Le associazioni: “Nuovi corridoi, bene ma non bastano”

Bene ma non basta. E’ questo il commento delle associazioni di settore alle nuove decisioni del Governo sui turisti Ue e sui corridoi turistici.

“Accogliamo favorevolmente – spiega il presidente Astoi Pier Ezhaya – la proroga dei corridoi turistici e l’ampliamento ad altre destinazioni, nonostante siano rimaste escluse dalla nostra richiesta alcune mete molto importanti. Questa ordinanza consente comunque, al nostro comparto, di continuare, almeno parzialmente, a lavorare”.

Tuttavia, Astoi auspica “al più presto la rimozione del divieto a viaggiare per turismo in vigore in Italia da marzo 2020 così da fa ripartire realmente tutti gli operatori e allinearci a tutti i Paesi Europei che mai in questi due anni hanno adottato un simile approccio. Continueremo a lavorare ed interloquire con il Ministero della Salute e del Turismo affinché si possa al più presto tornare a viaggiare in tutto il mondo.”

“La proroga e l’allargamento dei corridoi turistici ad altre destinazioni, grazie all’impegno del ministro Garavaglia, è un primo passo verso un progressivo e necessario ritorno alla normalità” è il similare commento di Franco Gattinoni, presidente della Federazione Turismo Organizzato di Confcommercio.

“Noi naturalmente auspichiamo che il prima possibile la regolamentazione dei viaggi internazionali agevoli maggiori aperture. D’altronde l’andamento pandemico e il livello di vaccinazioni raggiunto permettono, a nostro avviso, di muoversi fuori dall’area Ue/Schengen con più libertà, pur mantenendo tutti i presidi di sicurezza ancora necessari in questa fase”, continua Gattinoni.

“D’altra parte, serve un cambio radicale di approccio e su questo terreno il governo italiano dovrebbe adeguarsi alla raccomandazione del Consiglio europeo – aggiunge il presidente Fto – secondo cui va abbandonata una regolamentazione basata sulle mappe regionali colorate in ragione dei livelli di contagio, eccettuate le aree rosso scuro, e bisogna invece passare a misure calibrate sullo status del singolo viaggiatore”.

“Il ministro Speranza dovrebbe inoltre ascoltare la Ue che raccomanda agli stati membri uniformità sulla validità del green pass a nove mesi, mentre la nostra normativa, che dal primo febbraio prevede una durata limitata a sei mesi per chi non ha ancora il booster, sta causando migliaia di cancellazioni di viaggi e presenze in Italia e sta creando ulteriori danni al comparto del Turismo organizzato”, chiude Gattinoni.

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