Trasporto aereo: doppia incudine sui prezzi dei biglietti

Corrono i prezzi dei biglietti, per il doppio effetto dell’aumento della domanda e dei maggiori costi del fuel. Le major statunitensi, frattanto, hanno annunciato riduzioni della capacità a causa degli alti costi del carburante. Un’analisi di febbraio dell’Adobe Digital Economy Index ha mostrato che i prezzi delle tariffe aeree nazionali hanno superato i livelli del 2019 per la prima volta dall’inizio della pandemia, con quote in media del 5% più alte rispetto al febbraio 2019.

I maggiori vettori Usa, con eccezione di Southwest, hanno tagliato significativamente la capacità.  Parlando alla recente J.P. Morgan Industrials Conference, il presidente di Delta Glen Hauenstein ha detto che la compagnia aerea dovrebbe aumentare le sue tariffe medie di sola andata di 15-20 dollari, o poco meno del 10%, per compensare l’aumento dei prezzi del carburante. Secondo il coo di United Andrew Nocella sarebbe necessario che le entrate totali per miglio disponibile del vettore aumentassero di una percentuale simile.

Southwest, tuttavia, sta affrontando meno pressione sui costi. Nella sua presentazione alla conferenza J.P. Morgan, il cfo Tammy Romo ha detto che la strategia di hedging del vettore di Dallas garantisce un vantaggio significativo in questo momento rispetto alle altre compagnie aeree degli Stati Uniti. Sulla base dei prezzi del greggio del 10 marzo, Southwest stima di possedere coperture di carburante per un valore di 883 milioni di dollari per il resto di quest’anno.

Il vantaggio che Southwest sta ottenendo dalla copertura è evidente quando si confrontano i suoi costi di carburante stimati per il primo trimestre con quelli dei concorrenti. La compagnia si aspetta costi di carburante per gallone da 2,25 a 2,35 dollari rispetto ai $2,99 di United, $2,89 di JetBlue, $2,80 di Delta, tra $2,73 e $2,78 di American e tra $2,60 e $2,65 di Alaska.

Abbiamo una copertura naturale – ha affermato Mike Leskinen, vice presidente di United per le relazioni con gli investitori, durante l’evento J.P. Morgan -. E i prezzi salgono quando quelli del carburante aumentano”.

La domanda 

Un aspetto sul quale le compagnie aeree statunitensi concordano è la valutazione della domanda. “Stiamo vedendo un incredibile slancio nelle entrate“, ha commentato il ceo di JetBlue Robin Hayes. La compagnia prevede che le entrate per il primo trimestre saranno in calo dal 6% al 9% paragonate al 2019, rispetto alla proiezione di gennaio dell’11% al 16% in meno.

A parere del ceo uscente di American Doug Parker la domanda interna leisure è più alta di quanto sia mai stata. American ora prevede che le entrate del primo trimestre saranno in calo del 17% se paragonate a tre anni fa, rispetto a una precedente proiezione di un calo del 20%-22%.

United, Delta e Southwest hanno fatto aggiustamenti simili sulle previsioni. Delta ora si aspetta di raggiungere il 78% delle entrate del 2019 durante il primo trimestre, rispetto alla proiezione di gennaio dal 72% – 76%. United prevede che le entrate siano vicine alla sua proiezione di gennaio, con un calo dal 20% al 25% rispetto al 2019, mentre Southwest stima che le entrate diminuiscano dall’8% al 10% paragonate al 2019, rispetto alla sua precedente proiezione dal 10% al 15%.

Mentre la domanda leisure sta guidando la ripresa dei viaggi aerei, i vettori segnalano anche robusti miglioramenti nel segmento business. “Il traffico business è in piena espansione – ha fatto sapere Nocella di United -. Abbiamo ancora molta strada da fare, ma abbiamo registrato più miglioramenti di quanto pensassimo all’inizio del Q1”. Il vettore ha riferito che le entrate business hanno raggiunto circa il 75% del livello pre-Covid.

Le testimonianze dal Golfo e dal Vecchio Continente

Ma come si stanno comportando le compagnie nel Golfo e in Europa di fronte a questo nuovo scenario?

Emirates, come altre compagnie aeree, è stata colpita dall’aumento dei prezzi del carburante – risponde Flavio Ghiringhelli, country manager del vettore in Italia -. In considerazione di ciò, abbiamo implementato un modesto aumento delle tariffe sul nostro network. Stiamo osservando da vicino l’evoluzione del prezzo del carburante, dato che è attualmente la componente più importante dei nostri costi operativi e continuerà ad esserlo per qualche tempo e stiamo lavorando duramente per compensare, ove possibile, l’aumento dei costi del carburante. Esaminiamo continuamente i prezzi dei biglietti e li adeguiamo per renderli in linea con le dinamiche del mercato, con l’ambiente competitivo, con gli effetti stagionali e il recupero della domanda di viaggio, con il comportamento dei clienti e con l’andamento delle prenotazioni, insieme a una serie di altri fattori”.

Da Air France fanno sapere che “in risposta all’aumento del prezzo del carburante e di altri costi esterni, la compagnia aumenta tutte le sue tariffe a lungo raggio. L’importo dell’aumento varia a seconda della destinazione e della classe di viaggio e si applica ai voli operati da Air France e Klm”.

“È ancora presto per determinare la magnitudo che l’incremento dei prezzi avranno sulla domanda – sostiene Aldo Sarnataro, direttore commerciale Neos -, ma indubbiamente avrà un impatto e i vettori non potranno permettersi di assorbire il costo extra dopo due anni di pandemia. Purtroppo, è difficile quantificare l’effetto dell’incremento dei prezzi sulla curva di booking, vista la velocità degli avvenimenti e dell’incremento del costo del fuel, ma tutti questi fenomeni hanno creato ancora una volta incertezza e un rallentamento delle prenotazioni, soprattutto una concentrazione delle stesse sotto data”.

Nicoletta Somma

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