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Aica al Governo: “Caro-energia insostenibile, intervenga”

Un allarme per il caro-energia e per i riflessi su un mondo alberghiero che – indotto compreso – fatica a rialzarsi dai due anni di pandemia. L’ha lanciato Confindustria Alberghi insieme ad Assosistema alla Camera dei Deputati, in occasione di una conferenza stampa ad hoc su iniziativa dell’on. Maria Teresa Baldini.

Dopo aver ricordato i grandi numeri pre-pandemia del sistema ricettivo italiano, Maria Carmela Colaiacovo, presidente di Confindustria Alberghi, ha raccontato la “tempesta perfetta” che ha decimato i fatturati delle aziende alberghiere, aggiungendo che su “una situazione già difficile – continua la Presidente Colaiacovo – si sta scaricando l’aumento esponenziale dell’energia che ha fatto lievitare i costi per le imprese in misura insostenibile, tanto più in un quadro caratterizzato da una bassissima occupazione e che – anche per questo motivo – non può gravare sull’utente finale”.

I dati sui rincari energetici parlano da soli: “Nel corso del 2021 – ha osservato Colaiacovo – la sola componente gas ha registrato un incremento del costo di quasi il +400%, a fronte di una contrazione del fatturato, che nelle città d’arte è andata ben oltre il -60%. La quota di fatturato che sarà assorbita dalla componente energetica, secondo le nostre stime, salirà dal 5,2% del 2019 al 20% (+285%)”.

Dati allarmanti, per i quali si rendono necessari “interventi strutturali dedicati al settore, indispensabili a mantenere in vita le aziende già duramente colpite da oltre due anni di Covid e ora anche dalla guerra. Sosteniamo le azioni del Governo volte ad individuare una strategia di medio-lungo periodo per fissare un tetto massimo al costo del gas ma è necessario un intervento anche nell’immediato per salvare il comparto”.

E se i prezzi li fa il mercato, le soluzioni non possono che essere legate al “considerare le aziende ricettive come energivore, e quindi trattarle di conseguenza, con provvedimenti del Governo ad hoc”. Gli interventi richiesti da Aica sono in sostanza tre: l’innalzamento al 25% del credito di imposta previsto per l’acquisto di energia elettrica, analogamente a quanto stabilito per le imprese energivore; la proroga immediata di un ulteriore trimestre dei crediti di imposta per l’acquisto di energia elettrica e gas, dell’Iva agevolata per l’acquisto di gas e delle misure di azzeramento/riduzione degli oneri di sistema; l’introduzione di maggiorazioni sui crediti di imposta per l’acquisto di energia elettrica e gas nel caso di imprese che hanno perdite di fatturato nel secondo trimestre 2021 superiori al 50% rispetto all’analogo periodo 2019.

Alla conferenza stampa ha partecipato anche il vicepresidente di Assosistema Marco Marchetti, che ha spiegato come nel 2020 il settore delle lavanderie industriali per il turismo abbia “registrato una perdita di 395 milioni di euro di fatturato, mentre nel 2021 una perdita di 350 milioni di euro. La situazione diventa decisamente drammatica se si considerano i valori del 2019 rispetto ai quali, nelle rilevazioni di energia e gas, si registrano aumenti rispettivamente del +500% e, addirittura, del +800% per il gas (8 volte il corrispettivo del 2019), con una ricaduta del +38% circa sui costi complessivi di servizio di una lavanderia industriale”.

In rappresentanza del settore alberghiero è intervenuta anche Chiara Caridi di Arshotel, titolare di due hotel a Firenze e che ha insistito sul rendere più competitivo il Paese, dal momento che “un albergo medio in Italia sosterrà un costo doppio dell’energia di uno francese e un +25% rispetto a un tedesco. Come essere attrattivi, su queste basi? Servono interventi a tutto tondo”. Caridi ha inoltre chiesto al Governo “più sinergia con le banche sui finanziamenti Covid e coi Comuni, per riorganizzare le tasse rifiuti, che ora sono in base ai mq e non a quanto consumato”.

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