Booking.com cresce sul volato e grazie all’app

“L’industria dei viaggi non ha mai visto un cambiamento così immenso e continuiamo a sentire l’impatto della pandemia, ma stiamo vedendo segni di ripresa”. Così esordisce Carlo Olejniczak, vp & managing director Emea di Booking.com, in una intervista esclusiva a Guida Viaggi

I risultati finanziari del terzo trimestre hanno rivelato “un altro trimestre di miglioramento sequenziale nei pernottamenti, che è stato principalmente guidato da migliori risultati in Europa”.  Si tratta del terzo trimestre di fila in cui si è verificato, per il gruppo, un aumento dei pernottamenti totali, mentre si avvicina ai livelli pre-pandemia del 2019, insieme al miglioramento della domanda di hotel in Europa dal secondo al terzo trimestre.

Il cliente è cambiato

Il gruppo conferma che negli ultimi due anni le abitudini di viaggio dei viaggiatori si sono adattate ai tempi, con i viaggi domestici che hanno visto un’impennata di popolarità, in quanto sono stati scoperti luoghi di bellezza più vicine a casa.  “Nell’ultimo trimestre, anche se abbiamo registrato una ripresa dei viaggi internazionali – dichiara il manager – ci vorrà l’abolizione delle restrizioni ai viaggi transfrontalieri prima che ci si possa aspettare la piena ripresa dei pernottamenti internazionali”.

Il successo del prodotto voli

Oltre alla sistemazione, Booking.com ha registrato alcuni risultati positivi per il volato, “che continua a superare significativamente le nostre aspettative con il 25% dei voli prenotati da nuovi clienti”, sottolinea.  E l’importanza del mobile continua a crescere, rappresentando circa due terzi delle prenotazioni con la maggior parte di esse effettuate attraverso l’app, che ha superato i 100 milioni di utenti attivi mensili durante il trimestre.

“Con i segni di ripresa in molte parti del mondo, siamo ottimisti mentre ci incamminiamo verso il 2022 e stiamo effettivamente reclutando personale in molti mercati per posizioni nel settore tecnologico, a supporto dei clienti e dei partner del settore accomodation”.

Le previsioni per il 2022

Secondo Olejniczak c’è un rinnovato senso di ottimismo che dovrebbe permettere, nel 2022, di tornare a vivere pienamente il mondo.

“Lavorare a distanza – sottolinea – è entrato nel mainstream durante la pandemia e negli ultimi 18 mesi abbiamo visto più persone fare viaggi più lunghi che combinano più efficacemente lavoro e piacere.  Il nostro studio Travel Predictions rileva poi che il 77% degli italiani manterrà le sue settimane extra di vacanza rigorosamente libere dal lavoro, con il 66% disposto anche a trascorrere meno tempo in vacanza se ciò significa poter staccare completamente”.

Quasi tre quarti (73%) dei rispondenti ad un sondaggio sul 2022 sono d’accordo nel dire sì a qualsiasi opportunità di vacanza se il budget lo permette. E due terzi (61%) sono più aperti a diversi tipi di vacanza rispetto a prima della pandemia, con il 75% che non si preoccupa della destinazione, purché sia il tipo di viaggio che vogliono”.

Nel 2022 ilk desiderio di connettersi in modo autentico con la comunità locale continuerà, “mentre cerchiamo di essere più consapevoli di ogni viaggio che facciamo e garantire che il nostro impatto sui luoghi che visitiamo e le persone che ci vivono sia positivo”, rileva l’analisi di Booking.com. Ben oltre la metà (57%) degli italiani concorda sull’importanza che il loro viaggio sia di beneficio alla comunità locale della loro destinazione.

Oltre a queste tendenze, per Booking.com possiamo anche aspettarci che i viaggiatori continuino a cercare un livello più alto di salute e sicurezza, un buon rapporto qualità-prezzo e offerte di viaggio più sostenibili.

Il Travel Sustainable Badge

A proposito di sostenibikità, Booking ha introdotto il Travel Sustainable Badge, “una misura globale credibile, accessibile – spiega il manager – per tutti i tipi di proprietà, da appartamenti, b&b e case vacanze a hotel, resort e persino case sull’albero. Un’iniziativa prima nel suo genere nel settore. L’obiettivo del badge è quello di rendere possibile il riconoscimento degli sforzi di sostenibilità raggiunti, e di fornire ai viaggiatori un modo coerente e facile da capire per identificare i soggiorni sostenibili”.  L’azienda ha collaborato con esperti del settore, anche attraverso il ruolo di leader all’interno della coalizione Travalyst, per identificare una serie di pratiche più impattanti per una proprietà da prendere in considerazione in cinque aree chiave: rifiuti, energia e gas serra, acqua, sostegno alle comunità locali e protezione della natura.

“La nostra ricerca – avverte – mostra che l’81% dei viaggiatori globali pensa che il viaggio sostenibile sia importante e più di due terzi (67%) si aspetta che l’industria dei viaggi offra opzioni più sostenibili. Inoltre, il 73% dei viaggiatori ha indicato che sarebbe più propenso a scegliere una specifica sistemazione sulla nostra piattaforma se sapesse che sta attuando pratiche sostenibili. Il badge Travel Sustainable è la nostra risposta a questi risultati e aiuta a premiare e incoraggiare ulteriormente tutti i fornitori di alloggi a fare i prossimi passi nel loro percorso di sostenibilità individuale, aumentando in definitiva la quantità complessiva di opzioni di alloggio sostenibili disponibili”.

Secondo un nuovo studio pubblicato da EY Parthenon e Booking.com, nonostante emetta 264 milioni di tonnellate metriche di emissioni di CO2 equivalenti all’anno, che rappresentano il 10% delle emissioni annuali totali dell’industria del turismo, il settore della ricettività ha l’opportunità di fare da apripista per rendere i viaggi e il turismo più sostenibili. Mentre sono necessari investimenti significativi per raggiungere lo zero netto entro il 2050 (768 miliardi di euro), i risultati della ricerca evidenziano che molte strutture ricettive hanno già implementato una serie di misure per le emissioni di carbonio. Con livelli di adozione delle tecnologie e delle pratiche più efficienti disponibili che variano tra il 30% e il 70%, c’è una significativa opportunità di miglioramento. “Sappiamo – conclude il manager – che la costruzione di un’industria dei viaggi veramente sostenibile richiederà tempo, coordinamento e sforzi concertati, ma attraverso l’innovazione dei prodotti, il supporto dei partner e la collaborazione dell’industria possiamo rendere i viaggi sostenibili più facili per milioni di clienti in tutto il mondo”.

Laura Dominici

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