Chianciano tra terme e offerta innovativa

A partire dalle virtù terapeutiche delle fonti e delle piscine, tra la Val di Chiana e Val d’Orcia, Chianciano Terme è una destinazione internazionale completa in cerca di nuovi pubblici, più attenti al wellness olistico, al turismo attivo e all’archeologia termale. Un binomio di fatto, universalmente riconosciuto ma spesso non considerato nella reale ampiezza della sua portata, anche sociale. Turismo e benessere, dunque, sono strettamente correlati e intimamente connessi. Il primo, senza il secondo, perde il proprio valore di volano per il recupero delle energie psicofisiche. Il secondo trova nel primo uno straordinario catalizzatore nella scoperta e nella conoscenza di esperienze, luoghi e culture nuovi. Per la ripresa di entrambi Chianciano – forte di una importante capienza alberghiera di più livelli (circa 8.000 posti letto) sostenuta dalla presenza di tour operator professionali e specializzati nell’incoming nazionale e internazionale – si fa capofila di un ambizioso progetto di accoglienza turistica che può contare non solo sulla formazione degli operatori del settore offerta dall’Istituto di Istruzione Pellegrino Artusi ma anche sulla promozione di un network con i comuni della Val di Chiana e della Val d’Orcia. Perché l’unione fa la forza, è mai come in questo periodo. Acque, impianti, storia, cultura, attività fisica ed enogastronomia trovano qui un melting pot unico su un territorio a forte vocazione nell’accoglienza, che oltre al tradizionale settore alberghiero strizza l’occhio alle soluzioni più contemporanee. “La sinergia con i vicini comuni – spiega Andrea Marchetti, sindaco di Chianciano Terme – dovrà divenire fondamentale in un processo di internazionalizzazione anche con la riconversione alberghiera promuovendo strutture legate all’open air e differenziate in base alle risorse del territorio. Basta pensare ai circuiti di piste ciclabili per prevedere la possibilità di nuovi hotel destinati al cicloturismo o offrire una collaborazione ricettiva ai comuni meno fortunati nell’accoglienza turistica, senza tralasciare l’eventualità di strutture per la convalescenza da Long Covid”. “Il turismo del benessere di Chianciano Terme che coinvolge tutto il territorio – aggiunge Anna Duchini, presidente Convention Bureau Chianciano – è perfetto per la destagionalizzazione proprio perché si rivolge a target differenziati sensibili al benessere attivo come Bike e Terme, all’enogastronomia, allo slow tourism e oggi sempre più attento all’archeoturismo termale grazie ai recenti scavi di Sarteano e San Casciano dei Bagni”. Recentissima è, qui, la straordinaria scoperta della grande vasca di un complesso termale legato a un santuario che fu romano e prima ancora etrusco. Il sito è unico per la ricchezza dei reperti che settimana dopo settimana vengono restituiti dal fango a due millenni di distanza e prezioso per la montagna di dati archeologici che, frutto di una collaborazione storia di un territorio, getta le basi per un nuovo turismo. “Un sogno inseguito da almeno 15 anni – racconta il sindaco di San Casciano dei Bagni Agnese Carletti -. E sono proprio gli oggetti, le raffinate decorazioni della piscina con le orme scolpite di fedeli e animali, le orecchie dedicate alla divinità affinché ascoltasse le preghiere, il toro in bassorilievo che segna il punto in cui l’acqua veniva fatta defluire, i richiami al tema sacrificale e al mondo agropastorale, oltre agli altari dedicati a Iside e Fortuna Primigenia, a raccontare la storia di questo posto magico, come un film che si arricchisce di nuovi particolari mano a mano che gli archeologi scendono in profondità”. Centrali, in questo territorio ricco di un’offerta turistica varia e capace di accogliere i più diversi cluster, gli stabilimenti di Chianciano Terme puntano a diventare “un posto unico nel panorama termale sanitario europeo” secondo l’a.d. Carlo Alberto Martellozzo, che auspica in tempi brevi “l’avvio di un portale dedicato e di un hub nel panorama dei flussi turistici nordeuropei”. “Il rilancio delle Terme e di Chianciano all’estero – conclude Mauro Della Lena, direttore delle Terme di Chianciano – però non può prescindere da una comunicazione innovativa e integrata con il territorio che punti prima di tutto alla formazione”.

Paola Olivari

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