Navi, prodotto, infrastrutture: Royal Caribbean sempre più “european”

Si chiama Royal Caribbean, ma pensa – anche, e sempre più – all’europea. La compagnia di crociere sta infatti investendo molto sul Vecchio Continente. E viene, a quel che sembra, ampiamente ricambiata dai mercati nostrani. “Le crociere in Europa rappresentano circa l’80% delle vendite attuali, seguite dai Caraibi con il 16%”, spiega Gianni Rotondo, general manager Gsa Emea Region di RC, che per il 2022 ha aperto alla vendita “oltre all’Europa, in assoluto preponderante nella scelta dei clienti italiani, tutte le destinazioni ai Caraibi, l’Alaska, le crociere transatlantiche, le crociere da Israele, l’Australia, la Cina, il Messico, gli itinerari di fine stagione in Canada e New England e le nuove crociere nella costa Occidentale degli Stati Uniti da Los Angeles”.

E tutte con “prenotazioni in crescita”, anche se “purtroppo l’attuale situazione in Ucraina, insieme alla pandemia non ancora del tutto debellata, stanno frenando la curva di prenotazione che si spinge sempre più vicina alle date di partenza dell’estate, con un impatto negativo soprattutto sulle partenze di inizio stagione. Tuttavia la nostra politica di flessibilità, Naviga Sereno, che consente di cancellare fino a 48 ore prima della partenza qualsiasi prenotazione fino a settembre 2022, si è dimostrata molto efficace nel concedere la giusta flessibilità di cui i clienti necessitano in questo clima di incertezza nel programmare le vacanze”. A seguito dell’evoluzioni del conflitto tra Russia e Ucraina, “abbiamo dovuto ovviamente cancellare le tappe a San Pietroburgo delle crociere in Nord Europa, che rappresentano il 15% delle vendite in Europa”.

Il focus sul Mediterraneo è confermato, nel 2022, dal “posizionamento a Civitavecchia delle due navi più nuove e sorprendenti della flotta, Wonder of the Seas e Odyssey of the Seas, che rappresentano ovviamente i due prodotti di punta. Molto gettonate le crociere di Odyssey of the Seas che da Civitavecchia visitano le isole della Grecia, la Turchia e si spingono talvolta fino alla Terra Santa. Abbiamo inoltre aggiunto tre nuovi porti di imbarco nel Mediterraneo: Atene, Limassol e Haifa”.
Alle navi, RC affianca una serie di investimenti sui porti. “La nostra compagnia – osserva Rotondo – è sempre stata attiva nella gestione dei porti. Ravenna e Fiumicino, con investimenti previsti per circa 500 milioni di dollari, rappresentano un tassello nel piano di sviluppo portuale europeo. Gestire i porti per noi vuole dire controllare la qualità dei servizi somministrati, con importanti riflessi sulla soddisfazione dei clienti”.

Gianluca Miserendino

 

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