L’enoturismo sposa l’accoglienza, ma non deve improvvisare

“Non basta essere ospitali per diventare professionisti dell’enoturismo”. Da questa riflessione nasce la volontà di Lavinia Furlani e Fabio Piccoli, rispettivamente presidente e direttore di Wine Meridian, di creare un manuale pronto all’uso che offra alle cantine soluzioni pratiche per spiccare in una sempre più vasta offerta di soluzioni che combinano il mondo del turismo a quello del vino.

L’obiettivo

Il manuale “L’Enoturismo Vincente: come costruire un’accoglienza adeguata e coerente all’identità aziendale” si rivolge agli imprenditori del vino, ai tour operator enogastronomici e agli addetti all’hospitality, dando una fotografia dell’accoglienza enoturistica italiana e suggerimenti pratici per migliorare la propria ospitalità. “L’obiettivo di questo nostro racconto è quello di stimolare tutti coloro che lo leggono, sperando trovino questi appunti utili, interessanti e propositivi. Abbiamo tutti una bellissima storia da raccontare, cominciamo a farlo aprendo le porte alla curiosità e alla voglia di esplorare”, dicono Furlani e Piccoli, forti dell’esperienza di Wine Meridian con l’Osservatorio sullo sviluppo del Turismo del Vino nel nostro Paese e che, solo nel 2021, hanno organizzato quasi 200 ore di formazione sul tema hospitality, rivolto agli operatori del settore. Wine Meridian, infatti, tramite le attività di WinePeople, è campus di formazione continua finalizzato a rendere il vino italiano sempre più competitivo sui mercati internazionali.

Il manuale, l’analisi e la survey

Il manuale “L’Enoturismo Vincente” racchiude l’analisi di 60 aziende e una survey su un campione di circa 400 enoturisti con l’obiettivo di comprendere meglio le loro aspettative e gli “errori” che hanno identificato nelle loro esperienze enoturistiche. Tra i più comuni? La sindrome “del fermentino”, ovvero la tendenza a raccontare la tecnica di produzione del vino, omettendo invece l’idea che sta alla base del prodotto. “L’enoturismo italiano ha bisogno di supporti – sottolineano gli autori -. L’investimento nell’area dell’accoglienza, infatti, non può essere improvvisato. Il lavoro che le nostre imprese del vino si trovano a dover realizzare riguarda sia il fronte strutturale sia quello organizzativo e comunicativo”.

Per far fronte a questa necessità, il manuale presenta diverse liste pratiche da consultare, ricordare e applicare, tra cui i sette “comandamenti” dell’ospitalità, l‘elenco delle cose da non fare e viene suddivisa l’offerta enoturistica italiana in 12 categorie, nelle quali le aziende si possono riconoscere.

Tags:

Potrebbe interessarti