La Finlandia aggiorna la sua strategia anti-Covid

Il calcolo giornaliero dei casi di Covid in Finlandia si aggira intorno ai 2000 da circa una settimana, con la variante Omicron che arriva a dominare i casi ed ad aumentare la pressione sugli ospedali. Per contrastare questa tendenza, martedì 21 dicembre,  il governo ha annunciato nuove misure per cercare di rallentare la diffusione dell’epidemia, dopo sette ore di colloqui tra i ministri della coalizione governo pentapartitica.

Le nuove norme

Ecco i punti principali che sono stati varati: Ristoranti e bar avranno orari di apertura limitati. Dalla vigilia di Natale i ristoranti dovranno chiudere alle 22:00 e interrompere il servizio alle 21:00. Questa restrizione non può essere aggirata chiedendo ai clienti un certificato Covid, quindi tutti i locali dovranno chiudere in detti orari. Nei giorni successivi i ristoranti possono mantenere gli orari di apertura (chiusura alle 22), purché richiedano il certificato vaccinale.
Da martedì 28 dicembre entrano in vigore restrizioni più stringenti, per un periodo iniziale di tre settimane. I ristoranti dovranno chiudere alle 18:00 e non di servire alcolici oltre le 17:00.
I punti vendita di alimentari potranno aprire fino alle 20:00, ma non potranno vendere alcolici dopo le 18:00.
Bar e pub vedranno la capacità limitata al 50%, mentre le attività incentrate sul cibo potranno ospitare il 75% del solito numero massimo di clienti. Al momento i ristoranti hanno dovuto chiudere alle 18, ma hanno potuto evitare questa restrizione, chiedendo ai clienti di mostrare un certificato Covid, tale esenzione non sarà più applicabile.

Situazioni a basso rischio

I certificati Covid possono essere utilizzati per mantenere aperti i servizi “a basso rischio” come biblioteche e palestre; il governo raccomanda alle agenzie amministrative statali regionali che le attività a basso rischio possano continuare se le persone presentino all’accesso il certificato. Il primo ministro, Sanna Marin ha citato le classificazioni dell’ente preposto, Thl, in base alle quali le strutture a basso rischio sono musei, biblioteche e mostre d’arte. Sono classificati a basso rischio anche gli spazi interni utilizzati per l’esercizi sportivi o per lo sport individuale, così come le saune pubbliche, le piscine e gli spogliatoi ad essi collegati. Tutte le attività a basso rischio possono quindi restare aperte utilizzando il sistema di certificazione Covid. La decisione finale su queste restrizioni sarà comunque presa dagli enti regionali e dai comuni, che potranno stabilire regole più severe se lo desiderano.

Situazioni ad alto rischio

Il certificato vaccinale non è più valido in situazioni di maggior rischio. La tabella Thl elenca le situazioni in cui l’Agenzia per la Salute giudica significativo il rischio di infezione da Covid. Tali attività non potranno svolgersi nemmeno con un certificato Covid dal 28 dicembre — nelle aree classificate come nella fase di “trasmissione comunitaria”. Tale restrizione sarà in vigore per tre settimane e sarà approvata come un emendamento alla legge sulle malattie infettive. Le situazioni ad alto rischio includono discoteche, ristoranti con karaoke, bar ed eventi di massa in cui non è prevista la disposizione dei posti a sedere.
Un rischio moderato è rappresentato dai concerti di cori con più di dieci cantanti, dalle tribune all’aperto dove i posti a sedere non sono assegnati e dalle esibizioni dove non esiste una disposizione speciale per evitare i contatti. L’elenco comprende anche “spazi interni legati allo sport di squadra o all’esercizio di gruppo”. In pratica ciò significa che queste attività e strutture verranno chiuse, anche se chiedono i certificati vaccinali Covid.

Nessuna nuova restrizione per le scuole

Non sono previste nuove restrizioni per le scuole, tranne una raccomandazione per la formazione a distanza nelle università e nei politecnici. Il governo ha discusso la possibilità di riportare le scuole all’apprendimento a distanza, ma il primo ministro Marin ha affermato che non c’è consenso sulla materia. Ciò significa che l’attività scolastica primaria e secondaria continuerà a essere svolta nelle aule. Il ministro dell’Istruzione, Li Andersson ha esortato le autorità locali a introdurre regole sulle modalità d’uso delle mascherine nelle scuole. Si raccomanda alle università di passare all’apprendimento a distanza, ma ogni istituzione è lasciata libera di decidere in modo autonomo. Le raccomandazioni non si applicano alle situazioni necessarie di insegnamento a contatto.

Intensificazione dei controlli alle frontiere

All’arrivo in Finlandia si dovrà presentare la prova di un test Covid negativo che sia stato effettuato entro 48 ore dall’ingresso nel Paese. Questa regola entrerà in vigore il 28 dicembre e sarà in vigore fino al 16 gennaio. Oltre ad avere un test Covid negativo, chi arriva è tenuto a presentare certificati che dimostrino di essere completamente vaccinati o di essere guariti dal Covid negli ultimi sei mesi.

Fino al 31 dicembre, il requisito si applicherà alle persone in arrivo nate nell’anno 2005 o prima, e poi, dopo il 1 gennaio 2022, il requisito si applicherà alle persone in arrivo nate nell’anno 2006 o prima. Il governo ha deliberato eccezioni a questi requisiti, relative a cittadini finlandesi, ai residenti permanenti od a persone il cui ingresso è ritenuto necessario, ad esempio per motivi familiari impellenti. Inoltre, i residenti nelle comunità di confine settentrionale in Finlandia, Svezia e Norvegia — così come le persone in transito tra il Comune svedese di Norrtälje e Åland — possono sostituire il requisito di cui sopra con un certificato che dimostri: vaccinazione completa contro il Covid, guarigione dalla malattia entro gli ultimi sei mesi o prova di un test Covid negativo negli ultimi sette giorni dall’orario di arrivo.

I viaggiatori diretti in Italia dalla Finlandia, anche se forniti di certificazione vaccinale, hanno bisogno di presentare all’arrivo l’esito di un test negativo.

Gianfranco Nitti

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