L’appello delle associazioni europee: allineare le regole di viaggio

Allineare le regole di viaggio, in modo da avere un quadro europeo stabile e coerente per riprendere a spostarsi e prepararsi in sicurezza alla primavera: è la richiesta avanzata in una nota congiunta dalle associazioni dei trasporti e del turismo (tra cui A4E, Aci Europe, Clia, Ectaa, Etoa).

Nelle ultime settimane, l’Europa ha visto un’impennata dei casi e la diffusione dell’ultima variante Omicron. Mentre la Commissione europea ha annunciato nel dicembre 2021 che il certificato digitale Covid dell’Ue (Dcc) sarebbe stato valido per nove mesi senza un richiamo, diversi Paesi – tra cui Francia, Italia, Danimarca e Malta – hanno deciso di ridurre la validità per uso nazionale a sette o tre mesi. Un certo numero di Paesi ha anche introdotto dei requisiti di test aggiuntivi che si applicano ai viaggiatori europei vaccinati/guariti, andando contro le attuali raccomandazioni del Consiglio.

L’industria sostiene la Commissione europea secondo la quale un periodo di validità armonizzato per il Dcc “è una necessità per una libera circolazione sicura e un coordinamento a livello Ue”. Anche se la Commissione raccomanda agli Stati membri dell’Ue di applicare lo stesso periodo di validità del Dcc per i viaggi intra-Ue e a livello nazionale, le discrepanze attuali sono preoccupanti. Allo stesso modo, gli Stati membri dovrebbero allinearsi alle raccomandazioni del Consiglio man mano che vengono concordate e aggiornate di volta in volta, in modo che i viaggi siano possibili in condizioni uguali in tutta l’Ue in ogni momento.

La pandemia ha portato alla più grande recessione globale dalla seconda guerra mondiale. I dati mostrano una sotto-performance economica dell’Ue dal 2019 ad oggi rispetto agli Stati Uniti e alla Cina, con previsioni che confermano che la ripresa è improbabile prima del 2023. I Paesi dell’Europa meridionale sono stati particolarmente danneggiati e, senza dubbio, i settori dei viaggi e del turismo sono stati colpiti più duramente di altri.

Diversi Stati membri dell’Ue continuano ad agire unilateralmente, adottando un diverso periodo di validità dei Dcc, così come regole divergenti per quanto riguarda i bambini e i giovani sotto i 18 anni. Questo avrà un impatto diretto sulle famiglie che vogliono viaggiare per le vacanze invernali e poi in primavera. Questa incoerenza nelle restrizioni di viaggio in tutta l’Ue ha un impatto diretto sui singoli passeggeri e sulle imprese per programmare i viaggi futuri e le prenotazioni delle vacanze. L’industria dei trasporti e del turismo vede ancora tassi di booking di almeno il 30% al di sotto dei livelli del 2021.

L’emergere di restrizioni di viaggio non coordinate in tutta l’Ue mette in pericolo l’obiettivo del Dcc – sostenere la sicurezza e la libertà di movimento. “Esortiamo i governi a smettere di deviare da questo approccio – affermano le associazioni – e a garantire un processo chiaro e armonizzato a livello europeo. I settori dei viaggi e del turismo hanno già sofferto molto a causa della pandemia, con conseguenze economiche destinate a continuare negli anni a venire. Ora più che mai è necessario un coordinamento tra i governi nazionali per fornire regole chiare, sicure e coerenti, per sostenere la fiducia dei viaggiatori, salvare la stagione estiva e, infine, assicurare la ripresa economica”.

 

Tags: , , , ,

Potrebbe interessarti