Il dilemma del travel: assorbire i costi aggiuntivi o no?

Il dilemma delle aziende del travel è se incorporare i supplementi a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia. Ad analizzare tale aspetto è GlobalData.

I supplementi per le vacanze

I supplementi per le vacanze sono una possibilità reale nel settore dei viaggi e del turismo, poiché le aziende sono alle prese con l’aumento dei prezzi dell’energia. Segmenti come l’alloggio, i trasporti e le attrazioni saranno sicuramente colpiti. Pertanto, le imprese di viaggio e turismo stanno valutando se trasferire questi costi aggiuntivi sui consumatori o assorbirli, osserva GlobalData.

Un proble,a questo che si è presentato in quello che doveva essere l’anno cruciale nel settore dei viaggi e del turismo. La fiducia dei viaggiatori sta tornando, ma le opzioni di viaggio a basso costo rimangono molto ricercate, soprattutto dopo le difficoltà economiche dovute alla pandemia. Secondo una ricerca di GlobalData Q3 2021 Global Consumer Survey, il 58% degli intervistati ha affermato che il “costo” è stato il motivo più influente per acquistare una vacanza, rendendolo il principale motivo.

Craig Bradley, associate travel & tourism Analyst di GlobalData, osserva: “Dato che i prezzi dell’energia e del carburante sono aumentati vertiginosamente, le compagnie di trasporto come le compagnie aeree e le compagnie ferroviarie devono affrontare costi generali più elevati nel 2022 rispetto agli anni precedenti. Le aziende che scelgono di assorbire queste spese potrebbero avere difficoltà a realizzare un profitto ragionevole, costringendo molte realtà a trasferire le spese ai viaggiatori”.

Anche il fronte degli alloggi e di altri servizi di ospitalità affrontano un dilemma simile. “I costi dell’energia e del carburante influiscono sull’intera catena di approvvigionamento, quindi il costo dei beni importati come cibo e bevande aumenterà. Queste aziende sono già state sottoposte a notevoli pressioni durante la pandemia, con gli hotel che hanno segnalato livelli di occupazione delle camere bassi o hanno chiuso a tempo indeterminato a causa delle restrizioni per il Covid-19”.

E le vacanze già prenotate?

L’aumento dei costi operativi potrebbe anche essere problematico per le vacanze prenotate in anticipo nel 2022 e nel 2023 tramite intermediari di viaggio. Alcune aziende potrebbero essere costrette a imporre un supplemento alle prenotazioni esistenti per coprire i costi crescenti. In tal caso, adv e operatori devono affrontare una difficile situazione, se trasferire o meno l’addebito sui clienti. Ciò potrebbe indurli a cancellare del tutto gli itinerari.

Possibili alternative

Bradley fa presente che i “supplementi rappresentano una situazione delicata per le imprese di viaggio e turismo, in quanto costi o tasse aggiuntive potrebbe danneggiare i rapporti con il cliente. Di conseguenza, le aziende potrebbero prendere in considerazione misure alternative per ridurre i costi, eliminando i servizi o semplificando i processi operativi che potrebbero potenzialmente avere un impatto sul servizio clienti, ma consentire loro di affrontare questa situazione in continua evoluzione”.

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