Il new normal è contactless

Un turismo a misura di contactless. È questo lo scenario che si presenta ai nastri di ripartenza del travel globale: anche nel post-pandemia, il trend che vede l’interazione sempre più scollegata dall’analogico non sembra infatti tra quelle reversibili, specie nei comparti della ricettività alberghiera e delle strutture turistiche. Ne è convinto anche Nadav Cornberg, co-founder di Virdee – società specializzata in soluzioni tecnologiche per l’ospitalità – che ha spiegato in quali campi della travel industry le tecnologie senza contatto troveranno sempre maggior spazio di applicazione, con un corollario di ricadute positive sul revenue, sulla guest experience e sul taglio dei costi operazionali.

Digitali fin dal check-in

Il contactless, secondo Cornberg, inizierà sempre più fin dal principio, ovvero dal check-in nelle strutture turistiche, destinato a diventare sempre più omnicanale. Non sono poche, già oggi, le realtà che permettono di sbrigare da sé queste “pratiche”, anche grazie a soluzioni di check-in mobile end-to-end tramite app, complete di keyroom digitali. Queste politiche hi-tech diventeranno via via sempre più comuni, disegnando sempre meglio anche il ruolo di valore aggiunto del personale delle strutture, con nuove funzioni operative più concentrate sulla guest experience, elemento sempre più importante nel new luxury. “Un addetto alla reception – osserva il manager – sarà sempre necessario, per aiutare gli ospiti durante il processo di check-in o per rispondere a eventuali domande aggiuntive sulla struttura, sui servizi o sulle attrazioni locali. Il tempo guadagnato dall’automazione potrà essere in parte utilizzato per attività di upsell, come gli upgrade delle camere o le ordinazioni F&B”. Le lobby e le reception evolveranno invece in “chioschi” digitali utili per il self-service, come già accade negli aeroporti, nei centri commerciali e nelle stazioni ferroviarie.

Biometria mon amour

Anche l’annuncio di Apple dell’implementazione delle chiavi virtuali nel suo wallet – e la successiva adozione da parte di Hyatt – è un doppio passo significativo verso la semplificazione del processo di check-in mobile per gli ospiti. Resta però aperta la questione della verifica dell’identità dell’ospite. Se il travel vorrà offrire un’esperienza di check-in veramente contactless, ci sarà bisogno di rimettere mano a temi quali la biometria e il riconoscimento facciale, ormai pane quotidiano per tutti i nostri smartphone.

Il digitale paga

Il contactless, e più in generale la tecnologia, possono inoltre essere una importantissima leva sul versante del revenue, ancillary comprese. “Ad esempio – spiega Cornberg – se gli ospiti desiderano un check-out posticipato, non è necessario che prendano il telefono e chiamino la reception. Possono accedere all’app, scegliere l’orario di check-out e sapere esattamente quanto pagheranno”. Un vantaggio non solo per il personale, sgravato di un’attività analogica, ma anche per l’ospite, in ottica di fluidità dell’esperienza, e in termini di big data, sempre più petrolio (anche) del turismo.

Gianluca Miserendino

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