Le best practice in struttura: il caso del Nu Hotel

Trasformare le nuove prassi derivanti dall’emergenza in proposte continuative che migliorano la gestione in hotel. E’ l’atteggiamento mostra da Nu Hotel Milano per affrontare il cambiamento negli ultimi anni.

“Alcune trasformazioni – commenta Stefania Merante, hotel manager – nate sull’urgenza, sono poi diventate nuove best pratice: digitalizzazione e automazione sia dei processi interni, quindi di gestione, sia esterni verso l’utente/ospite”. Esempi fra tutti quello del web check- in, dell’app di instant messagging e mkt automation per l’esperienza dell’ospite durante il soggiorno. In ambito Mice, la manager cita il potenziamento dell’infrastruttura  delle connessioni wi-fi e ethernet per  permettere la realizzazioni di eventi ibridi o totalmente digitali.

La vocazione

“La nostra vocazione – dichiara Merante – è da sempre quella di offrire servizi tailor made. Per questo motivo puntiamo sull’altissima personalizzazione dei servizi, anche in funzione della tipologia di cliente straniero che abbiamo di fronte”. E fa l’esempio di un cliente americano e di uno giapponese, che non possono essere accolti e gestiti nello stesso modo, per abitudini, costumi,  cultura e stili di vita differenti. “La sfida – ammette – è fare in modo che  ognuno di loro ritrovi la propria dimensione naturale nella nostra struttura”.

In questo momento storico particolare gli sforzi commerciali e di marketing della struttura sono concentrati su Europa centro-occidentale, Middle East, “con la speranza di un ritorno di Cina, Giappone e Americhe a breve”.

Potenziamento Mice

L’hotel sta poi ampliando l’offerta Mice, non solo in termini di spazi e servizi fruibili in struttura, ma di collaborazione  per  lo sviluppo e promozione della destinazione.

Il 2021 è stato un anno tragico per tutti, con riprese ad intermittenza  delle vendite e tanta insicurezza di mercato. “Noi possiamo dire  di non aver mai  chiuso la struttura – sottolinea la manager – ma abbiamo stravolto la tipologia di clientela e servizi. Abbiamo visto e ci siamo attrezzati per il turismo sanitario, abbiamo trasformato i nostri spazi in set per produzioni televisive, comprese le camere, siamo diventati camaleontici affrontando il cambiamento  in un momento di forte crisi come un’opportunità”.

Per il 2022 la manager resta fiduciosa e i numeri “spingono a pensare in maniera positiva. L’importante è continuare ad essere flessibili. Tutto cambia rapidamente, nel turismo più che mai. Ci sono nuovi mercati emergenti o di nicchia che urlano. Basta saperli ascoltare”. L.D.

 

 

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