potenziali consumatori”.

Tra progetto nuovo e vecchi criteri

In linea il pensiero di Franco Campazzo, direttore prodotto e responsabile del pillar Mainstream, in quanto sostiene che non sono “ancora riusciti a scaricare a terra tutto il nostro potenziale intellettuale. Abbiamo chiaro il progetto, ma a volte – dice Campazzo – ci si scontra con vecchi criteri e modi. Anche la pandemia sta aiutando a sviluppare questo progetto, che è nuovo anche per noi, pensiamo che i t.o. nascono dal prodotto”, dice.

Assestamenti tecnologici

C’è da dire che anche parlare di Innova, il progetto tecnologico, non è facile. Paolo Guariento, responsabile del pillar Specialties & Goal Oriented, lo dice con ironia, definendosi un po’ “cintura nera di disservizi al mercato”, ma perché? Lo spiega subito, in quanto “i rilasci tecnologici che stiamo facendo sono importanti” ed è normale che “qualche scompenso sul sistema ogni tanto lo porta, tutti i grandi cambiamenti che si fanno non vanno subito in buca perfetti al 100%”, dice Guariento. In effetti c’è stata una rivoluzione “in cui abbiamo cambiato tutto, il sistema di fare il pricing, il sistema editoriale, abbiamo cambiato tutta la parte su cui si basavano le connessioni tecnologiche che l’azienda aveva, abbiamo fatto una vera e propria rivoluzione all’interno di Innova, questi sono strumenti che si devono parlare tra loro, ma non sempre in fase di rilascio avviene, pur avendo fatto tutti i test”.

Da aumentare

Aumentare la velocità nel fornire i prodotti, aprire prima le vendite rispetto al passato. Sono questi gli ambiti di azione secondo Massimo Mariani, responsabile del pillar Seamless & No Frills, “ci stiamo lavorando – dice il manager -, perché vogliamo essere sempre più performanti”. Uno dei punti importanti è anche quello di “snellire le nostre procedure interne”. Un processo che è iniziato con il progetto Innova, “che permette di farlo, in questo modo si possono dare al mercato risposte più celeri”. Il che è fondamentale in quanto oggi “non possiamo aspettare più di 24 ore su una richiesta impegnativa che ci fa una adv rispetto ad una vendita, è anacronistico verso la tecnologia che c’è oggi e la velocità che il mercato ci chiede”.

Stefania Vicini

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