Travel South USA: “Aiuto alle imprese per essere Global Ready”

Gli Stati Uniti del Sud (12 stati uniti sotto il cappello del braccio operativo Travel South USA) hanno conosciuto unna crescita costante dal 2012 al 2020.  Nel solo 2019, la regione ha registrato 10 miliardi di dollari di spesa dal mercato internazionale, con turisti che combinano la visita di più stati, si fermano più a lungo e mostrano particolare interesse per le destinazioni inedite e nascoste del Sud. La pandemia ha bloccato questo costante trend di crescita e ha fatto ripensare, almeno per la fase contingente, le strategie di promozione. Ne parliamo, in un’intervista esclusiva, con Liz Bittner,  president & ceo di Travel South USA, incontrata a New Orleans per l’edizione 2021 del marketplace che fino al 2 dicembre ha accolto circa 500 professionisti del turismo.

Gv: Come avete superato il periodo peggiore della pandemia?

“All’inizio della pandemia, nel marzo/aprile 2020, abbiamo preso alcune decisioni molto difficili, che hanno previsto il licenziamento di parte del personale e la riduzione significativa dei nostri contratti di rappresentanza in tutto il mondo. Entro ottobre 2020, abbiamo ristabilito gli accordi con la maggior parte dei nostri partner globali, ad eccezione di Italia e Cina.  Speriamo di ripristinare le attività in Italia nel 2022. Abbiamo raddoppiato i nostri investimenti in ricerca, formazione, sviluppo di prodotti e partnership di contenuti con Ota b2b come Hotelbeds, Ati, Atp e Bonotel”.

Gv: Facciamo un passo avanti: qual è il vostro piano strategico per il 2022 per i mercati internazionali e quali le vostre aspettative?

“Siamo ottimisti sulla ripresa. Crediamo di poter beneficiare di un recupero più veloce e più forte di quanto previsto dagli economisti. La nostra strategia rimane solida e prevede come primo punto di puntare sugli investimenti con i tour operator che saranno consulenti di fiducia. Il secondo aspetto riguarda il focus sui media e sulle piattaforme social per essere più efficienti e raccontare le nostre storie. Il terzo punto prevede delle campagne consumer con una forte call to action”.

Gv: Come giudica l’attuale politica di restrizioni del governo nei confronti dei viaggi e cosa suggerirebbe?

“Le frontiere sono state aperte l’8 novembre e, a parte qualche giorno dopo l’11 settembre, la chiusura delle frontiere non accadeva dalla seconda guerra mondiale. C’è molto ancora da elaborare e comunicare sul come, quando e quali regole applicare per i viaggiatori e i professionisti dei viaggi. Il governo e le agenzie statunitensi continueranno ad elaborare i processi e procedure all’interno di uno scenario in evoluzione.  Crediamo comunque che gli uffici turistici statali di Travel South USA abbiano una voce grazie al nostro rapporto con la US Travel Association, che permette l’equilibrio tra recupero commerciale ed esigenze di salute in viaggio, un equilibro che è tenuto in considerazione ai più alti livelli.  La nostra industria ha un posto al tavolo di confronto quando la Casa Bianca sta prendendo decisioni e questa è una buona cosa!”.

Gv: Qual è stata la percezione del mercato nel corso del marketplace di New Orleans? Quali i problemi pratici che devono essere superati?

“Siamo fiduciosi nella domanda dei consumatori per il Sud e accelereremo le operazioni per continuare a motivare la domanda. Abbiamo anche dei progetti per aiutare le nostre comunità locali e le imprese turistiche che non sono ancora tornate ad avere la capacità di personale e risorse per tornare ad essere “Global Ready”.  E’ infatti questo il motivo per cui abbiamo annunciato il nostro 2° Summit annuale di marketing globale per aprile 2022, per continuare a costruire l’infrastruttura che sosterrà i viaggiatori internazionali.  Abbiamo bisogno di guide turistiche con capacità multilingue, esperienza autentica per quei piccoli gruppi su misura e personalizzati, e risorse di itinerari flessibili e modulari”.

Laura Dominici

In foro, a destra, Liz Bittner, con Marcella Re (Travel South USA Italy)

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