Alpitour come specchio del turismo: la industry al centro

Una fotografia da un’altra epoca, quella di prima del Covid, buona per richiamare l’attenzione sul ruolo del turismo nei destini economici del Paese, passati e futuri. E’ questa la sintesi del primo Impact Report del Gruppo Alpitour, realizzato in collaborazione con Strategy Innovation, spin-off dell’Università Ca’ Foscari Venezia, basato sui dati 2019 del gruppo turistico e presentato oggi in sede parlamentare.

Gabriele Burgio, presidente e a.d. del Gruppo Alpitour, ha spiegato che “ci siamo a lungo interrogati su come aiutare il settore e la sua ripartenza, come evidenziare le debolezze e le potenzialità di un’industria che vive pericolose contraddizioni e presenta enormi opportunità e talenti. È nata così la volontà di realizzare questo Impact Report che evidenzia in modo chiaro i flussi che muove la nostra azienda e che pensiamo possa essere un utile spunto per avviare delle riflessioni sul ruolo a cui il turismo deve ambire nel nostro Paese”.

L’analisi ha mappato ogni area del Gruppo, coinvolgendo il Tour Operating, l’Aviation, l’Hotel Management, l’Incoming & i servizi DMC, oltre al Retail attraverso il network di agenzie di viaggio sul territorio nazionale.

I risultati hanno evidenziato un valore economico totale distribuito dal Gruppo Alpitour di 3 miliardi, con una ricaduta occupazionale diretta e indiretta su 27.704 persone, per un equivalente di 106 milioni di euro destinati alle famiglie.

L’azienda intrattiene, inoltre, rapporti commerciali diretti con 14.762 fornitori, di cui il 79% italiani, e realizza un flusso di 2.8 miliardi in favore delle imprese. Analogamente, per portare avanti il suo business, il Gruppo versa direttamente allo Stato 7 milioni, a cui si aggiungono 44 milioni di euro indiretti, derivanti dall’attività secondaria dei suoi fornitori e partner.

Oltre alla spinta economica per il Paese, il Gruppo ricopre un ruolo attivo nell’ambito della formazione e dell’impegno ambientale e sociale: un compito interpretato con passione e responsabilità da chi rappresenta da 75 anni la prima realtà nazionale per viaggi e vacanze.

Oltre 68.000 ore di formazione e 25.870 individui coinvolti in attività a supporto della crescita personale: dal primo dopoguerra ad oggi, il Gruppo indica e segue le evoluzioni del turismo, distribuendo tecnica, sviluppo e innovazione al settore e a chi vi lavora.

Un’attenzione che si riflette anche sull’ambiente e sulle sue forme di vita: l’azienda investe ogni anno circa 1.6 milioni di euro in progetti volti alla riduzione dell’impatto ambientale e alla salvaguardia di ecosistemi e biodiversità. Un impegno che ha portato a ricevere nel 2021 il premio “Green Star” dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza come la migliore azienda del settore in ambito sostenibilità.

“Lo studio di Cà Foscari – ha rilevato Nicola Pianon, docente di Pianificazione e Innovazione Strategica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia – ha rivelato l’importanza di un Gruppo come Alpitour in un settore ad altissimo impatto economico e occupazionale, sottoposto a un profondo cambiamento sia tecnologico, sia di comportamento dei consumatori e colpito da una crisi esogena senza precedenti. Un settore complesso, per la sua frammentazione e per la necessità di interazione con molteplici interfacce pubbliche, che rimane per l’Italia quello con il maggior potenziale inespresso. In questo contesto, il Gruppo Alpitour svolge un ruolo fondamentale nella creazione di capabilities e di talenti, in tutti i mestieri che caratterizzano la catena del valore del Turismo, nello sviluppo di innovazione e nella comprensione dei bisogni dei viaggiatori, sia di quelli Italiani verso destinazioni internazionali, che di quelli italiani e stranieri verso le mete del nostro Paese”.

Giorgio Palmucci, presidente dell’Agenzia Nazionale del Turismo (Enit), ha rimarcato che “l’Italia ha un potenziale immenso e per questo dobbiamo promuovere un cambio di passo e potere così cogliere tutte le opportunità che avremo per rianimare il turismo. Gli studi indicano che nei prossimi anni cambieranno le abitudini, i trend e i Paesi visitati. È, dunque, necessario uscire da una sterile dicotomia tra incoming e outgoing, per comprendere che la ricchezza del turismo risiede nelle sue molteplici forme: nel promuovere il brand Italia all’estero, nell’accogliere al meglio gli stranieri, nell’accompagnare gli italiani a esplorare il mondo con aziende e dipendenti italiani, riconosciuti per esperienza e professionalità”.

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