Business travel intelligence: in università a Bologna

Travel manager, una “nuova” professione per un “nuovo” mondo.
Sono stati due anni durissimi per l’industria dei viaggi e i mesi che ci troviamo ad affrontare non saranno privi di incertezze.

Mai come prima le trasferte aziendali sono state condizionate dallo scacchiere pandemico, da nuove normative e policy aziendali che variano in base alle disponibilità di materie prime, lavorate e componentistica (la crisi del chip sia esempio per tutti) e da esigenze organizzative e restrizioni nazionali sia nelle località di partenza sia in quelle di destinazione. E mai come prima i travel manager hanno avuto a disposizione tanti numeri in grado di rappresentare in modo oggettivo quanto accade in tempo reale grazie alla crescente digitalizzazione degli uffici viaggio.

“Il punto è – spiega Andrea Guizzardi direttore del Center for Advanced Studies in Tourism – Cast – dell’Università di Bologna e co-direttore dell’Osservatorio Business Travel -, che tanti dati non vuole dire altrettanta conoscenza, perché fra gli uni e l’altra c’è di mezzo sia la tecnica statistica sia la capacità di analisi, ovvero capire i limiti informativi delle sintesi statistiche in modo da fornire spiegazioni corrette di quello che sta accadendo. Per questo penso che, oggi più che mai, nella cassetta degli attrezzi dei nuovi travel manager sia indispensabile un poco di cultura statistico-aziendale”.

Il corso di formazione permanente dell’Università di Bologna Data Analysis and Reporting for Business Travel Intelligence, giunto alla decima edizione, pone l’accento sulla centralità dell’analisi dei dati, vista come chiave di volta di quella digitalizzazione dei processi richiesta tanto in ottica di Kpi e saving quanto di semplificazione e sostenibilità.

I viaggi d’affari sono ricominciati – e proseguiranno via via con maggiore vigore, come stima anche il Wttc – ma saranno differenti rispetto al passato. Se prima della pandemia il controllo dei costi era spesso l’unico focus del travel management (nel commitment dell’alta dirigenza), ora l’attenzione viene rivolta anche al duty of care del personale viaggiante e alle responsabilità del travel manager – e anche di chi, in agenzia di viaggio, si occupa di bt – , chiamato a dare una spinta professionalizzante al suo ruolo.

Tra lezioni in presenza e networking

“Nella mia esperienza ho potuto toccare con mano che essere in grado di analizzare i dati è alla base di qualsiasi decisione in azienda – spiega Silvia Verzini, consulente travel manager e responsabile comunicazione del corso presso l’ateneo felsineo, che dà diritto a 7 crediti universitari -. Ma nulla è come prima. In questi mesi le domande sono molteplici e diverse e serve una nuova professionalità per dare risposte efficaci. Questa è la sfida del travel manager del futuro”.

Il corso, che si tiene in presenza a Bologna (ma con possibilità di partecipare da remoto), su tre sessioni a cadenza mensile da marzo a giugno, prende il via affrontando la tecnica statistica nell’ottica del cambiamento.

Temi del primo incontro (31 marzo e 1 aprile, 12 ore complessive) saranno: progettare e realizzare survey aziendali per arricchire l’informazione degli archivi aziendali, misurare i punti di forza e di debolezza del processo gestionale, costruire Kpi e interpretarli correttamente, valutare l’efficacia delle differenti leve gestionali nel raggiungere gli obiettivi (l’analisi della sensibilità dei Kpi e la regressione lineare).

Nel secondo appuntamento si metteranno a fuoco gli aspetti di mobility management e di gestione del rischio, diventati centrali con la Legge 77/2020 e con la pandemia, mentre il terzo incontro sarà dedicato alle tecniche statistiche di previsione e a come contestualizzare e comunicare all’alta dirigenza i risultati delle analisi.

Le sessioni, strutturate con full immersion in aula seguite da attività fuori aula, sono volte a consolidare, oltre alle competenze, lo spirito di gruppo tra i partecipanti. Il networking tra “studenti” si è sempre rivelato determinante sia nella buona riuscita del corso sia nel prosieguo della vita lavorativa, tanto che alcuni ex corsisti saranno a disposizione per un supporto di senior tutoring.

Il corso si avvale della partnership di AirPlus, Bcd Travel e Zucchetti, della collaborazione di Gbta e trova in Guida Viaggi il media partner.

L’iscrizione al corso va completata entro il 16 febbraio sul sito dell’Università di Bologna.

 

Paola Olivari

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