Voucher scuola: tra credito a tasso agevolato e credito d’imposta

Torniamo a trattare il tema dei viaggi scolastici o meglio dei viaggi di istruzione come si dovranno chiamare adesso, visto che il ministro dell’Istruzione, Bianchi ha riconosciuto l’importanza che riveste questo tipo di viaggio nel percorso formativo scolastico. Un altro passo avanti per questo tipo di prodotto che, seppur presidiato da adv che hanno numeri di tutto rispetto, è un segmento della filiera di cui si parla meno o forse addirittura poco, nonostante sia una componente essenziale del processo didattico e sociale. Verrebbe da chiedersi perché questa dimenticanza?

Il segmento dimenticato

“In effetti è un segmento della filiera che viene spesso dimenticato ovvero scarsamente considerato come settore a se stante”, afferma Dino De Santo, referente Assoviaggi Confesercenti per il turismo scolastico. A suo dire probabilmente perché “fino a pochi anni fa i viaggi d’istruzione venivano inseriti nella voce viaggi di gruppo, nel grande contenitore del 74/ter. Da poco tempo, sotto l’incalzare delle variazioni intervenute nel settore, con l’aumentare delle responsabilità connesse a tali tipologie di viaggi, la specificità del settore è via via aumentata. Resta però il problema rappresentato da come fare per rendere apprezzabile all’esterno la forte professionalità che devono possedere le adv che si impegnano in tale comparto. Battersi per sottoscrivere protocolli comuni tra ministero dell’Istruzione e associazioni, potrebbe essere una modalità per far emergere la specificità del settore”.

Vero è che, “come già sta avvenendo su altri tavoli si sta lavorando in squadra con le altre associazioni – mette in luce Gabriele Milani, direttore nazionale Fto -. Il primo passo è stato di far conoscere i numeri di questo settore in termini di volumi e di addetti che ci lavorano e l’importanza da un punto di vista educativo, formativo e di arricchimento personale degli studenti. L’altro elemento che abbiamo stressato, ancora più evidente in questo momento molto critico per le città d’arte, è il peso dei viaggi di istruzione nei mesi in cui ci sono meno flussi turistici internazionali per l’intera filiera del turismo”.

Il recente tavolo del 10 marzo tra associazioni di categoria, Mitur e Miur ha iniziato a dare i suoi frutti, visto che i ministri hanno accolto favorevolmente la proposta di un tavolo permanente di lavoro.

Fatturato azzerato

Inutile negare che si tratta di un problema “serio, si parla di crisi della filiera turistica in generale, ma non del segmento turismo scolastico completamente bloccato da tre stagioni, ovvero a partire dagli anni scolastici 2019/20, 2020/21 e 2021/22 – fa notare Fabio Benedetti, coordinatore Turismo Scolastico Fiavet Nazionale -. In questo settore non si può parlare di fatturato ridotto, bensì di fatturato azzerato, in quanto è impossibile organizzare viaggi o soggiorni studio a causa della mancanza di linee guida da parte del Miur. A questo si aggiunge la problematica del green pass e dei tamponi per gli studenti non vaccinati”. Infine, l’estensione (al tempo) dello stato di emergenza fino al 31 marzo ha dato il colpo di grazia. Benedetti non usa mezzi termini, stiamo parlando di un settore che “non ha previsione di incassi e dal 1° gennaio 2022 ha ripreso a pagare mutui a causa della cessazione delle moratorie bancarie”.

Più precisamente il turismo scolastico “si è fermato completamente il 23 febbraio 2020 e ad oggi, nonostante non sussista un vero e proprio divieto, la situazione di continua incertezza normativa nonché una comprensibile preoccupazione da parte dei docenti nell’accompagnare le classi, di fatto rende l’anno scolastico 21-22 il 3°anno di stop”, rincara Paolo Radici, presidente di Aiats. Non solo, “terminata la cassa integrazione sono purtroppo iniziati i licenziamenti, che proseguiranno sempre più massicciamente andando ad alimentare i richiedenti Naspi e impoverendo di valide professionalità il settore (un problema che sta investendo fortemente il segmento agenziale, ndr) che della qualità della consulenza e dell’attenzione nel servizio ne aveva fatto un marchio distintivo creato in anni di lavoro, perché lavorare per le istituzioni scolastiche, oltre ad essere un privilegio, è una grande responsabilità oltre a dover coniugare le dinamiche turistiche ad una burocrazia che di smart continua ad avere poco”.

Per Cesare Foà, presidente di Adv Unite, “le soluzioni sono interventi immediati: interventi sulle spese con dimostrazione della perdita del fatturato, cassa integrazione almeno al 30 giugno”.

I voucher e i fornitori esteri

Come si sa il decreto Milleproroghe ha esteso la validità dei voucher da 24 a 30 mesi dalla data di emissione, il che ha dato un po’ di ossigeno alle adv, portando ad un timido risveglio di richieste da parte delle scuole titolari di voucher per poter utilizzare il credito per viaggi (in Italia) al termine dello stato di emergenza.

Sono sei mesi di proroga però che hanno solo allontanato lo spettro dell’obbligo di restituzione per le scuole dei voucher emessi a marzo/aprile 2020. “Una richiesta legittima – riconosce Fiavet -, se non ci fosse il problema di molti fornitori di servizi – in particolare all’estero – che hanno dato alle agenzie di viaggi i voucher ed oggi sono scomparsi, o hanno cambiato ragione sociale, o ancora si trovano nell’impossibilità oppure di restituire il debito e pretendono di scontarlo fornendo servizi”.

C’è da pensare che “la maggior parte delle imprese non è in grado di poter rimborsare – avverte Milani -. In diversi casi, le adv hanno anticipato importi per i viaggi assegnati dai bandi, ma non ancora pagati dalle scuole”. Le adv non sono attualmente in grado di rimborsare, perché “a loro volta hanno ricevuto voucher dai fornitori nazionali (compagnie aeree stabilite in Italia, alberghi in Italia) o addirittura nulla dai fornitori internazionali (non sottoposti alla normativa italiana). In assenza di soluzioni straordinarie il rischio di contenzioso con istituti scolastici e le famiglie coinvolte è molto elevato”, ammonisce Milani.

Credito d’imposta a favore delle famiglie

Le associazioni di categoria hanno pronte le loro soluzioni al problema specifico dei voucher. Fto fa presente che sono state presentate alcune proposte sia al ministero del Turismo sia al Miur “per far incentivare la ripartenza delle attività e tutelare le nostre imprese”. In particolare al ministero dell’Istruzione è stato chiesto di “emanare linee guida e incentivazioni alle scuole che permettano la ripartenza in sicurezza dei viaggi e delle uscite didattiche e allungare anche il periodo temporale entro cui dover fare i viaggi”. Non solo, per dare stimoli da un punto di vista economico “si potrebbe trasformare il bonus vacanze in un bonus viaggi istruzione fino al 30 maggio 2023 e renderlo spendibile per gite scolastiche, escursioni e uscite didattiche per attività in Italia. Abbiamo anche suggerito di introdurre un credito d’imposta a favore delle famiglie per incentivare l’utilizzo del voucher per nuove prenotazioni e di riconoscere un credito di imposta del valore del 50% degli importi assegnati agli organizzatori nel caso di rimborsi o in caso di rinuncia ad esercitare il diritto su bandi assegnati prima di febbraio 2020”.

Concorda su tali punti Fiavet che ha anche proposto “la chiusura di accordi tra istituti scolastici e agenzie di viaggi per trasformare i voucher intestati alle scuole in voucher intestati alle famiglie. In questo modo, da un lato si eviterebbero le quotidiane pressioni nei confronti dei dirigenti scolastici da parte dei genitori che rivendicano la restituzione delle somme versate, dall’altra parte si darebbe la possibilità alle famiglie di spendere gli importi dei voucher per l’acquisto di pacchetti e servizi turistici – dice Benedetti -. Una proposta che non comporterebbe nessun onere per lo Stato. Infine Fiavet ha chiesto la possibilità di credito d’imposta alle agenzie che rimborsano i voucher”.

Prorogare la validità dei contratti con le scuole

Milani fa anche presente che “andrebbe prorogata la validità dei contratti con le scuole fino all’anno scolastico 2022/2023; attualmente non sono stati prorogati per l’anno scolastico in corso e per evitare di perdere risorse comunitarie, prorogare la scadenza dei progetti Pon alla luce della impossibilità di realizzare i progetti entro le scadenze fissate”. Un altro tema è che i “nuovi bandi ed il capitolato dovrebbero essere rivisti per allinearsi al codice del turismo e con condizioni diverse da quelli del passato, basti pensare ai termini di pagamento a 60 giorni dal rientro, non sostenibili per le nostre imprese in questo momento. Infine si deve considerare una proroga non onerosa della Fis fino a settembre”, afferma Milani.

Accesso al credito bancario garantito dallo Stato

Secondo Fiavet, tra le proposte presentate al Governo le più praticabili sono quelle “dell’accesso al credito bancario garantito dallo Stato da rimborsare in 10 anni con preammortamento di 12 mesi (in attesa della ripartenza): in questo modo le agenzie potrebbero rimborsare immediatamente le scuole e cesserebbe il conflitto tra scuole, genitori e agenti di viaggi, con nessun onere per lo Stato che avrebbe solo il ruolo di garante presso le banche – spiega Benedetti -. Il problema è che, nonostante l’eventuale garanzia dello Stato, le banche non sono disposte a dare credito senza garanzie reali, ed il rating delle agenzie di viaggi con la pandemia è sceso molto”.

Assoviaggi pensa che, per non perdere il rapporto di fiducia con le istituzioni scolastiche, sia “indispensabile riuscire a rimborsare i voucher, almeno nei casi in cui non sarà possibile riprogrammare i viaggi (vedi le classi terminali). Le agenzie esposte devono essere messe nelle condizioni di accedere a linee di credito a tasso zero garantite dallo Stato al 100% – rincara De Santo – e dedicate a questo particolare tema, con rimborso ad almeno dieci anni”.

Aiats ha incaricato il suo studio legale “che sta predisponendo pareri circa la legittimità costituzionale da presentare ai ministeri coinvolti per avvalorare una nostra richiesta risarcitoria verso le agenzie del settore per la limitazione dell’attività imprenditoriale, cosi come abbiamo già commissionato consulenza atta ad un adeguamento contrattualistico e per la redazione di un capitolato d’oneri che sia oggettivamente valido e realizzabile che vada a eliminare le miriadi distorsioni che la singole istituzioni utilizzano nel comunicare verso le agenzia viaggi”, fa presente Radici. Inoltre, è stato “concordato, confidando fino all’ultimo di non doverla attivare, una convenzione circa le spese legali da sostenere in caso di opposizioni ai decreti ingiuntivi che le scuole potrebbero rivolgerci qualora non ci sia un intervento deciso e concreto da parte delle istituzioni a tutela della categoria più danneggiata in assoluto. Non chiediamo contributi a fondo perduto – dice Radici -, ma un concreto aiuto che ci dia la possibilità di lavorare ed onorare i nostri impegni”.

Stefania Vicini

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