Voucher, la gatta da pelare dei rimborsi

I voucher sono e restano un tema caldo per le adv, visto che a marzo 2022 dovranno essere rimborsati quelli che non sono stati utilizzati. Un bel problema per il comparto, che si trova a fare i conti con i rimborsi, soprattutto ora, dopo circa 20 mesi di inattività per il settore, sebbene vi sia stato qualche timido segnale estivo di ripresa, ma che non è bastato a compensare le perdite registrate e che non ha interessato tutto il comparto nella sua interezza. Quindi qual è la situazione ad oggi? Lo abbiamo chiesto ad alcune adv ed associazioni di categoria, per capire anche quali soluzioni si possano prendere in considerazione.

La soluzione di Assoviaggi 

Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi ha le idee molto chiare in merito. A suo avviso è “necessario chiedere misure specifiche nella sezione speciale per il turismo del fondo di garanzia statale, un fondo che possa offrire la garanzia dello Stato a favore di adv e t.o”. La richiesta al governo “è di garantire gli istituti bancari per i finanziamenti a favore di adv orientati al rimborso dei voucher”. Cosa comporta la garanzia dello Stato? “Il nostro Paese – spiega Rebecchi – deve adeguarsi alle misure introdotte negli altri Paesi europei già nel 2020, dove lo Stato si è fatto garante verso gli istituti bancari per la liquidità necessaria a far fronte ai rimborsi di voucher non usufruiti. Questo perché si aiuterebbe il settore a ristrutturare un debito su un arco temporale di lunga durata ed assolvere quindi alla tutela dei consumatori garantendo il proseguimento aziendale. Noi abbiamo chiesto al Governo di dettagliare meglio quanto previsto nel Decreto Recovery Art.2 Garanzie per i finanziamenti nel settore turistico in fase di conversione, dove si prevedono misure  per assicurare la continuità aziendale delle imprese del settore turistico”.

Per le adv dannose ulteriori proroghe 

Certamente si sta parlando di una situazione “di grande preoccupazione – riconosce Fulvio Avataneo, presidente Aiav -, non tanto da parte delle agenzie di viaggi, quanto piuttosto da parte dei tour operator e dei network. Questi ultimi chiedono a gran voce la proroga della scadenza o l’intervento dello Stato a copertura del debito contratto verso i viaggiatori”. Avataneo mette in evidenza che, “dal confronto con i delegati regionali di Aiav, a diretto contatto con le agenzie sul territorio, emerge che le adv ritengono dannose ulteriori proroghe. È già stato difficile far accettare ai clienti un ‘rimborso’ tramite voucher: la proroga rischia di gettare ulteriore cattiva luce sugli operatori, a scapito delle agenzie di viaggi che sono l’anello di congiunzione tra il mercato e la filiera del turismo organizzato”.

La soluzione di Aiav 

Quanto ad una possibile soluzione o proposta, Avataneo pensa che “la soluzione migliore sia aiutare e sostenere le agenzie, gli organizzatori e gli operatori turistici a rimborsare i voucher alla scadenza attraverso strumenti adeguati. Approfittando dell’invito che ci è stato rivolto dallo stesso ministro Garavaglia, abbiamo inoltrato una proposta che prevede 3 scenari, basati su situazioni che devono essere sempre verificate e accertate: contributo a fondo perduto per mezzo del Fondo Nazionale di Garanzia creato ad hoc per gli organizzatori che hanno trasferito le somme incassate dai clienti ai propri fornitori, senza averne ottenuto la restituzione; contributo per mezzo del Fondo Nazionale di Garanzia restituibile in 5/10 anni con tasso concordato 0,50 fisso e garanzia mista richiedente/Stato per gli organizzatori che hanno utilizzato il denaro incassato dai clienti per sostenere l’attività in attesa della ripresa; facilitazione dell’accesso al credito a tasso concordato 0,60 fisso su durata di 5/10 anni per le imprese in crisi di liquidità”.

La soluzione di Fto

“Si sta lavorando su alcune soluzioni, la scadenza si avvicina e quindi abbiamo bisogno di accelerare ed avere risposte a breve dalle istituzioni”, fa presente Gabriele Milani, direttore nazionale di Fto. Concretamente è stato chiesto ai ministeri del Turismo e dello Sviluppo Economico “di attivare una sezione speciale del Fondo di Garanzia, previsto nelle misure del Pnrr, per consentire il rimborso dei voucher tramite l’attivazione di appositi finanziamenti garantiti dallo Stato. E’ in ogni caso fondamentale che il Governo tolga quanto prima i divieti agli spostamenti per turismo, mettendo così gli operatori nella condizione di poter fare programmazione e vendere viaggi, incrementando il cash flow”.

Tra associazioni 

Alla domanda se, tra associazioni di categoria, sia stato aperto un confronto in merito al tema o se si stiano valutando soluzioni congiunte, Rebecchi fa sapere che “al momento non abbiamo ancora affrontato congiuntamente il confronto” ed Avataneo afferma: “Noi siamo aperti al dialogo. Se gli altri interlocutori non raccoglieranno le nostre istanze procederemo da soli”. Milani parla di “confronto costante e richieste condivise – afferma -. Con le altre associazioni siamo costantemente impegnati per aiutare gli associati a uscire da questo lungo periodo di difficoltà. Per farlo stiamo richiedendo alle istituzioni di farci tornare a lavorare alla stregua di quanto avviene già da tempo negli altri Paesi europei e di supportare economicamente e finanziariamente le imprese fermate dalle restrizioni in essere”.

Cinquecento milioni i voucher emessi 

Parliamo di numeri, ad oggi quanti voucher sono stati emessi, rimborsati, convertiti e quanti devono ancora essere rimborsati?

Assoviaggi fa sapere che, da una rilevazione sui suoi associati, “parte dei voucher è stata utilizzata dai clienti con nuove prenotazioni, ma ovviamente ne rimane una ulteriore ancora ‘congelata’ e non utilizzata causa le continue restrizioni quali il divieto alla mobilità per turismo sulla maggior parte delle destinazioni extra Ue, dove invece altri cittadini europei possono viaggiare”. Secondo quanto spiega Rebecchi, “ad oggi non è possibile rilevare quanti voucher siano stati rimborsati/convertiti a fronte di circa 500 milioni di voucher emessi”.

Da un test di verifica attuato su un campione di associati Aiav, risulta che “i voucher emessi dalle agenzie, non molti in valore assoluto, sono stati rimborsati o riconvertiti in misura superiore all’80%. Il peso maggiore è dato dai voucher emessi dai big player”.

La stima che Fto aveva fatto era di “circa 200 milioni di voucher in circolazione emessi da tour operator e agenzie di viaggi ed almeno altrettanti emessi da compagnie aeree e strutture ricettive. Nella filiera del turismo organizzato oltre il 50% è stato rimborsato o utilizzato per prenotare altri viaggi“.

Le mete interessate

Quanto alle mete interessate, la risposta di Assoviaggi è: “Tutte le prenotazioni confermate nei primi mesi dell’anno 2020”. Milani specifica che, “alla luce della brusca interruzione delle attività a partire da fine febbraio 2020 e in seguito all’introduzione delle restrizioni ai viaggi giustificate dallo stato d’emergenza, per quasi tutti i pacchetti turistici in essere erano stati emessi voucher. Considerando il periodo dell’anno, le prenotazioni cancellate riguardavano principalmente destinazioni extra europee. Sono poi stati emessi voucher per tutta l’estate 2020, anche per destinazioni europee”.

Il turismo scolastico

In merito ai clienti che li hanno utilizzati “non esiste uno specifico cluster – dice Rebecchi -, sicuramente il turismo scolastico, ancora bloccato, è quello che non ha ancora convertito i voucher”. Quello del turismo scolastico è un capitolo su cui anche Fto pone l’accento, “stiamo affrontando anche il capitolo più specifico dei viaggi di istruzione per il quale si aggiunge l’interlocuzione con il ministero dell’Istruzione – dice Milani – per trovare una soluzione per le attività che non si sono potute svolgere a causa della pandemia, lavorando sia sul mantenimento delle aggiudicazioni sia sui nuovi bandi di gara”. Più in generale Milani osserva che la possibilità di utilizzo del voucher “era in gran parte legata al portafoglio di destinazioni gestite. Gli organizzatori che hanno potuto, hanno successivamente offerto soluzioni di viaggio in Italia ed Europa. I tour operator di prodotti turistici legati a mete extra Ue, chiuse da ormai 20 mesi, non hanno ad oggi potuto offrire soluzioni alternative”.

Il punto di vista delle agenzie

“In realtà a marzo 2022 iniziano a scadere i primi voucher emessi, restano in corso di validità almeno nel nostro caso fino ad ottobre 2022. Noi ne abbiamo emessi 30 circa”, afferma Amanda Barbagallo di Amamondo Viaggi. Ma quanti voucher sono ancora da rimborsare e quanti sono stati riconvertiti? “Da rimborsare non lo sappiamo perché a scadenza verranno richiesti i rimborsi risponde Barbagallo -. Riconvertiti se si intende utilizzati per nuove prenotazioni, nel nostro caso 4 voucher”. Amamondo Viaggi conta di procedere “secondo la scelta del cliente”, mentre Camuna Viaggi andrà a “richiedere il rimborso ai tour operator e poi procederà al rimborso sul cliente finale”, dice Manuela Borsotti. L’agenzia ha emesso circa 200/250 voucher, spiega Borsotti. “La maggior parte sono da rimborsare, era quasi tutto lungo raggio. Circa un 20% è stato riconvertito quindi usato”. In prevalenza si è trattato per Camuna di  “viaggi di nozze e vacanze per coppie e per famiglie”. Anche Amamondo parla di destinazioni tutte lungo raggio, “motivo per cui sono stati riconvertiti soltanto 4 voucher. Chi aveva prenotato gli Usa non l’ha usato per l’Europa, ecco perché sono tutti lì!”.

E qual è il parere sulla proposta fatta da Assoviaggi, cioè che lo Stato si faccia da garante presso l’istituto di credito affinché le agenzie possano avere un finanziamento in tal senso? “Lo trovo di fondamentale importanza e salvezza per le agenzie“, commenta Barbagallo. Secondo Borsotti “nel nostro caso è il t.o. che deve rimborsare, quindi io non ho esborso di soldi miei e non creo un’emorragia delle mie casse. Io non sono mai stata d’accordo con l’emissione dei voucher – sottolinea la manager -, anche perché sarà un volano che ci tornerà indietro molto pesante: i clienti danno la colpa a noi del non-rimborso e non alla liquidità dei tour operator”. C’è poi, sottolinea Borsotti, “tanta gente che non ha più le possibilità economiche di un tempo, le cose sono troppo cambiate e la liquidità a molti serviva per vivere e non da tenere bloccata in un viaggio che magari si farà da qui a 5 anni. Noi abbiamo rimborsato l’anno scorso più di 100.000 euro ai clienti che non hanno potuto realizzare la loro vacanza, non erano soldi nostri e abbiamo preferito comunque rimborsare”, conclude.

Stefania Vicini e Nicoletta Somma

 

 

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