Agenda europea del turismo: al lavoro sulla bozza

Transition pathway for tourism. Cos’è, a cosa serve? A parlarne è Misa Labarile, policy officer Tourism della Commissione Europea, concentrandosi su quelle che sono le priorità strategiche per una agenda europea del turismo. L’occasione è stata l’ottava edizione dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo della School of Management del Politecnico di Milano, a cui è intervenuta.

La visione

Labarile lo specifica subito, “l’agenda europea del turismo come documento non esiste, ma come visione sì”. Per arrivarci si deve seguire “un percorso di transizione che è lungo e complesso, per il quale è stato interpellato il maggior numero di attori possibili, che deve indicare gli obiettivi finali e le azioni per raggiungerli entro il 2030″.

Labarile ripercorre le tappe di questi ultimi tempi, ricordando quando la Ue ha messo in piedi il green pass e il Pnrr, “nel 2020 ci sono state azioni di reazione all’emergenza per cercare di mantenere in piedi economia e turismo. Nel 2021 si è passati ad una visione più a lungo termine per vedere dove saremo tra dieci o venti anni. A giugno è uscita la bozza. Sono state raccolte tutte le informazioni date dai vari Paesi membri, settore privato e pubblico, sono state messe insieme e verso dicembre si è concluso il percorso arrivando ad un rapporto degli esperti”. Poi la Ue ha arricchito ulteriormente i contenuti, inserendo altre iniziative (trasporto, energia, ambiente, lotta al cambiamento climatico), sono state identificate le azioni e le aree di lavoro. La bozza è in fase di revisione e pubblicazione in questa settimana.

A maggio 2021 i governi degli Stati membri hanno espresso la volontà di una agenda europea per il turismo, la Ue ha definito il percorso per arrivarci. “I governi sono intervenuti ed hanno detto la loro in merito al rapporto che mette insieme tutte le istanze”, spiega Labarile. Sono state definite le diverse “aree di lavoro su cui concentrarsi, le azioni da compiere e chi le può portare avanti. Cosa ci aspettiamo e vogliamo ottenere”.

La parte digitale

Tra le ambizioni da sviluppare c’è “lo spazio dati, per farlo serviranno fondi ed anni di lavoro”, sottolinea Labarile. Ad oggi, però, si sa già quello che si può realizzare più in fretta. Sono stati messi da parte “1 milione di euro per un progetto per 12 mesi, che dovrebbe partire a giugno. Il progetto dovrebbe anche indicare come mettere in piedi la condivisione dei dati per il turismo. E’ aperto al settore privato perchè possa aiutare nella ricerca”.

Un’altra azione prevista dalla Ue è mettere a disposizione del settore delle best practise. Una di queste è “una rete di città che sono disposte a collaborare tra di loro e con degli esperti sulla gestione dei dati”. La partecipazione è gratuita.
Per quanto riguarda la condivisione dati, nel rapporto è prevista una nota su “un codice di condotta che il settore sta scrivendo con il nostro supporto, è un altro filone di lavoro che accetta contributi”, aggiunge Labarile.

Tra le parole chiave menzionate ci sono resilienza, skill, competenze, qualità del lavoro, cioè azioni orizzontali che saranno portate avanti. Tra le intenzioni quella di creare “una piattaforma che cercherà di mettere assieme settore pubblico e privato per portare avanti la visione che sarà poi esposta nel rapporto”. Sarà aperto un formulario dove saranno chiesti degli impegni su qualcosa di realizzabile concretamente da qui a cinque anni. Labarile pone l’accento sul tema dell’importanza degli impegni presi,  in quanto ribadisce che “la Ue dipende dalla visione politica degli Stati membri, non può fare leggi in materia di turismo (che spettano ai singoli governi, ndr), ma può influenzare e coordinare ciò che i governi fanno secondo la loro volontà e i Paesi si possono influenzare a vicenda”. Il messaggio lanciato è chiaro, “le opportunità ci sono, c’è un rapporto con una visione, un formulario con una richiesta di aiuto e di impegno e una piattaforma che continuerà a lavorare nel tempo”, non resta che attendere ed utilizzare ciò che è già disponibile in attesa dell’agenda europea del turismo.

Stefania Vicini

 

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