L’incoming tra la speranza della ripresa e un 2021 a tinte fosche

Dalla primavera si spera in una ripresa fino all’estate, quando dovrebbe esserci la svolta anche dal mercato internazionale”. Così si esprime il presidente Enit Giorgio Palmucci, motivando nel modo seguente le sue affermazioni: “L’interesse per l’Italia è sempre vivo e lo dimostrano non solo i feedback e le analisi delle sedi estere Enit ma anche i dati Google. Enit guarda a nuovi orizzonti e presidi mondiali come Dubai per il potenziamento del turismo di lusso e sono intanto attive campagne visual in ogni continente per mantenere vigoroso il sentiment Italia e non perdere il contatto e la fidelizzazione con i turisti di ogni parte del globo”.

Ma a parere di Gianni Rebecchi, presidente Assoviaggi, le prospettive dell’incoming per il 2022 non sono positive. “Si caratterizzerà per una grande prevalenza di turismo individuale e di prossimità di matrice nazionale – spiega il presidente -. Questa tipologia non passa attraverso il turismo organizzato, ma prenota direttamente anche attraverso Ota e di conseguenza lascia poco sui territori rispetto al canale organizzato che utilizza l’intera filiera del turismo”. Non solo: “La programmazione e le richieste dell’inbound provenienti dai Paesi esteri avvengono nell’autunno/inverno dell’anno precedente – aggiunge Rebecchi -; con la situazione pandemica in atto, come avvenuto per il 2020 e 2021 l’Italia ha limitato fortemente l’afflusso con tutte le procedure di sicurezza sanitaria che sono cambiate di giorno in giorno”. Ne consegue un inevitabile adattamento in termini di strategie, ma “aiuterebbe molto che le regole fossero poche, chiare e che almeno a livello nazionale, e possibilmente a livello europeo, fossero omogenee”, fanno sapere dai territori regionali dell’associazione. Dalla Sicilia alla Calabria fino all’Emilia Romagna, alle Marche e alla Lombardia, la voce si leva univoca: “Ci vuole una strategia europea. E’ assurdo, per esempio, che possano viaggiare turisti di altre nazioni europee verso Paesi internazionali, ma non da e verso l’Italia. I nostri corrispondenti – rincarano – ci scrivono che tedeschi, olandesi, francesi, si muovono da e verso altre nazioni e c’è, quindi, troppa confusione a livello comunitario. E’ difficile fare previsioni, ormai le imprese non possono programmare e elaborare piani è molto complicato”.

Gli operatori: previsioni impossibili

Solo poco tempo fa sembrava tutto passato, con prenotazioni che volavano sia per le festività natalizie che per la prossima stagione; poi, improvvisamente si è ribloccato tutto, una situazione senza precedenti. E’ il quadro delineato da Gino Acampora, presidente Acampora Travel. “E’ difficile, se non impossibile, fare previsioni in questo momento – continua Acampora -. Abbiamo adesso certezza che l’unico strumento per combattere questa maledetta pandemia è il vaccino. Certamente l’Italia ha qualche vantaggio, insieme a Portogallo e Spagna, rispetto ad altre nazioni, per l’ottimo piano vaccinale messo in atto – evidenzia il presidente -, ma il problema è relativo agli altri Paesi, lo sconsiglio di viaggiare in Italia da parte degli Stati Uniti è un’ altra mazzata enorme. Il mio augurio è che le ultime misure ci portino poi vantaggi per recuperare la stagione 2022, dobbiamo pensare in positivo”.

Sulla stessa linea Katrin Mamberto, contract & product manager di Mamberto: “L’incertezza che ormai ci accompagna quotidianamente non ci aiuta ad avere un quadro chiaro – sostiene -, ma ci fa prospettare un 2022 simile al 2021, con la speranza di un ritorno delle vendite anticipate a Pasqua e un prolungamento della stagione fino a ottobre”.

Leggermente più ottimista Roberto Pannozzo, direttore generale di Destination Italia: “La voglia di tornare alla ‘normalità’ che riaffiora nei viaggiatori e negli amanti del nostro Paese ogni volta che la pressione della pandemia si alleggerisce – motiva il manager – ci lasciano ben sperare. Allo stesso modo, quando questa si acuisce, il rallentamento nelle vendite è inevitabile, come accaduto in queste ultime due settimane. Viviamo una situazione altalenante ma siamo fiduciosi perché se le campagne vaccinali nel mondo proseguiranno con questi ritmi, avremo certamente un effetto booster anche sulle vendite e sugli arrivi degli stranieri in Italia – argomenta Pannozzo -. Destination Italia si è organizzata per accogliere con idee e programmi ancora più innovativi clienti da tutto il mondo e li aspettiamo con fiducia, convinti che quando questa ondata avrà esaurito la sua forza avremo segnali concreti di ripresa – prosegue -. In questo momento non resta che attendere che sempre più frontiere possano riaprirsi e che a partire da fine 2022 si torni a programmare il tempo libero in sicurezza.”, conclude il direttore generale.

Il quadro del 2021 rimane inevitabilmente a tinte fosche. Le difficoltà non frenano, però, le strategie: parole d’ordine specializzazione ancora più forte, dinamicità e digitale. L’articolo completo prossimamente su Guida Viaggi settimanale.

Nicoletta Somma

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