L’appello di Assaereo: servono misure a supporto dei vettori

Assaereo accoglie con favore la recente approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del Documento di economia e finanza, che prevede un ulteriore stanziamento di 5 miliardi di euro per sostenere la ripresa ed alleviare l’impatto economico del conflitto in corso in Ucraina sulle aziende italiane ed auspica che all’interno dei provvedimenti in attuazione delle disposizioni del Def sia riconosciuto uno spazio adeguato al settore del trasporto aereo, quasi totalmente escluso dalle iniziative previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Gli effetti del conflitto in Ucraina

Il comparto dei vettori aerei già fortemente provato da due anni di pandemia da Covid-19 è ora duramente colpito dagli effetti del vicino conflitto in Ucraina, che introduce ulteriori elementi di incertezza e di preoccupazione alle porte della stagione estiva, il più importante e profittevole periodo di operatività per il settore del trasporto aereo – sottolinea una nota -. La crisi di domanda legata alla diffusione della variante Omicron ha avuto un impatto enorme sui conti economici delle compagnie e gli effetti del conflitto in Ucraina, soprattutto legati all’aumento del costo delle materie prime e del carburante, stanno rallentando la ripresa del traffico internazionale.

Le stime di Iata

Le stime diffuse di recente da Iata confermano un ritorno ai livelli di traffico del 2019 solo nel 2023 per il settore domestico e nel 2024 per quello internazionale mentre per il settore intercontinentale il trend di ripresa sarà più lento, con ritorno ai livelli 2019 addirittura dopo il 2025.

Assaereo sottolinea che il trasporto aereo costituisce uno degli asset strategici del sistema Italia e riveste un ruolo primario nel sostegno alla ripresa economica dell’imprenditoria e del settore turistico grazie alla propria capacità intrinseca di costituire un volano degli investimenti. Come dimostrato da uno studio Iata del 2019 l’industria del trasporto aereo italiana sosteneva 714.000 posti di lavoro contribuendo all’economia con circa 51 miliardi di dollari, pari a circa il 2,7% del Pil italiano. Lo studio ribadisce la strategicità del trasporto aereo, tanto da prevedere nel 2037, sulla base dei trend stimati nel 2019, una crescita del 32% che si sostanzierebbe in un incremento di circa 28 milioni di passeggeri, con un contributo al Pil del Paese pari a 67 miliardi di dollari e la creazione di ulteriori 130mila posti di lavoro. Si tratta di dati basati sui livelli pre-pandemia, a cui si spera di tornare il prima possibile anche grazie al supporto di questo nuovo stanziamento che auspicabilmente consentirà di superare le difficolta dettate dalla situazione geopolitica.

Verso una rinnovata unitarietà

Dal canto suo Assaereo ed i vettori aerei nazionali mirano a perseguire una rinnovata unitarietà con progetti al servizio del Paese che puntano a garantire il rilancio del settore con un focus particolare su decarbonizzazione e innovazione digitale e confermano sin d’ora la propria disponibilità a confrontarsi con le istituzioni competenti al fine di individuare le modalità e gli strumenti più opportuni a garantire il supporto auspicato affinché continui ad essere assicurata la mobilità dei cittadini italiani e la connettività del Paese.

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