Di passo in passo

Da Santiago di Compostela alla Via Francigena, fino ai percorsi turistici e religiosi della Sardegna: il popolo dei camminatori proviene da diversi Paesi, ha un livello di istruzione elevato e, a sorpresa, è fatto sempre più di giovani sotto i 40 anni. Se ne è parlato nel corso dell’evento “Sardegna, terra di cammini tutto l’anno”, due giorni di incontri e confronto con istituzioni, esperti, giornalisti, autori e camminatori per scoprire gli itinerari da vivere in ogni periodo dell’anno a passo lento. Un appuntamento al quale la Sardegna ha partecipato con il preciso intento di posizionarsi su un segmento turistico dove può esprimere valori sempre più ricercati dai viaggiatori legati alla autenticità del territorio.

Santiago di Compostela

Nel 2019 il cammino di Santiago di Compostela ha registrato 347.578 pellegrini, cifra che ha stabilito il record storico. Primi tra i camminatori sono gli spagnoli, seguiti dai portoghesi, dagli americani, dai tedeschi e dagli italiani, che due anni fa rappresentavano il primo mercato. Pur godendo di un’indiscussa popolarità e con un’ampia offerta di percorsi tra Spagna e Portogallo, il cammino ha le sue “pecche”, con problemi nel suo tratto finale, cioè gli ultimi 100 km, tra Sarria e Santiago e Valença do Minho-Tui e Santiago.

La Via Francigena

La stima dei camminatori sulla via Francigena nel 2019 è di 50.000, suddivisi sul percorso europeo. La provenienza è da oltre 60 Paesi e nel Vecchio Continente, oltre l’Italia, i grandi frequentatori del cammino sono francesi, tedeschi e svizzeri; dall’America incrementano Stati Uniti e Canada, mentre in Asia emergono Cina, Corea del Sud e Giappone. La scelta dell’accoglienza si conferma al 50% presso ostelli, l’altra metà presso strutture che offrono maggiori servizi. Il pubblico è tra 16 e 80 anni, ma cresce la fascia 25-34 anni. Anche in questo percorso esiste qualche neo: i tratti Piacenza, Massa, Lucca, Altopascio, San Gimignano e La Storta sono giudicati abbastanza pericolosi. La Via Francigena Italia è candidata a patrimonio Unesco alla 46esima Sessione mondiale del 2023.

L’indagine

Secondo un’indagine condotta a ottobre 2020 su un campione composto da 3.301 questionari e presentata da Miriam Giovanzana, direttore editoriale di Terre di mezzo Editore, il 73% ha camminato negli ultimi due anni. Ma come si scopre un cammino? Internet la fa come sempre da padrone, con una quota del 32%. Alta la percentuale del passaparola, 25%, mentre i social network si attestano al 13%. Ci si mette in cammino da marzo a novembre. In cima alle motivazioni, la possibilità di conoscere i borghi e il territorio (50,1%) e di stare in mezzo alla natura (48,6%), mentre religiosità e spiritualità vengono citate dal 29,7%. Per lo più i cammini sono percorsi a piedi (92,5%); bicicletta e cavallo raggiungono rispettivamente il 7,1% e lo 0,1%. Crescono i camminatori sotto i 40 anni e il 51% ha come titolo di studio la laurea.

Umbria, Marche e Abruzzo

“Le regioni italiane hanno cominciato a lavorare in fortissima sinergia tra loro proprio sui cammini – ha affermato Antonella Tiranti, dirigente Risorse, Programmazione, Cultura, Turismo, Servizio Turismo, Sport e Film Commission di Regione Umbria -. Con la delibera Cipe del 2016 sono stati predisposti consistenti finanziamenti per la messa in sicurezza di alcuni cammini. Il piano di promozione del 2020 per problemi burocratici non è ancora partito, ma prevediamo che possa dare i suoi frutti per la primavera-estate del 2022: ci sono 3 milioni e 360mila euro su cui impostare la promozione per sostenere l’identità turistica con attenzione al prodotto slow”. Tre i temi dell’accordo di programma del 30 dicembre 2020: borghi e paesaggi italiani (borghi, paesaggio, identità, stile e qualità della vita) con l’Emilia Romagna capofila di progetto, turismo lento (cammini, enogastronomia, arte e beni culturali) con Umbria capofila, turismo attivo (bike, natura, montagna, attività outdoor), con a capo le Marche. Prevista anche la valorizzazione della comunicazione digitale del turismo, con l’Abruzzo come capofila. Il progetto, destinato al mercato nazionale, si chiama, appunto, “Viaggio italiano” e prevede una comunicazione unitaria, azioni di co-marketing e social media strategy. “Sul segmento bike sono stati fatti importanti investimenti – ha testimoniato Paola Marchegiani. dirigente presso Regione Marche -, anche a livello infrastrutturale, così da avere ciclovie e percorsi di borgo in borgo, di cammino in cammino. Anche quest’anno la nuova campagna promozionale del territorio per il 2022 vede protagonista Roberto Mancini. Nel progetto che proponiamo alle altre regioni e di cui siamo capofila chiederemo loro di raccontarsi dal punto di vista del turismo attivo”. Marco Virno, responsabile d’Ufficio Dipartimento Sviluppo Economico Turismo Regione Abruzzo, ha evidenziato: “Collaborazione e voce univoca sono fondamentali. E’ necessaria una valorizzazione della comunicazione digitale nel turismo: questa è la sfida del 2021”.

Le azioni della Sardegna

Con oltre 1.400 eventi fra rassegne popolari e sagre, di cui 940 feste religiose, la Sardegna, resiste all’usura dei secoli e alla globalizzazione dell’offerta. Spiritualità e devozione rappresentano, le vere radici dell’identità sarda, che concorrono in modo armonico a posizionare l’isola in una nicchia sinonimo di turismo sostenibile e responsabile. Qui si inseriscono i Cammini, la Rete delle Destinazioni di pellegrinaggio e i Percorsi Francescani, tematiche inserite nell’evento organizzato di recente a Milano da Terre di Mezzo. “Turismo lento e sostenibile, cultura e spiritualità, senso di comunità e accoglienza sono i cardini del progetto attivato nel 2012 dall’assessorato regionale – ha sottolineato Giovanni Chessa, assessore turismo, artigianato e commercio Regione Sardegna -: una proposta articolata in Cammini di Sardegna, Destinazioni di pellegrinaggio e Luoghi francescani, ciascuno capace di offrire un’esperienza intima e introspettiva, che coniuga le dimensioni spirituale e culturale in centri caratterizzati da profonda devozione. Gli stessi principi – continua Chessa – accompagnano anche il percorso di valorizzazione regionale sulla Rete dei Borghi della Sardegna: i borghi sono uno spaccato autentico dell’isola. Non solo, l’offerta di cammini, destinazioni di pellegrinaggio e borghi è strettamente legata ad altre modalità di fruizione della vacanza, in parte connessa all’outdoor, alle reti escursionistica e cicloturistica, alle gite a cavallo e al Trenino Verde. L’obiettivo che la Regione intende raggiungere nel breve e medio periodo attraverso queste tematiche, attiene al raggiungimento di un livello di popolarità sullo scenario nazionale in grado di sostenere le politiche di destagionalizzazione”, commenta Chessa. Ai progetti della Sardegna e a un approfondimento con l’assessore Chessa è dedicato l’articolo qui di seguito.

Nicoletta Somma

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