Pnrr: ci sono opportunità e finanziamenti per adv

Focus finanziamenti agevolati e nuova operatività Pnrr, l’attenzione di Fto si focalizza su questo tema di interesse per le pmi. In particolare su una serie di strumenti a disposizione delle imprese per quanto riguarda “l’internazionalizzazione, concentrandosi sulla transizione digitale ed ecologica, sul tema dello sviluppo e-commerce delle pmi in Paesi esteri e sulla partecipazione a fiere internazionali. Sono tre pilastri, con vincoli per l’accesso, una opportunità da valutare per le nostre imprese – spiega Gabriele Milani, direttore nazionale Fto -, in particolare per chi fa incoming e chi vuole investire in nuovi mercati”. L’iniziativa, come precisa Milani, va vista in un contesto più generale, come si sa dal 4 marzo è stata aperta la possibilità di presentare le domande sulla misura del Pnrr sulla digitalizzazione delle imprese, che prevede un credito di imposta al 50% fino a 25mila euro di credito di imposta per investimenti da qui al 2024. Poi c’è anche un altro tema, quello “della misura sulla possibilità di aumentare e migliorare la propria connettività messa a disposizione dal ministero dello Sviluppo Economico con voucher digitali per aumentare la qualità della connettività”.

In questo momento ci sono “una serie di opportunità e il modo migliore per coglierle è conoscerle nel dettaglio per vedere qual è quella più in linea con la propria impresa”, sottolinea Milani. Questo l’obiettivo perseguito dal webinar organizzato da Fto, con la partecipazione di Simest, società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti controllata dal ministero dell’Economia e delle Finanze che opera per favorire l’internazionalizzazione delle imprese italiane, in particolare delle pmi.

Gli strumenti di Simest

Nel webinar sono state presentate tre linee di finanziamento per la transizione digitale ed ecologica delle pmi con vocazione internazionale; sviluppo e-commerce delle pmi in Paesi esteri; partecipazione delle pmi a fiere ed altri eventi di carattere internazionale. Le tre misure prevedono sia un finanziamento a tasso agevolato (oggi 0,051%) sia una quota a fondo perduto fino al 25% (40% per le regioni del Sud). Le prime due misure sono riservate a società di capitali (spa e srl). Il webinar si rivolge a chi opera con mercati internazionali ed in particolare al segmento incoming, ma il finanziamento per la partecipazione a fiere internazionali (incluse anche quelle italiane) può interessare una platea di operatori più ampia.

A fornire una overview sugli strumenti di Simest a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese italiane è Federica Ingrosso, professional institutional relations & indirect channels Simest. “Lavorare con Simest vuol dire godere di una rete di collegamenti a livello istituzionale e finanziario”. Affiancare le imprese nel loro processo di internazionalizzazione in tutto il ciclo. L’operatività viene divisa in tre macro aree, finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione, investimenti in equity e supporto del credito all’export. “Lo scorso 28 ottobre si è aperta la finestra per chiedere i finanziamenti agevolati, inizialmente il plafond era di 1,2 mld. Ad oggi sono ancora disponibili 300 mln di euro, è una finestra ancora aperta per cui vale la pena presentare la domanda se interessati ad intraprendere o migliorare un processo di transizione digitale e sostenibile“, afferma Ingrosso.

I driver

Gli strumenti sono dedicati solo alle pmi, intese sulla base dei parametri della Comunità Europea, il che vuol dire “non più di 250 dipendenti, un fatturato massimo di 50 mln o un totale di bilancio inferiore a 43 mln”. Degli 1,2 mld, 480 mln sono dedicati alle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia). Tutte le spese devono essere conformi ai principi Dnsh (cioè non arrecare un danno significativo) e conformi alla normativa ambientale Ue e nazionale”. Quarto driver è il monitoraggio del rispetto della parità di genere e della valorizzazione dei giovani.

In merito alle condizioni, Ingrosso spiega che sono” dei finanziamenti agevolati. Le imprese possono chiedere co-finanziamenti a fondo perduto fino al 40% per le imprese del Mezzogiorno e fino al 25% per le altre imprese nel resto d’Italia entro i limiti del temporary framework (regime di aiuti di Stato introdotto durante il periodo Covid, fino a 2milioni e 300mila euro ricevuti fino al 30 giugno 2022). Fino a giugno c’è la possibilità di chiedere l’esenzione dalla prestazione delle garanzie”.

Transizione digitale ed ecologica

Il primo strumento illustrato è quello relativo alla transizione digitale ed ecologica delle pmi con vocazione internazionale. Una condizione di accesso “è quella di avere un fatturato estero che sia pari al 10% nell’ultimo anno o al 20% della media degli ultimi due anni. Lo strumento è dedicato a pmi costituite in forma di società di capitali, che abbiano depositato almeno due bilanci relativi a due esercizi completi”. L’importo finanziabile fino a 300mila euro, massimo il 25% del fatturato medio dell’ultimo biennio. “La durata del finanziamento è di 6 anni (di cui 2 di preammortamento e 4 di ricorso di capitale più interesse). L’erogazione è divisa in due parti, la prima tranche del 50% a titolo di anticipo, la seconda al saldo dell’importo redicontato. Quanto alle spese almeno il 50% deve essere dedicato alla transizione digitale”. L’altra parte delle spese sono relative alla sostenibilità e alla internazionalizzazione. I finanziamenti Simest sono cumulabili con altri pubblici purchè non vadano a coprire la medesima tipologia di intervento.

Strumento e-commere

Il secondo strumento che fa parte degli strumenti agevolati è un intervento “finalizzato alla creazione o al miglioramento di una nuova piattaforma propria di e-commerce, o per l’accesso ad un nuovo spazio o store di una piattaforma di terzi (market place) per la commercializzazione in Paesi esteri di beni o servizi prodotti in Italia o con marchio italiano”, illustra Francesca Alicata, senior institutional relations & indirect channels Simest. Vi possono accedere le pmi costituite in forma di società di capitali che abbiano depositato almeno due bilanci relativi a due esercizi completi. “Per questo strumento – sottolinea – a differenza del primo non è necessario avere fatturato estero. L’importo finanziabile, fino a 300mila euro per la piattaforma propria, fino a 200mila in caso di piattaforma di terzi. L’importo minimo è di 10mila euro, il massimo è il 15% del fatturato medio dell’ultimo biennio.

Il finanziamento dura 4 anni, di cui uno di preammortamento e tre di ammortamento. Tutte le spese dovranno essere conformi ai principi Dnsh. “C’è una conditio sine qua non, ovvero almeno una spesa deve riguardare la creazione e sviluppo della piattaforma propria oppure l’utilizzo di un market place. Le altre spese possono riguardare il web marketing, la formazione. Le spese per il personale non sono incluse – precisa Alicata -. Quanto all’erogazione da parte di Simest, la prima tranche è pari al 50% a titolo di anticipo e la seconda erogazione a saldo dell’importo redicontato, cioè subito dopo il primo anno di preammortamento”.

Partecipazione a fiere

Il terzo strumento riguarda il finanziamento di Simest per le imprese che vogliono prendere parte a fiere o a altri eventi di carattere internazionale. “L’intervento – spiega Alicata – è per sostenere la partecipazione anche in Italia ad un singolo evento (anche virtuale), di carattere internazionale, per la promozione di beni e/o servizi prodotti in Italia o a marchio italiano destinato per almeno il 30% a spese digitali connesse al progetto. Tale vincolo non si applica nel caso in cui l’evento internazionale riguardi tematiche ecologiche o digitali”.

Lo strumento è per le pmi che abbiano depositato almeno un bilancio relativo a un esercizio completo. “E’ lo strumento più flessibile, abbordabile e che va per la maggiore in questo periodo – commenta la manager -, perché non è necessario avere un fatturato estero o essere società di capitali”. L’importo finanziabile è fino a 150mila euro, massimo del 15% del fatturato dell’ultimo anno. La durata del finanziamento è di 4 anni, di cui uno di preammortamento “periodo in cui l’azienda può effettuare tutte le spese e tre anni per rimborsare il capitale con gli interessi”. Alicata mette in evidenza che, per questo strumento esiste una condizione fondamentale, “cioè una percentuale che si dovrà spendere relativa alle spese digitali. Almeno il 30% del finanziamento dovrà essere utilizzato per effettuare spese relative alla digitalizzazione come la partecipazione a stand virtuali o per lo sviluppo digitale di piattaforme Crm o per spese consulenziali in ambito digitale”.

La percentuale del 30% decade nel caso in cui “l’ente organizzatore rilasci alla azienda una dichiarazione in cui dice che la fiera a cui si sta prendendo parte tratta tematiche prevalentemente ecologiche e digitali. Il restante 70% riguarda spese classiche per la partecipazione fisica di una azienda ad una fiera (affitto dello stand, utenze varie, trasporto del campionario). E’ uno strumento molto completo ed è l’unico che include anche le spese relative al personale interno alla azienda”. Anche in questo caso le spese dovranno essere conformi al principio Dnsh. Quanto all’erogazione la prima tranche pari al 50% a titolo di anticipo e la seconda a saldo dell’importo redicontato. Un’altra condizione è che le fiere devono essere incluse nel calendario Aefi.

Cosa si deve fare

Alcune informazioni pratiche importanti. Alicata mette in evidenza alcuni punti chiave. L’azienda deve aprire un conto corrente aziendale dedicato, non più vecchio di sei mesi, non utilizzato per altre operazioni, ma deve essee dedicato solo a questi finanziamenti. L’azienda potrà iniziare a spendere solo dopo aver ottenuto la lettera di esito con il codice Cup (codice unico di progetto) da apportare all’interno della causale del bonifico. Ogni impresa potrà avanzare una sola richiesta di finanziamento. I finanziamenti saranno disponibili fino al 31 maggio salvo esaurimento fondi precedente, le domande dovranno essere presentate esclusivamente online tramite il portale Simest.

Tra temporary framework e regime de minimis

A fare chiarezza sul tema degli aiuti di Sato e come vengono inquadrati temporary framework e regime de minimis, è Ingrosso che precisa: “La parte di finanziamento agevolato impatta in termini di de minimis, la parte di fondo perduto andrà ad impattare in ambito di temporary framework. Il plafond disponibile che ha l’azienda in termini di temporary framework è di 1 milione e 800mila euro, per ogni singola domanda di finanziamento avrà a disposizione solo 800mila euro. Per il de minimis non bisogna intendere l’importo del finanziamento, ma il differenziale in termini di aiuti (la differenza tra tasso agevolato e tasso di finanziamento)”.

Stefania Vicini

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