I balneari: “Dal Governo colpo basso”. Garavaglia rassicura

Si è appena conclusa a Roma la conferenza stampa che il Sindacato italiano balneari (Sib)-Confcommercio ha organizzato per discutere le nuove norme approvate ieri dal Consiglio dei Ministri per riformare il settore balneare.

La discussione è stata occasione per mettere in luce la situazione in cui si trovano le imprese balneari, per fare il punto su quante sono le concessioni oggi in Italia e per analizzare le prospettive future del settore.

Alla conferenza ha partecipato ed è intervenuto il ministro del Turismo Massimo Garavaglia, che ha chiarito come le norme approvate ieri abbiano rappresentato una sintesi, politica e temporale, sicuramente non ottima, ma che consentirà di fare affinamenti: “Senza questo intervento, a brevissimo sarebbe arrivata la risposta della Commissione Europea che non avrebbe dato altra strada se non quella delle gare pubbliche. Il Governo, anche tenendo conto dell’interlocuzione con le categorie, ha deciso di non forzare la materia con un decreto – ha detto il ministro – ma ha scelto la via di un confronto parlamentare che andrà a monitorare i vari argomenti. Che cosa può succedere da qui in poi? E’ un emendamento al decreto concorrenza e quindi come tale avrà il suo percorso in Parlamento e potrà essere migliorato. Intanto, in questo modo, si è messa la parola fine a tutti i contenziosi in essere fino al 2024, parallelamente inizia un percorso che attua la direttiva ma che terrà conto delle esigenze del comparto”.

Secondo i dati presentati nel corso della conferenza, le concessioni demaniali in Italia sono in tutto 104mila (dati 2019) con il 76,8% di queste che è rappresentato dal comparto turistico ricreativo: “Siamo preoccupati perché le destinazioni turistiche nascono dal lavoro di tanti imprenditori che hanno determinato lo stile italiano, un modello a valore unico, che abbiamo il dovere di salvaguardare – è il commento di Aldo Cursano, vicepresidente vicario di Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) – Questo colpo basso mette a rischio il modello produttivo ed economico del nostro Paese”.

“Ci aspettiamo delle correzioni – ha detto Antonio Capacchione, presidente Sib -, il sistema delle concessioni funziona e non vi è scarsità di risorse, centinaia di km di costa sono a disposizione della concorrenza quindi riteniamo che il Parlamento debba intervenire per riformare la materia con un corretto bilanciamento”.

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