Enit: “Turisti a caccia di ricercatezza e tailor made”

Pur con qualche freno, il turismo domestico e in provenienza dai Paesi di prossimità non ha interrotto i viaggi verso l’Italia. A dichiararlo è Giorgio Palmucci, presidente di Enit, supporter della prossima edizione di Discover Italy e che a Sestri Levante terrà delle presentazioni a buyer e seller presenti. “Le difficoltà maggiori – ammette il presidente – arrivano dai big spender long haul, un flusso che subisce un arresto ora anche con il clima di guerra nel cuore dell’Europa. Ma il sentiment resta sempre vivo: infatti l’Ufficio Studi Enit rileva che su Google l’Italia è ai primi posti dei desideri e delle ricerche internazionali”.

Gv: Come e quanto sta influenzando la situazione in Ucraina sulla propensione al viaggio?
“Non la chiamerei “situazione in Ucraina” perché non è così circoscritta e riguarda il mondo intero che sta vivendo con il fiato sospeso. Questo crea una situazione di incertezza sui mercati e sulle scelte di viaggio e speriamo possa rientrare tutto nei crismi della ragionevolezza senza ulteriore spargimento di sangue”.

Gv: Come sta procedendo la campagna di promozione all’estero?
“Molto bene, al punto da mantenere viva l’attenzione e l’interesse per l’Italia anche durante la pandemia. L’affermarsi di una “coscienza turistica” che spinge il viaggiatore a preferire luoghi che non alterino lo status delle destinazioni e che garantiscano di vivere lo spazio. Si va a caccia della ricercatezza e cura dei dettagli per sentirsi protagonisti della propria vacanza tailor made, portando a casa emozioni non facilmente riproducibili. Molte delle priorità e dei temi emersi con la pandemia erano già presenti da tempo nei piani Enit. Pensiamo già solo alla sostenibilità e alla digitalizzazione come anche l’analisi dei big data. Enit sta portando avanti protocolli di intesa attraverso le sinergie con tutti gli enti e gli stakeholder operanti nel settore. Si punta a facilitare il viaggio, approcciare le varie tematiche con un taglio innovativo e ipertecnologico per garantire la tranquillità del viaggiare e accelerare la definizione dell’offerta turistica sostenibile con il potenziamento del turismo attivo e delle biodiversità. Occorre superare i limiti della frammentazione del settore e integrare al sistema turismo le numerose micro strutture extralberghiere in modo da rendere sinergica e coerente l’offerta anche in termini di customer experience. E’ quindi prioritario favorire l’integrazione fra le imprese attraverso club di prodotto, distretti, modelli reticolari, costituire reti di impresa”.

Gv: Come sta cambiando la tipologia di soggiorno nella scelta delle sistemazioni ricettive, piuttosto che nella durata?
“Nell’attuale scenario l’industria del turismo si sta adattando ad una nuova normalità caratterizzata da trend innovativi ed esperienze turistiche sostenibili. Cibo, vino, olio, prodotti locali sono i principali attrattori per la scelta della meta della vacanza. Il turista si è trasformato in viaggiatore che vuole nutrirsi e attingere alle esperienze del territorio, imparare dal viaggio e portarsi a casa non più solo un patrimonio di immagini contestualizzate ma un modo di vivere, il lifestyle dei luoghi, calandosi nella quotidianità della cultura locale che comprende non solo le attività legate al posto ma anche percorsi enogastronomici. Un processo a cui assistiamo è per esempio il boom del turismo outdoor come nuova ricetta della ricettività, anche nella formula luxury del glamping. Lo smart working unito alla tecnologia ha incentivato forme di leisure e continui spostamenti durante il lavoro per vivere l’Italia anche calandosi nella sua quotidianità come luogo di lavoro. Si sono accelerate tendenze già in atto prima della pandemia, come il turismo slow, il turismo attivo e sportivo, il viaggio multi generazionale”.

Gv: Quali sono le nicchie che rispondono meglio e sulle quali state focalizzando l’attenzione in termini di promozione?
“I viaggiatori nazionali sosterranno la ripresa insieme ai paesi europei vicini, come Germania, Austria, Svizzera, Paesi Bassi, Belgio, Francia, con i quali condividiamo forti legami da molti decenni”.

Laura Dominici

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