Global Blue e la risposta all’incognita russa-ucraina

“Lo scontro tra Russia e Ucraina ci preoccupa, prima di tutto dal punto di vista umanitario e in secondo luogo per le ricadute economiche sul nostro Paese. Il possibile perdurare dell’assenza dei turisti russi, infatti, graverebbe non poco su un’Italia già reduce da due anni di pandemia”. Esordisce così Stefano Rizzi, country manager di Global Blue Italia, in merito ai recenti fatti che stanno interessando l’Ucraina, riflettendo su che tipo di azioni si possono mettere in atto per sopperire al conseguente calo di flussi russi ed ucraini. Il manager è consapevole che “oggi più che mai, quindi, bisogna essere in grado di intercettare ulteriori flussi internazionali”. A suo dire una prima misura da adottare “potrebbe essere l’abbassamento della soglia del tax free shopping, attualmente pari a 155 euro, la più alta in Europa – dichiara Rizzi a Guida Viaggi -. Una proposta che, se attuata, renderebbe più competitivo il nostro Paese, che verrebbe così scelto quale destinazione sia per i viaggi sia per gli acquisti”.

Americani: livello di recovery del 69%

Il dato di fatto è che “il binomio viaggio-shopping è sempre più inscindibile. Nel nostro settore, ad esempio, abbiamo assistito ad un ritorno della nazionalità americana e di quella araba”. Detto ciò, Rizzi si sofferma sui due bacini e sui numeri generati. Nel primo caso, la scorsa estate gli americani avevano raggiunto “un livello di recovery del 69% rispetto allo stesso periodo del 2019. Nel 2021 il loro scontrino medio si è attestato sui 1.508 euro (con una variazione percentuale del 45% rispetto al pre-pandemia), mentre la loro città preferita è risultata Roma (28%). Ciò che ci rende realmente positivi su questo particolare segmento è che l’84% degli shopper tax free americani ha dichiarato di voler tornare a viaggiare nell’immediato futuro”, sottolinea il manager.

Arabi, tasso di recovery al 73%

Per quanto concerne gli arabi, invece, “il tasso di recovery è addirittura giunto al 73% nel periodo luglio-settembre 2021: nelle località di villeggiatura sono passati dal 5% all’11%; nella capitale dall’1% al 17%. In generale – osserva Rizzi – il valore delle vendite tax free riferito a questa nazionalità ha pesato nel 2019 per il 5% del totale, triplicando la loro presenza nel 2021 arrivando a toccare il 15%”.

I britannici

Una attenzione particolare è riservata ai turisti britannici, in quanto dal 2021 “possono beneficiare degli acquisti tax free”. Rizzi osserva che “si tratta di un segmento che ha rappresentato poco più del 3% della spesa totale Tfs in Europa in agosto e settembre, ma ancor più importante è rilevare come, prima della pandemia, l’Italia fosse la terza meta di destinazione per il turista d’oltre Manica, mentre i britannici rappresentavano la quinta nazionalità per numero di viaggiatori in Italia (6,4 milioni)”.

Aspettando il ritorno dell’Asia

Tutto ciò in attesa del ritorno del turismo dall’Asia, “in particolare quello cinese, che prima della pandemia rappresentava la prima nazionalità per acquisti tax free in Italia (28%). Sfortunatamente il 2022 sarà ancora un anno non positivo per l’incoming dalla Cina: secondo Enit solo a luglio avverrà una ripresa rispetto al 2021, anno di per sé già negativo per il segmento in questione”. Come sarà il 2022? “Sarà caratterizzato da flussi turistici con una più bassa propensione alla spesa: il recupero degli arrivi long haul ai livelli del 2019, secondo l’Ufficio Studi Enit sui dati di Oxford Economics, è previsto invece solo per il 2024”.

Il valore dell’incoming russo e ucraino

Inutile negare che il settore turistico dovrà fare i conti con un quadro di ulteriore destabilizzazione, dovuto all’incognita sull’incoming russo e ucraino in vista dei mesi estivi. Dal canto suo Global Blue ha approfondito il peso che queste due nazionalità hanno in relazione agli acquisti tax free e per comprendere quali siano le mete italiane che più di altre rischiano di risentire di una loro assenza.

I russi sono sempre stati importanti per il tax free shopping italiano. Numeri alla mano nel 2019 rappresentavano “la seconda nazionalità per acquisti (12% del totale del mercato) con interessanti prospettive di crescita – fa presente Global Blue – dal momento che il loro shopping aveva registrato un +8% rispetto al 2018. Nel periodo gennaio 2021–febbraio 2022, a seguito della pandemia e delle restrizioni legate al Covid, il volume di acquisti tax free dei russi in Italia è diminuito rispetto al 2019, ma questa nazionalità ha comunque fatto registrare uno scontrino medio significativo pari a 1.215 euro (+78% rispetto al 2019)”.

Nel 2021 la meta preferita dai turisti russi per fare shopping è stata “Milano, con il 39% delle vendite totali, seguita da Roma con il 17% degli acquisti tax free”. Sempre nel 2021 “Venezia è stata la città in cui si è registrato lo scontrino medio più elevato: 2.060 euro, seguita da Firenze (1.837 euro) e il Sud Italia (1.739 euro). Inoltre, nel 2021 il fashion&clothing è stata la categoria merceologica preferita dai viaggiatori russi (87%)”.

Per quanto riguarda il turismo ucraino, nel periodo gennaio 2021–febbraio 2022 “il turista ucraino, seppur meno noto in Italia rispetto a quello russo, ha registrato uno scontrino medio pari a 1.088 euro in crescita del 45% rispetto al 2019 (749 euro)”. Anche gli ucraini lo scorso anno hanno preferito Milano quale meta per lo shopping, “dove si è registrato il 43% degli acquisti tax free totali”. A seguire Roma, “con il 16% dello shopping tax free (15% nel 2019). In termini di scontrino medio più elevato, nel 2021 Firenze è stata la città con il budget medio di spesa più elevato: 1.678 euro, seguita da Venezia (1.567 euro) e Milano (1.520 euro)”. Anche per questa tipologia di turisti la categoria merceologica prediletta “è stata il fashion&clothing 78% (86% nel 2019), seguita da watcher&jewellary con il 17% in (+8% nel 2019)”.

Stefania Vicini

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