Brunini, Sea: “Traffico in ripresa, ma è difficile fare investimenti”

Sì è vero, c’è un buon posizionamento di rotte sugli Stati Uniti, ma per Armando Brunini, ceo Milan Airports, “le rotte transatlantiche stanno ancora  soffrendo perché le restrizioni sono tuttora alte”, ha detto a Guida Viaggi in una intervista esclusiva. La componente secondo il manager continua a soffrire, “ma ci sono indubbiamente segnali di fermento e non siamo pessimisti”. Sul Golfo, ricorda Brunini, hanno ripreso l’attività tutti i vettori, “con meno frequenze”, e sugli Stati Uniti stanno ripristinando le rotte “con annunci di varie frequenze e un balzo dei riempimenti aerei”.

L’Asia è indietro

A restare indietro è ancora l’Asia: “Non ci sono segnali dalla Cina – ammette – e non abbiamo previsioni. In tutto ciò bisogna fare i complimenti a Neos, perché opera l’unico collegamento dall’Italia per la Cina, ma lavorano su un segmento particolare”. Un peccato lo stop di un mercato così importante, visto che il Covid è esploso il mese dopo l’avvio dei bilaterali. “Ora assistiamo – prosegue Brunini – ai primi segnali di riapertura sul fronte orientale con Thai, Singapore Airlines e Qatar Airways”.  Nell’ultima settimana di novembre Sea registra un  -37/38% di traffico tra Linate e Malpensa (rispetto al pre Covid), ma Malpensa viaggia su una percentuale maggiore, attorno al – 42%.

Il sistema aeroportuale

Parlando di crisi dei sistemi aeroportuali, Brunini dichiara: “Il nostro sistema è in una sorta di via di mezzo, soffriamo come aeroporto per il calo dei flussi nelle città turistiche, ma siamo meno esposti agli intercontinentali rispetto a scali con hub carrier consolidato”. Il movimento low cost, intanto, sta guadagnando quote di mercato: “Sono agili e veloci – spiega – e il loro mestiere è il leisure su corto e medio raggio, segmenti che stanno tornando veloci al business, mentre i legacy carrier sul lungo raggio sono in ritardo sul recupero”.

La perdita di quote

Al netto di quarte e quinte ondate, Malpensa ha perso meno quote “di quanto ci aspettassimo e le prospettive non sono lontane dal breakeven, ma questo non basta perché dobbiamo investire”.

Per Brunini nel 2002 “ci potrà essere un buon rimbalzo, con un consolidamento del trend. Puntiamo al 2024, mentre gli analisti di mercato parlano di un vero e proprio recupero soltanto nel 2025”.

Il problema più grosso, ora, secondo il manager è il cash flow, perché la fase contingente rende difficile accelerare gli investimenti. Per la prossima stagione assicura comunque che arriveranno nuove rotte, “anche qualche novità rispetto al periodo pre Covid e new entry tra le rotte intercontinentali. Il traffico corporate, infine, si sta riprendendo abbastanza bene, meglio del previsto”.

Laura Dominici

 

 

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