Unwto, gli stakeholder del turismo chiedono un’azione urgente per gli oceani

Unwto ha presieduto una sessione speciale e si è unita a un panel di capi di Stato al One Ocean Summit.

In una sessione su “Il turismo nella Blue Economy” ospitata insieme al Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Unep) e la Francia, i rappresentanti hanno sottolineato come l’attuazione di un’economia blu possa combattere le minacce del cambiamento climatico, l’inquinamento da plastica e lo sfruttamento eccessivo delle risorse. Allo stesso tempo, il panel, che rappresenta la Colombia, il Kenya, le Seychelles e Palau, ha chiarito come una maggiore attenzione alla sostenibilità possa aiutare a fornire attività turistiche più competitive e inclusive.

“Il turismo – ha detto il direttore esecutivo dell’Unwto Zoritsa Urosevic – è uno dei pilastri della Blue Economy e gioca un ruolo chiave nella conservazione degli oceani, fornendo incentivi finanziari e meccanismi per proteggere gli ecosistemi. Ma possiamo e dobbiamo fare di più. Come parte della ripresa, il turismo deve concorrere nella rigenerazione degli ecosistemi costieri e marini, mettendo le persone al centro dei nostri sforzi”.

Attualmente, il turismo rappresenta il 40% dell’economia blu – come la quota maggiore nel valore delle esportazioni secondo la Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (Unctad). La ripartenza e il recupero del turismo globale rappresenta un’opportunità per il settore di sostenere la trasformazione delle destinazioni costiere e marine verso modelli più sostenibili e resilienti, ancorati alla protezione degli oceani e all’uso responsabile.

“I destini del turismo e dell’economia blu – ha dichiarato Sylvestre Ragedonde, ministro degli Affari Esteri e del Turismo delle Seychelles – devono essere intrecciati per fare un uso responsabile delle risorse limitate. La nostra “madre oceano” dovrebbe assumere un ruolo guida nelle strategie turistiche. Per le Seychelles, l’economia blu rappresenta un approccio olistico per il settore turistico e l’economia locale“.

Il ruolo della travel industry

I leader aziendali di Accor, ClubMed, Costa Crociere, Iberostar Group, Ponant, Tui Group e Blue Climate Initiative si sono uniti ai politici nella richiesta di dare priorità alla protezione degli oceani e hanno preso impegni coraggiosi per affrontare l’inquinamento da plastica attraverso soluzioni pratiche in linea con il quadro proposto dalla Global Tourism Plastics Initiative che sostiene la transizione verso un’economia circolare della plastica.

“Siamo felici di annunciare – ha spiegato Hervé Gastinel, ceo Ponant – il nostro impegno nella Global Tourism Plastics Initiative con l’obiettivo di eliminare la plastica monouso nelle nostre operazioni entro il 2022. Seguendo l’esempio della nave da esplorazione polare Le Commandant Charcot, Ponant sta implementando il suo obiettivo Single use Plastic su tutte le sue navi”.

Il workshop è stato moderato da Jorge Laguna-Celis,a capo del One Planet Network e si è chiuso con una call to action da parte di Brune Poirson, direttore dello sviluppo sostenibile di Accor, per gli stakeholder del turismo di unirsi al movimento collettivo intorno alla Global Tourism Plastics Initiative e alla Glasgow Declaration on Climate Action in Tourism.

“Il One Planet Network – ha concluso Laguna-Celis – è lieto di collaborare con il One Ocean Summit per stimolare impegni ambiziosi da parte delle imprese turistiche e dei governi. Il turismo può essere un vettore di educazione e prevenzione dell’inquinamento da plastica e una fonte di recupero sostenibile dalla pandemia generando entrate per milioni di persone”.

 

Tags: , , , , , , , , , , , ,

Potrebbe interessarti