Opentur e l’eredità della pandemia

“Si dice tanto che in questo momento manca prodotto da vendere in agenzia, ma a livello di tour operator credo che si stiano inventando l’impossibile per mettere su iniziative sostenibili e con un rischio accettabile”. A dichiararlo è Enzo Ghirardi, ceo di Opentur. “Il fatto è – aggiunge – che tutto dipenderà dall’evolversi della situazione pandemica, sia nel nostro Paese che nelle destinazioni di vacanza”.

L’eredità

Commentando il lascito della pandemia, il manager sostiene che ha permesso ad alcune aziende It di diversificare nel tempo l’attività. “Noi siamo sempre stati focalizzati in un solo settore, quello dei tour operator – sottoline – per una scelta di specializzazione e nel tempo il mercato ci ha premiati. Siamo passati attraverso tanti eventi negativi nel tempo e diciamo che un po’ di esperienza ce l’eravamo fatta. A differenza del passato questa pandemia ha avuto fin dall’inizio, però, una componente di grande differenza, un’incertezza ancora oggi presente sulla fine di questo periodo”.

Trovare l’equilibrio

Cosa si è fatto quindi per restare in piedi? “Si è trattato di creare un nuovo equilibrio, ottenuto grazie alla partnership dei clienti e all’impegno delle persone che lavorano in azienda – dichiara -. Ci resterà la consapevolezza che il mondo del business è ancora più fragile di quanto pensassimo, che è possibile lavorare in modo diverso anche attraverso strumenti collaborativi che sono nati in questo periodo e non solo con il classico lavoro in ufficio e spero che in tutti i miei collaboratori abbia aumentato la percezione e la convinzione di lavorare in un’azienda dove c’è la sensibilità e l’interesse non solo per il profitto ma per sopravvivere e crescere tutti insieme”. L.D.

Gli sviluppi del business e le novità di Opentur nel numero di Guida Viaggi di prossima pubblicazione

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