Mitur e politiche della montagna: il Club alpino italiano strategico nel rilancio

L’apprezzamento per l’attività del Cai, ritenuta strategica per il rilancio del turismo montano escursionistico e alpinistico, per l’impegno dei soci e per la formazione arriva direttamente dal ministero del Turismo.
Le politiche della montagna sono state al centro dell’incontro tra il titolare del dicastero Massimo Garavaglia e il presidente generale del Club alpino italiano Vincenzo Torti, che insieme hanno fatto il punto sulle attività e le iniziative che il Club metterà in campo a fronte dei 5 milioni di euro messi a disposizione dal ministero.

Nell’incontro il ministro ha sottolineato “la comune attenzione per la montagna quale patrimonio da difendere anche in termini di sostenibilità, con interventi non sporadici ma strutturali, e con una visione di lungo periodo”. Ha, inoltre, riconosciuto “il grande valore del Sentiero Italia Cai, che con i suoi 7200 chilometri attraversa le montagne da Santa Teresa Gallura, in Sardegna, a Muggia, in provincia di Trieste, e che sarà inserito nel nuovo portale nazionale del turismo”.

Sulla scia della Costituzione

Fra i temi dell’incontro, anche le attività messe in campo dal Club alpino italiano che sono funzionali al rilancio del turismo montano e in linea con la riforma costituzionale che ha visto l’inserimento della tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi tra i principi fondamentali della Costituzione (modifiche dell’art. 9 e dell’art. 41).

Un’altra dimensione degli interventi del sodalizio è quella dell’educazione all’ambiente e alla sostenibilità nelle scuole, con i corsi di formazione per gli insegnanti, guardando alle nuove generazioni e ai giovani da avviare alla montagna. Sono stati inoltre forniti i dati dell’attività 2021 del Cai che, ancora in piena pandemia e nel rispetto delle normative anti-Covid, ha organizzato 11.127 iniziative (tra escursioni a piedi e in mountain bike, arrampicate, salite alpinistiche e scialpinistiche, ciaspolate, uscite speleologiche e di torrentismo) e 485 corsi di formazione per accompagnatori e degli istruttori che, a titolo volontario, conducono escursioni e salite.

“Nel ringraziare per la prima visita di un ministro della Repubblica alla sede centrale del Club alpino italiano nei suoi 159 anni di storia – ha affermato il presidente generale Torti – vorrei sottolineare la comunanza di intenti nell’impiego delle risorse messe a disposizione dal Mitur, un impegno economico-finanziario importante che utilizzeremo, in coerenza con la nostra visione di montanità e in particolare per le attività relative alla sicurezza in montagna, con l’attivazione gratuita per tutti i frequentatori delle Terre alte dell’app GeoResQ, realizzata dal Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico del Cai”.

“Fra gli altri ambiti di intervento del sodalizio – ha proseguito Torti – vi è quello della montagnaterapia, l’impegno sui rifugi come vere e proprie sentinelle del clima e dell’ambiente su cui il Cai ha un progetto, in collaborazione con il Cnr, che coinvolge 19 rifugi che saranno dotati di stazioni di rilevazione meteorologica. Un esempio di vero e proprio osservatorio scientifico sugli effetti dei cambiamenti climatici è il rifugio Capanna Margherita, il più alto d’Europa, in cima al Monte Rosa. Altro tema è quello della  cura e promozione della rete sentieristica e dei percorsi alpinistici, a partire dalla Via italiana dei Rochers al Monte Bianco.

All’incontro erano presenti i vicepresidenti generali Lorella Franceschini e Francesco Carrer, il direttore del Cai, Andreina Maggiore, Alessandro Molinu, vicepresidente del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico del Cai e Martino Peterlongo, presidente del Collegio nazionale guide alpine italiane.

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