Decarbonizzazione settore aereo: accordo Eni e Sea

Il settore del trasporto aereo si sta sempre più concentrando sulla sostenibilità, sui biocarburanti per ridurre sempre di più le emissioni di CO2, con l’obiettivo del 2050. Rientra in questa ottica, come menzionato di recente da Flavio Ghiringhelli, presidente Ibar, intervenuto al convegno organizzato dal Politecnico di Milano, l’accordo Eni e Sea per promuovere iniziative di decarbonizzazione del settore aereo e accelerare il processo di transizione ecologica dei due aeroporti di Malpensa e di Linate.

L’intesa

L’intesa estende la collaborazione avviata nel dicembre 2021 per il rifornimento ai voli privati di biocarburanti (Saf) all’utilizzo anche per i voli commerciali, nonché per la fornitura di biocarburante idrogenato Hvo puro (Hydrotreated Vegetable Oil) per la movimentazione dei mezzi a terra e un programma di sviluppo congiunto di servizi di smart mobility. Prodotti e servizi idonei a sostenere sia la riduzione delle emissioni legate alle operazioni aeroportuali (scope 1 e 2) sia la decarbonizzazione del trasporto aereo e terrestre degli scali (scope 3).

Eni lavora al Saf e all’Eni Biojet

Eni è il secondo produttore di biocarburanti Hvo in Europa, grazie alla tecnologia proprietaria Ecofining, che consente anche di produrre carburanti sostenibili per l’aviazione (Saf) da materie prime di origine vegetale e di scarto. La nuova strategia Eni “net zero carbon al 2050” consentirà di fornire una varietà di prodotti interamente decarbonizzati, coniugando sostenibilità ambientale e finanziaria.

“Con questa iniziativa – commenta Umberto Carrara, direttore green/traditional refining and marketing di Eni – Eni sviluppa ulteriormente il potenziale dei biocarburanti sostenibili per l’aviazione, che al momento sono l’unica soluzione immediatamente disponibile per decarbonizzare il settore. Eni ha avviato da alcuni mesi la produzione di Saf con una minima quota di oli alimentari esausti, ma prevede di sviluppare a breve l’Eni Biojet, esclusivamente da materiali di scarto quali Uco o grassi animali, che potrà essere utilizzato in miscela con il jet convenzionale fino al 50%. L’obiettivo è arrivare a produrre oltre 200mila tonnellate/anno entro il 2024 e almeno 500mila nel 2030”.

Sea, si investe in tecnologie e progetti

Dal cnato suo Sea “guarda al futuro con la consapevolezza che la ripartenza del settore aeroportuale passa da un’accelerazione sulla sostenibilità ambientale – afferma Armando Brunini, ceo di Sea -, malgrado la crisi, tutti gli operatori del settore stanno investendo in tecnologie e progetti che rendano più veloce questo passaggio. Sono convinto che il nostro settore debba guidare la transizione ecologica e a fronte di risultati concreti e misurabili possa meritare un quadro di policy di sostegno e di incentivo. Sea si sta impegnando sotto diversi fronti e l’accordo con Eni è particolarmente efficace perché permette di implementare progetti le cui ricadute positive saranno visibili”.

Obiettivo “NET Zero”

L’accordo supporterà Sea per il conseguimento dell’obiettivo “NET Zero”, ovvero l’azzeramento delle proprie emissioni nette (scope 1,2 e 3), entro il 2030, in anticipo di 20 anni rispetto alla maggior parte degli impegni internazionali. Inoltre, permetterà al gestore aeroportuale di sviluppare azioni sempre più sostenibili e innovative per il mantenimento del più alto livello (“ACA 4+ Transition”) del programma Airport Carbon Accreditation dell’associazione degli aeroporti Aci Europe raggiunto dagli aeroporti di Milano Linate e Milano Malpensa.

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