Iata: migliora la domanda nel 2021, ma ancora sotto del 58%

Nel 2021 la domanda passeggeri ha fatto registrare una flessione del 58,4% rispetto al 2019, in miglioramento rispetto alla flessione del 65,8% registrata nel 2020. Lo rivelano le ultime statistiche di Iata. Nell’anno la domanda di passeggeri internazionali è stata del 75,5% inferiore ai livelli del 2019, mentre la capacità (misurata in Asks) è diminuita del 65,3%. Le restrizioni ai viaggi di Omicron – evidenzia Iata – hanno rallentato la ripresa della domanda internazionale di circa due settimane a dicembre.

La domanda complessiva di viaggi si è rafforzata nel 2021. Questa tendenza è continuata fino a dicembre nonostante le restrizioni di viaggio messe in atto per Omicron – afferma il direttore generale Willie Walsh -. Questo la dice lunga sulla forza della fiducia dei passeggeri e sul desiderio di viaggiare. La sfida per il 2022 è rafforzare questa fiducia normalizzando gli spostamenti. Mentre i viaggi internazionali rimangono tutt’altro che normali in molte parti del mondo, c’è slancio nella giusta direzione. La scorsa settimana Francia e Svizzera hanno annunciato un significativo allentamento delle misure. E ieri il Regno Unito ha rimosso tutti i requisiti di test per i viaggiatori vaccinati. Ci auguriamo che altri seguano il loro importante ruolo, in particolare in Asia, dove diversi mercati chiave rimangono in sostanziale isolamento”.

L’associazione ha, inoltre, esortato i governi ad allentare le restrizioni di viaggio. In particolare Iata ha richiesto di rimuovere tutte le barriere di viaggio (inclusi quarantena e test) per coloro che sono completamente vaccinati con un vaccino approvato dall’Oms, consentire viaggi senza quarantena per i viaggiatori non vaccinati con un risultato negativo del test antigene prima della partenza. L’associazione ha invitato anche a  rimuovere i divieti di viaggio e accelerare l’allentamento delle restrizioni, riconoscendo che i viaggiatori non rappresentano un rischio di diffusione del Covid-19 maggiore di quello già esistente nella popolazione generale.

“Oggi Omicron è presente in tutte le parti del mondo. Ecco perché i viaggi, con pochissime eccezioni, non aumentano il rischio per la popolazione generale. I miliardi spesi per testare i viaggiatori sarebbero molto più efficaci se destinati alla distribuzione di vaccini o al rafforzamento dei sistemi sanitari”, ha detto Walsh.

Tags:

Potrebbe interessarti