I pilastri di Bonacchi in Uvet

La ricostruzione del prodotto. E’ la prima sfida che coglie Nicola Bonacchi, direttore generale area leisure di Uvet, da poco a capo della divisione del gruppo. In una video intervista a missionline.it, il manager parla del cambio di regole che rende complicata la programmazione delle attività e la pianificazione delle aziende.

“In questo momento noi ci siamo definiti dei pilastri su cui andremo a lavorare – annuncia Bonacchi  -. Il primo è la ricostruzione del prodotto, che da qui ai prossimi 12 mesi sarà vendibile, tenendo conto delle possibili evoluzioni del piano vaccinale. Lavoriamo poi sull’incoming con due aziende che lo gestiscono (sul mondo Usa e Uk) con l’obiettivo di rilanciare l’incoming e riuscire a fare un mix tra incoming e outgoing per supportare l’azienda nella fase di ripartenza”. Bonacchi fa anche riferimento al processo di digitalizzazione (che trova riscontro anche nel Pnrr nazionale) e “come mondo leisure daremo un cambio di rotta in questo senso”.

Prodotto dinamico

La parte dinamica e quella di pricing del prodotto, secondo Bonacchi, aiuteranno le aziende a vendere in modo migliore e ad essere più presenti sul mercato. “Daremo al cliente finale la possibilità di accedere a tutti i canali – sottolinea -, quindi ci sarà il canale tradizionale, online e su ogni piattaforma verrà pubblicato il prodotto per ogni cluster”. Uvet sta poi lavorando in modo da segmentare offerta e domanda allo scopo di selezionare i prodotti “nel modo migliore, senza dimenticarsi che attualmente l’aspetto più importante è la ricostruzione del prodotto”, ribadisce.

La distribuzione

Sul fronte distributivo per il manager “è fondamentale riconnettersi con le agenzie, perché con il Covid molte sono state chiuse, o non sono aperte tutti i giorni, quindi il primo passaggio è riconnettere per cercare di ripresentare e riformare le adv sul prodotto”. Uvet lavorerà sulla presenza del team sul territorio, con una squadra dedicata, con inside sales per migliorare il rapporto con il mercato e “stiamo cercando di organizzare delle giornate formative con i partner per fornire aggiornamenti sull’offerta”. “Saranno mesi complicati fino a inizio marzo – continua il manager – e la burocrazia non aiuta, ma se riusciremo a superare questa fase delicata poi potremo far ripartire l’economia del turismo e le agenzie potranno essere economicamente più sostenibili”. Intanto Uvet sta cercando di lavorare sul business travel per avere l’expertise da replicare sul leisure per quanto riguarda una nuova competenza che sta impattando fortemente sull’attività dell’agenzia e che riguarda l’aggiornamento sulle normative e disposizioni sanitarie, che vanno condivise e spiegate al cliente finale. Anche per quanto riguarda l’area Pmi “è un mondo che va formato e occorre dare a tutti gli agenti di viaggio il nostro know how per gestire la pandemia in continua evoluzione”.

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