La speranza Assoporti: “Auspichiamo il ritorno della leadership”

Dal bilancio del traffico passeggeri nel 2021 alle nuove prospettive per crociere e traghetti. Con il presidente di Assoporti, Rodolfo Giampieri, tracciamo le linee di sviluppo del comparto e le nuove tendenze in atto.  In questa intervista esclusiva rilasciata a Guida Viaggi, Giampieri commenta: “Il rapporto tra scali e città è una questione centrale per la sostenibilità di cui tanto si parla. La conformazione del nostro sistema portuale rende necessario un continuo dialogo con la comunità locale. Fondamentale, inoltre, sarà l’attenzione all’evoluzione del mondo del lavoro, che va di pari passo con l’innovazione tecnologica, a sua volta essenziale per una transizione ecologica completa”.

E per la ripresa dei traghetti, dichiara: “L’auspicio è il ritorno alla normalità che abbiamo conosciuto e che ha sempre visto l’Italia prima per traffico nel Mediterraneo e seconda in Europa, dietro al Regno Unito”.

 

Gv: Che bilancio può tracciare dell’attività portuale italiana nel 2021?

“Quello che si è appena concluso è stato l’anno della ripartenza, dopo gli eventi inattesi e imprevedibili del 2020. La pandemia ha imposto una nuova visione della sicurezza sanitaria, con tutte le misure rese necessarie per garantire la piena operatività delle attività portuali. Il test è stato superato. Dal punto di vista delle merci, i traffici sono ripresi in modo sostenuto, mentre permangono le criticità legate al settore passeggeri, in particolar modo per le crociere. Eppure, proprio da questo segmento è arrivato un segnale più che incoraggiante. Il comparto, dopo essere stato praticamente azzerato nell’anno precedente, è riuscito a ripartire proprio dall’Italia. Il settore traghetti, invece, subisce ancora gli effetti delle limitazioni di ingresso e uscita tra i Paesi transfrontalieri. Le regole concertate tra i grandi player e i porti rappresentano un grande atto di responsabilità e professionalità. Un modello anche per le realtà estere”.

 

Gv: In particolare, per il settore dei traghetti come commenta l’anno che sta per concludersi?

“Come ho accennato prima, il settore del traffico traghetti è stato ed è ancora soggetto alle varie limitazioni messe in atto dai Paesi a causa dell’acuirsi dell’emergenza sanitaria. Questa situazione crea certamente tante incertezze sia per gli operatori che per gli utenti. Posso affermare che, per quanto riguarda il segmento traghetti dedicato al traporto pubblico locale, questo non si è fermato per ovvi motivi di necessità (penso all’utenza dello Stretto di Messina, ad esempio, con migliaia di lavoratori e studenti che quotidianamente ne usufruiscono). Mentre per gli scambi turistici con i Balcani, la Grecia o la Spagna, ad esempio,  i risultati dell’anno 2019 sono ancora lontani”.

 

Gv: Quali le prospettive per il 2022 per il settore traghetti?

“L’auspicio è, naturalmente, il ritorno alla normalità che abbiamo conosciuto e che ha sempre visto l’Italia prima per traffico nel Mediterraneo e seconda in Europa, dietro al Regno Unito. È chiaro che grazie alle misure di sicurezza messe in atto a causa della pandemia in corso, il segmento dovrebbe dare segnali di ripresa”.

 

Gv: Sul fronte delle crociere abbiamo assistito alla crescita di porti minori; è un trend che proseguirà anche in futuro?

“Il settore crociere è quello che è stato il più penalizzato dall’emergenza sanitaria. Il cambio di prospettiva del settore che ha richiesto numeri di crocieristi ridotti, e tanta attenzione alla sicurezza, forse ha avuto anche un riflesso sui cosiddetti porti minori. Ma sono sicuro che sarà un trend che andrà a crescere per offrire ai crocieristi esperienze nuove e alternative.  Inoltre, se penso ai porti italiani come Ancona oppure Taranto, che si stanno avviando adesso in questo segmento, credo sia stato fatto un grande lavoro di promozione dei territori, che ha reso appetibile nuove destinazioni. Infatti, le attività di marketing territoriale hanno un ruolo fondamentale per il crocierismo e consentono anche il ritorno nei territori dei crocieristi stessi in qualità di turisti. In questo contesto, riveste un ruolo molto importante il legame creato e il rapporto tra i porti e i territori circostanti”.

 

Gv: Quali le sfide da superare e sulle quali si sta concentrando l’attività associativa?

“L’attività associativa si sta sempre più concentrando sui temi della sostenibilità che riguarda aspetti economici e sociali, oltre a quelli ambientali e anche ai temi relativi alla digitalizzazione. In questo senso il Pnrr e il fondo complementare ci invitano a realizzare infrastrutture e info-strutture resilienti. Ciò anche in ragione della necessaria relazione e integrazione sociale con i territori circostanti le aree portuali. Senza dubbio il rapporto tra scali e città è una questione centrale per la sostenibilità di cui tanto si parla. La conformazione del nostro sistema portuale rende necessario un continuo dialogo con la comunità locale. Fondamentale, inoltre, sarà l’attenzione all’evoluzione del mondo del lavoro, che va di pari passo con l’innovazione tecnologica, a sua volta essenziale per una transizione ecologica completa. Le banchine sono il cuore delle attività portuali ed è lì che attraverso opportune politiche di formazione possono emergere nuove e inaspettate opportunità. Il nuovo lavoro qualificato è la leva principale anche per favorire la parità di genere. La nuova portualità che immaginiamo è anche e soprattutto inclusiva. In tutto questo contesto, il traffico passeggeri avrà un ruolo determinante proprio per le caratteristiche particolari che lo contraddistinguono”.

Laura Dominici

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