Il futuro del travel visto da Deloitte

La ripresa non è perduta, ma le aziende del turismo stanno andando incontro a problemi di indebitamento, tema che non potrà essere risolto – nel breve e medio termine – se non con l’aumento dei prezzi, aspetto non certo facile da realizzare. Il settore, secondo l’analisi del senior economist di Deloitte, Debapratim De, “si è ripreso rapidamente dalla fase pre-vaccino della crisi Covid-19, ma la ripresa stava già rallentando prima che la variante Omicron colpisse alla fine dello scorso anno“.

Tra flessione e ripresa

“E’ stata una crisi come nessun’altra – sostiene l’economista – con una profonda flessione seguita da una straordinaria ripresa. Ci sono voluti cinque anni perché l’economia recuperasse la produzione persa durante la crisi finanziaria. La flessione causata dalla pandemia è stata molto peggiore, ma il recupero è stato più rapido”. Tuttavia, De nota che il rimbalzo “ha perso slancio” tra le carenze di offerta e di lavoro e il fatto che il Covid-19 non sia andato via. Questo sta rallentando il ritorno alla normalità“. Le epidemie di varianti sono destinate a continuare perché “il mondo in via di sviluppo non è affatto vicino a vaccinare la maggior parte della popolazione”. Il partner di Deloitte per i viaggi e l’aviazione Alistair Pritchard ha notato: “Ci sono stati meno fallimenti del previsto. Coloro che lavorano hanno più fiducia di mantenere il proprio posto, ma indubbiamente le imprese di viaggio saranno molto più indebitate di prima in un settore che generalmente opera con bassi margini e quel debito richiederà molto tempo per essere ripagato, a meno che le aziende non possano aumentare i prezzi, il che sembra improbabile”.

La strada della tecnologia

Una strada da perseguire per le aziende potrà essere quella di “investire in tecnologia e sostenibilità”, secondo Pritchard, “e questo però non sarà semplice”, mentre cercano ancora di navigare nelle acque agitate per raggiungere il “lido” della ripresa. Pritchard si dichiara poi poco ottimista sul business travel: “I viaggi d’affari probabilmente non torneranno allo stesso livello di prima, dato che le aziende rivedranno la quantità di viaggi da fare e le compagnie aeree trasporteranno volumi minori di viaggiatori d’affari”.

La visione degli hotel

Dal mondo alberghiero c’è poi lo spaccato di Ihg Hotels & Resorts, secondo cui la ripresa sta dando “un nuovo significato al modo di viaggiare e questo deve prevedere per le aziende turistiche il fatto di essere costantemente guidati dai dati e imparare e sperimentare continuamente“, avverte David Oppenheim, vicepresident di Global Insights, Analytics e Data del gruppo. Se un tempo bastava pensare al posto giusto e al momento giusto per proporre una vacanza, ora secondo il manager si tratta di capire “come un cliente potrebbe sentirsi su un aereo o entrando nella hall di un hotel. Questo richiede un messaggio diverso e un livello completamente differente di personalizzazione”. L.D.

 

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