La Malesia riparte e punta su green, slow tourism e street food

Dopo l’avvento della pandemia, che ha stravolto i piani del turismo in Malesia, che aveva lanciato da poco un’importante campagna promozionale, il settore è pronto per la ripartenza, puntando su green, slow tourism e street food.

La strategia della ripartenza

“Il Covid è arrivato nell’anno del Visit Malaysya year, che si rivolgeva a tanti turisti – dichiara Libra Bin Haniff, direttore dell’ente turismo Malesia Paris -, e naturalmente un evento del genere ha rimesso in discussione le strategie. Ovviamente abbiamo scelto di promuovere il turismo interno, grazie al quale siamo riusciti a resistere, aspettando di tornare al turismo internazionale, nostra linfa vitale”.

Snellimento procedure

Dopo la riapertura di Langkawi il 15 novembre, prima destinazione a riaprire le frontiere, è stato tutto in continuo divenire, fino alla riapertura totale avvenuta il primo giorno di aprile. Chi è regolarmente vaccinato può tranquillamente raggiungere la destinazione senza sottoporsi alla quarantena. Una buona notizia soprattutto per gli italiani, che sono stati tra i più obbligati a disposizioni severe. C’è stato comunque uno snellimento importante dei passaggi di controllo sanitario. Viene richiesto un test Pcr 24 ore prima della partenza e viene richiesto all’ingresso in Malesia, in aeroporto, a prescindere dal green pass. In caso di positività c’è la quarantena.

Le nuove tendenze

Il momento fa ben sperare, ma non possono essere ancora forniti numeri, solo qualche previsione a lungo e medio termine. “Per quanto ancora non ci siano dati precisi, la domanda è ampia e positiva e noi siamo in Bit per questo motivo – continua il direttore – perché vogliamo raccontarci e dire che siamo tornati. Il turismo ripartirà come prima, adattandosi certamente alle nuove tendenze che guardano al green e allo slow tourism, dove il turista entrerà a diretto contatto con la comunità che va a visitare, apportando un indotto importante, per noi necessario per riprenderci dal durissimo colpo della Pandemia”.

Come strategie di marketing e comunicazione, anche la Malesia decide di affacciarsi all’online, ma nella piena consapevolezza di non poter fare a meno di dialogare con agenzie di viaggi e tour operator. “Sicuramente il web è il futuro e non va sottovalutato – conferma Libra Binn Haniff-, ma la Malesia ha bisogno di partnership e proseguirà con la strategia tradizionale. Probabilmente continueremo a puntare sui fam trip in collaborazione con i nostri partner di sempre, che sono i tour operator e le agenzie di viaggi. Siamo in una fase in cui attendiamo l’approvazione dei programmi che abbiamo sviluppato per i prossimi mesi”. Per quanto riguarda il fornte dei mercati esteri, l’Italia è tra i primi cinque a scegliere la Malesia, mentre in pole position, anche per ragioni storiche, resta il Regno Unito.

Lara Morano

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