Msc, Massa: “Le crociere, certezza nel mare dei dubbi”

Due navi battezzate nel giro di una settimana, una lunga lista di nuove unità in arrivo – due soltanto nel 2022, con l’esordio del nuovo brand Explora Journey in pipeline – e la prospettiva di diventare il secondo gruppo crocieristico al mondo. E’ questo lo scenario di Msc Crociere, che sabato ha dato vita al christening di Msc Virtuosa al Port Rashid di Dubai.

Nuovi corridoi?

La nave può ospitare fino a 6.334 passeggeri, oltre ai 1.704 membri dell’equipaggio, e sarà posizionata nel Mar Arabico fino a marzo 2022, fornendo un’alternativa di primo livello anche nel complicato panorama vacanziero di fine anno. “Su altre destinazioni, in primis quelle caraibiche, attendiamo le nuove decisioni del governo – conferma il managing director Italia Leonardo Massa -. In determinate isole dei Caraibi ancora oggi, dall’Italia, non si può andare per motivi di turismo, ed è necessaria la quarantena fiduciaria al rientro. Stiamo collaborando con i Ministeri – Turismo, Salute e Trasporti – per un’eventuale apertura, ma fino al 15 dicembre non sapremo quali saranno le nuove regole”.

L’effetto omicron

D’altronde, come Massa spiega già dal momento della ripartenza, nell’agosto 2020, “nessuno può offrire la sicurezza di una nave da crociera, ancora oggi. Ma le politiche di apertura o chiusura rispondono a due criteri: uno tecnico, sul quale rispondiamo con il nostro eccellente protocollo di sicurezza, e uno che definisco mediatico, sul quale la nuova variante di Covid inciderà certamente. Io stesso, dopo i 200mila passeggeri dell’estate 2021, ero più ottimista di oggi. La schedina quotidiana dei contagi e dei decessi era sparita dai giornali, oggi è di nuovo su tutte le prime pagine. E’ un segnale chiaro: in alcuni Paesi, come Usa e Uk, prevale invece il dare priorità alla normalità”.

Feste di fine anno: la domanda c’è

Quanto alle partenze di fine anno, Massa spiega di aspettarsi “una domanda fortissima per le due navi nel Mediterraneo: la partenza di Capodanno di Grandiosa è già sostanzialmente al sold out, perché i più previdenti si sono mossi per tempo, rispetto al sottodata prevalente. Funzionano molto bene gli Emirati, che in cinque ore ti portano al mare. E funzionano l’Arabia Saudita e il Nord Europa. Abbiamo molte prenotazioni anche su Usa e Caraibi, ma fino a metà dicembre non si può dire niente”.

I canali di vendita

Quanto alla crescita indiscussa dei canali di vendita disintermediati, Massa rileva che “a noi le vendite dirette costano più di quelle intermediate. Per noi sono una necessità di risposta ai consumatori, ma non un business. Risparmiamo la commissione ma dobbiamo sostituirla con personale top e h24 per consulenza e booking”.

Più in generale, il manager spiega che “c’è una confusione strutturale sulla definizione di canali indiretti: che non sono solo le agenzie fisiche, ma anche le adv online, letteralmente esplose in questo momento. I rapporti di forza consolidati sono 10% vendita diretta, 75% via adv tradizionali, 15% con adv online. Quello che ha cambiato in maniera drammatica il suo peso è quest’ultimo: che siano adv fisiche che investono sull’online o player esclusivamente online, il modello non cambia. A cambiare è il modo di intercettare il cliente, che comunque vorrà sempre – secondo me – un referente fisico con il quale interagire”.

“Vacanza, non commodity”

Per il prossimo futuro, secondo Massa, lo sviluppo del “campo di gioco” è chiaro: “C’è una semplificazione sui pricing e una parallela segmentazione estrema sulla cabina che si acquista. E’ come per le compagnie aeree, dove per una stessa economy ci sono venti tariffe diverse. Ma il prodotto crociere resta complesso, e credo che nel futuro non verrà affatto meno il peso delle adv: vendere online è possibile per le commodities, dai treni agli aerei, che tali stanno diventando. Ma le crociere sono una vacanza, non una commodities, e quindi non c’è algoritmo possibile, ma tanta soggettività e necessità di personalizzazione”. G.M.

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