Ezhaya, Alpitour: “Il viaggio non è un gioco da sudoku”

La Trevolution, operazione fatta per semplificare l’offerta dei brand, è andata in porto, così come è stata confermata la squadra che dovrà gestire questa riorganizzazione. Ma cosa riserva il futuro al Gruppo Alpitour? Quali altre mosse ci si deve attendere? E come sta reagendo il mercato della domanda a questa continua dose di imprevisti, ultimo dei quali l’ordinanza del ministero della Salute che prevede una stretta sui viaggi Ue? Ne parliamo con Pier Ezhaya, direttore tour operating del Gruppo Alpitour.

Gv: Dopo la Trevolution quale sarà il prossimo passo importante del gruppo?

“La Trevolution è stata fatta per semplificare l’offerta dei brand e questo deve essere propedeutico ad andare in comunicazione. Uno dei nostri primi obiettivi, auspicabilmente dalla primavera del 2022, è tornare in comunicazione in maniera intensiva per tornare a parlare con i clienti e veicolarli nelle agenzie”.

Gv: La pandemia ha accentuato l’uso di canali come whatsapp e social per richieste e prenotazioni di viaggio: t.o e adv saranno pronte a cavalcare questo cambiamento?

“Io vedo questi canali social come degli ulteriori strumenti. Il vero tema è che ci sono clienti che tendono ad appoggiare le prenotazioni sull’e-commerce e il turismo organizzato viaggia su un altro canale. Credo che i due canali debbano confluire. Dobbiamo andare sul web a lottare con i grandi giganti che oggi hanno la dominanza sul mercato, come le banche letti, e cercare di attirare clienti che oggi organizzano la vacanza in modo fai da te dirottandoli verso il turismo organizzato, quindi t.o. e agenzie”.

Gv: Il turismo organizzato riuscirà a vincere la sfida e-commerce? Chi e come vincerà?

“E’ una sfida che si può vincere purché si cambi il passo e si faccia un salto di mentalità, di visione insieme. Non possiamo vedere il web come un nemico. Dobbiamo affrontare questo strumento per provare a posizionare la nostra offerta e non lasciare spazio a chi ne fa una generalista, senza giocare la partita sul prezzo ma sui contenuti. Su quel ring possiamo fare la partita e portare clienti all’interno del nostro ambito, fatto di valori, garanzie e di rispetto delle normative”.

Gv: Qual è l’attuale risposta di mercato in termini di prenotazioni, tra corridoi aperti e non, variante Omicron e incertezza generale?

“La risposta è stata molto positiva. Avevamo tracciato questa voglia di riprendere a viaggiare. Siamo partiti con 4 voli a novembre sull’Egitto e siamo arrivati a metterne 12 a settimana sull’Egitto e a Natale opereremo con 18 voli a settimana. Alle Maldive siamo passati da 2 a 3 voli. In Repubblica Dominicana siamo partiti con un volo e a Natale avremo il quarto. Sui corridoi c’è stata una risposta molto positiva, ma avendo aperte 4-5 destinazioni importanti questo non basta a pareggiare i numeri del 2019. Questo dicembre abbiamo circa il 35% dei volumi che avevamo quando tutto il mondo era aperto”.

Gv: Come immagina il futuro del gruppo Alpitour in una fase di next normality?

“Il vero tema è uscire da questa situazione che ci vede penalizzati rispetto al resto d’Europa e che ormai assume contorni quasi grotteschi, perché non è semplicemente il fatto che ci siano restrizioni, ma quanto cambino in maniera repentina queste informazioni, come dimostra l’ultima ordinanza. Come un gioco di sudoku tolgono Paesi che prima erano aperti, ne aggiungono altri che prima erano chiusi, come se si trattasse di bere un caffè e dimenticando che i viaggi vanno programmati. Il futuro di Alpitour lo vedo molto bene perché credo che in questi due anni forzati di fermo macchina abbiamo avuto il coraggio di rivedere i brand, di ascoltare i bisogni dei consumatori e l’offerta è stata costruita in virtù di queste necessità. L’obiettivo è di tornare in comunicazione perché è importante che i player del turismo organizzato tornino a parlare del valore del settore. La vera sfida è la triangolazione con web e agenzie per attirare clienti ora preda delle banche letti e dare così ossigeno al turismo organizzato”.

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Laura Dominici

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