Ezhaya, Alpitour:  “Il compito dei t.o? Creare l’offerta con coraggio”

Alla vigilia di una stagione che tutti sperano possa riportare buonumore alle vendite e prenotazioni frizzanti, il Gruppo Alpitour fa il punto della situazione e rinnova l’impegno a comunicare, come spiega Pier Ezhaya, direttore generale tour operating: “Dobbiamo tornare a parlare con il cliente e spiegare che fare una vacanza organizzata significa aumentare in maniera esponenziale le possibilità di successo e godere di servizi che non solo diventano essenziali nei momenti più complicati, ma sono importanti sempre”.

Il ruolo delle aziende

Addentrandosi in quello che è un argomento spinoso come quello della programmazione in una fase ancora incerta, il manager commenta: “Io credo che il compito principale dei tour operator in questo momento di incertezza e difficoltà sia quello di creare l’offerta con coraggio e determinazione immettendo capacità nel mercato che possa consentire alle agenzie di viaggio di vendere il prodotto dallo scaffale. È chiaro che esiste anche un altro tipo di segmento di mercato che lavora più “on demand” e su una massima personalizzazione tailor made ma, per quello che riguarda il mainstream è indispensabile che i tour operator non si limitino a cogliere opportunità ma immettano dei programmi volo coraggiosi, che consentano alla distribuzione di rilanciare questo sofferente settore”. Questa è la linea scelta dal Gruppo Alpitour “e perseguita sin dal 23 ottobre 2021, quando sono partiti i primi voli verso le destinazioni ammesse nel protocollo dei corridoi turistici”. Cosa occorre quindi per riprendere a svolgere il proprio mestiere? “Un’ampia gamma di voli, una robusta contrattazione alberghiera per poter vendere in maniera fluida e produttiva”, replica.

Gli investimenti e le garanzie

Tra gli investimenti sostenuti, oltre alla pianificazione di un programma voli “molto ricco e articolato”, quello di rispondere finanziariamente alle esigenze degli albergatori all’estero, “pagando acconti, depositi e soprattutto avendo il coraggio di firmare garanzie su base vuoto/pieno”, aggiunge. Analogamente il gruppo ha inviato il proprio personale nei villaggi turistici e nei club per poter dare ai clienti il servizio che si aspettano quando acquistano i brand del gruppo.

Le previsioni

Sull’estate Ezhaya si aspetta “ancora una stagione sugli scudi per l’Italia, ma attendiamo anche un Mediterraneo più tonico e più forte di quello che abbiamo visto nel 2020 e nel 2021 – sottolinea -. Tuttavia, il vero motore che accelererà la domanda sarà la piena riapertura delle destinazioni e soprattutto l’allentamento delle misure restrittive che oggi determinano molta preoccupazione per i nostri connazionali che si recano all’estero”. Secondo il manager non bisogna poi dimenticare che il turismo ha anche un ruolo sociale e che al più presto dovremmo tornare a programmare quelle mete che vivono di turismo e che purtroppo stanno accogliendo clienti da altre nazioni europee ma non dall’Italia. “Penso ad esempio a Zanzibar, al Kenya, a Capo Verde, solo per citarne alcune – prosegue ancora. Credo inoltre che sia un grande errore immaginare di trovare – anche dopo l’eventuale apertura delle destinazioni – lo stesso mercato che abbiamo lasciato a febbraio del 2020. Un evento così violento, traumatico e profondo come quello che abbiamo vissuto negli ultimi due anni non può non lasciare tracce sia nel tessuto economico sia nel comportamento d’acquisto dei nostri potenziali clienti”.

Il progetto omnicanalità

A questo proposito uno dei progetti più importanti che Alpitour sta rilanciando è quello del progetto Twin, che prevede l’omnicanalità, ossia una triangolazione tra web, agenzie di viaggio e tour operator al fine di intercettare il cliente attraverso tutti i touch point in cui è abituato a muoversi.

Il salto culturale

In questo senso, secondo il direttore, occorre un salto professionale e culturale da parte del trade, “che dovrebbe giocare al nostro fianco questa partita, dimenticando una guerra di canali che appare quanto mai obsoleta e superata. Il nostro tema oggi non è difendere un canale, ma cercare di attrarre all’interno del turismo organizzato potenziali clienti che, in questo momento, non conoscono i valori della nostra offerta e soprattutto tendono a pensare che questo canale sia semplicemente più caro”. E dichiara: “La partita la dobbiamo giocare su quel ring, non dobbiamo chiuderci su noi stessi, ma all’opposto dobbiamo andare a lottare con i grandi giganti tecnologici per spiegare i valori di una vacanza affidata ai professionisti della distribuzione e della produzione, che sanno fare questo mestiere con professionalità ed anche con passione”.

Laura Dominici

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