Nuovo giro di vite sui viaggi
Non è bastato lo stato di emergenza fino a fine marzo prossimo. Dal ministero della Salute arriva un nuovo stop ai viaggi. La nuova ordinanza del ministro Speranza (valida dal 16 dicembre al 31 gennaio) ha fatto scattare l’obbligo di tampone per tutti coloro che fanno ingresso dai Paesi Ue e l’isolamento per i non vaccinati, oltre ad un aggiornamento delle liste dei Paesi, con l’uscita di scena di alcune destinazioni a vocazione turistica dall’Elenco D.

Fto è stato fra i primi, da ieri, a lanciare l’allarme. “L’ulteriore giro di vite su tamponi e quarantena appena deciso dal ministro Speranza in relazione ai viaggi in Europa e la conferma delle chiusure sulle mete extra Ue rappresentano un’ulteriore mazzata per il settore del turismo organizzato che va indennizzato subito e in maniera congrua”. Lo denuncia in una nota Franco Gattinoni, presidente della Federazione Turismo Organizzato di Confcommercio.

Emendamenti ritirati

“Nel frattempo, gli emendamenti al decreto Fisco-lavoro sulla Cig e sul tax credit affitti sono stati ritirati quando avrebbero aiutato le imprese a programmare e a non dover improvvisare. Dalla legge di Bilancio ci attendiamo adesso ciò che abbiamo chiesto anche in conferenza stampa – prosegue Gattinoni – proroga della Cig e del credito di imposta sugli affitti fino a giugno, rifinanziamento di 500 milioni del Fondo per agenzie di viaggi e tour operator. E poi la rimozione dello stop ai viaggi per turismo e interventi finanziari per il rimborso dei voucher”.

Passare ai fatti

“Insomma bisogna passare subito ai fatti perché lo scenario è sempre più drammatico. La notizia per cui gli Usa sconsigliano di viaggiare anche nel nostro Paese è infatti un ulteriore campanello d’allarme che dovrebbe farci capire quanto pesa una comunicazione eccessivamente allarmistica e spingere la politica ad agire immediatamente. Il turismo organizzato è al collasso e non c’è più tempo da perdere”, conclude il presidente di Fto.

Nessun preavviso

“E’ l’ennesimo colpo basso all’economia nazionale del turismo, un provvedimento emanato senza alcun preavviso, che ci allontana dall’Europa, i cui vertici reagiscono sbigottiti quanto noi – ha dichiarato Luca Patanè, presidente di Confturismo-Confcommercio -. Siamo tra i paesi con i migliori risultati nella lotta alla pandemia eppure siamo anche quello con le maggiori restrizioni agli spostamenti internazionali, per i flussi intercontinentali e ora anche per quelli all’interno dell’Europa. Non solo si prevede l’obbligo di presentare, alla partenza o ai controlli di frontiera, un test antigenico o molecolare effettuato nell’imminenza del viaggio, ma anche l’imposizione di una quarantena di 5 giorni in Italia per i viaggiatori non immunizzati”.

Non possiamo sostenere oltre una situazione di questo tipo – conclude Patanè -. Dopo quasi due anni di blocco per il turismo e decine di milioni di viaggi e presenze che continuano a mancare all’appello rispetto al 2019, le richieste di supporti specifici per il nostro settore vengono sistematicamente ignorate nei provvedimenti che il Parlamento sta esaminando in questi giorni, dal decreto fisco e lavoro alla legge di bilancio. Basta parlare di turismo come asset strategico dell’economia italiana per poi dimenticarsene regolarmente all’atto pratico”.

Natale compromesso

“E’ una decisione che ancora una volta non lascia la possibilità agli operatori turistici di potersi  organizzare – dichiara la presidente di Federturismo Confindustria, Marina Lalli -. Comprendiamo  la necessità di salvaguardare la salute e la sicurezza di tutti, ma ne discutiamo il metodo. E’ un provvedimento che  adottato a ridosso delle vacanze di Natale, accompagnato dallo sconsiglio dei viaggi da parte degli Stati Uniti,  provocherà  inevitabili disdette rendendo per la nostra industria turistica lo scenario ancora più critico di quanto già non lo fosse”.

“A pagare il prezzo più alto – ha proseguito la presidente – rischiano di essere di nuovo le strutture ricettive e le città d’arte, che vedranno inevitabili cancellazioni anche da parte di quei turisti più vicini, come francesi e spagnoli, che avevano già programmato una vacanza nel nostro Paese”.

Il richiamo Ue

Non c’è mai un limite al peggio. Persino l’Unione Europea ci richiama all’ordine e ci chiede spiegazioni per decisioni unilaterali e incomprensibili che limitano la circolazione dei cittadini comunitari”. Così ha commentato la decisione del ministero della Salute Pier Ezhaya, presidente Astoi Confindustria Viaggi. “Con calma olimpica vengono tolti e aggiunti Paesi che possono essere visitati per turismo, dall’oggi al domani, senza nessun razionale e ignorando le ricadute su un comparto che solo una settimana fa ha urlato il dolore per il suo stato di crisi lungo ormai due anni – ha proseguito -. Così non è possibile andare avanti. Serve un intervento del Presidente del Consiglio e del  ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, affinché non si sfregi oltre e con così tanta superficialità un settore strategico per il Paese”.
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