L’Italia valorizza il Mice: i numeri di Italy at Hand

Italy at Hand, l’evento b2b Mice firmato Convention Bureau Italia ed Enit – Agenzia Nazionale Turismo, che promuove l’offerta congressuale italiana nel turismo internazionale, si conclude con 1156 appuntamenti di business svoltisi tra i buyer internazionali e i top supplier nazionali Mice presenti. Numerosi gli ospiti d’eccezione e 13 i partner coinvolti che hanno contribuito al successo dell’evento che si è svolto in completa sicurezza, nonostante la situazione sanitaria critica degli ultimi giorni.

La tre giorni

Durante la tre giorni dedicata al business e ad attività informali ispirate da una tradizione e da un immaginario collettivo tipicamente italiani, 46 buyer provenienti da 18 differenti Paesi europei, hanno incontrato 35 operatori Mice qualificati provenienti da tutto il territorio nazionale, tra cui le principali destinazioni italiane, centri congressi, numerosi alberghi e catene alberghiere nazionali, top agency e Pco. Vincente – spiega una nota – la collaborazione sinergica con YesMilano Convention Bureau e con Aim Group International per l’individuazione di partner strategici locali, che ha permesso di aprire le porte di alcune tra le location più esclusive della città: Palazzo Serbelloni, in cui si sono tenuti i business meetings, lo Starhotels Rosa Grand – Starhotels Collezione che ha ospitato la opening night; Villa Necchi Campiglio, proprietà Fai e custode di capolavori d’arte, nel cui glass house si è tenuta la cena di galae ai vari luoghi di Milano in cui si sono svolte le 4 attività interattive di networking tra buyer e supplier.

I commenti

Soddisfazione espressa da Carlotta Ferrari, presidente Convention Bureau Italia, che si è detta “orgogliosa dei risultati che ha ottenuto questa terza edizione di Italy at Hand, proprio per circostanze particolari che ben conosciamo e che ne hanno reso l’organizzazione esponenzialmente più complessa. Penso che abbiamo dimostrato ancora una volta all’Italia e all’Europa del Mice di essere il punto di riferimento, insieme a Enit, della promozione del turismo congressuale in Italia, ma soprattutto la passione che sta dietro al lavoro che svolgiamo quotidianamente, dal management ai collaboratori. Benissimo parlare di ibrido, di virtuale; ma dopo un evento del genere è lampante come il senso di connessione autentica e, conseguentemente, il business che comporta la partecipazione a un evento b2b onsite sia impareggiabile”.

Italia al quinto posto

Il presidente di Enit, Giorgio Palmucci, si è soffermato anche sui numeri. “L’Italia raccoglie elogi per gli elevati tassi di vaccinazione e l’implementazione di regole e protocolli seri, chiari e sicuri. Il Mice è uno dei settori che l’Italia con Enit sta valorizzando proprio per l’alto potenziale del settore. Nel 2019 Icca conta un totale di 13.254 meeting nel mondo, con un aumento di 317 riunioni rispetto al numero rilevato nel 2018 (+2,5%). Settembre, ottobre e giugno sono i mesi più gettonati per organizzare gli incontri, mentre dicembre, gennaio e febbraio i meno popolari – fa presente Palmucci -. La scienza medica (17%), la tecnologia (15%) e la scienza (13%) sono i temi principali dei meeting internazionali”.

La posizione del nostro Paese? “L’Italia, con 550 congressi ospitati, risale al quinto posto con 218mila partecipanti alla meeting industry, il 29,3% in più rispetto all’anno precedente, superando il Canada in quella stessa posizione. Milano occupa l’ottavo posto nel 2019 e si unisce ad Amburgo, Praga, Pechino ed Atene che non erano presenti tra le prime 20 posizioni nella classifica delle città nel 2018″. Quanto alle sedi il manager sottolinea che “circa il 53% delle sedi per congressi ed eventi si trova al Nord, il 25,3% al Centro, il 13,6% al Sud e l’8,2% nelle Isole. Quasi duemila Comuni hanno almeno una struttura per congressi ed eventi: il 56,7% un’unica sede, il 31,1% da 2 a 4, l’8,0% da 5 a 9 e il 4,2% 10 sedi. Sono 23 le città con almeno 20 sedi, quasi il 29,0% del totale”, dichiara il presidente Enit.

 

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