Musica e diritti civili, le note di un viaggio negli Usa del Sud

Un percorso tra blues, jazz, diritti civili e luoghi di un tempo che fu, legato alla coltivazione del cotone e della canna da zucchero, tra fastose proprietà ottocentesche e natura lussureggiante. Sono alcuni spunti di un viaggio che conduce alla scoperta della Louisiana, con il suo epicentro New Orleans e il Mississippi lungo il delta del fiume. L’occasione è stata l’edizione 2021 dello Showcase, appuntamento itinerante che ogni anno (ad eccezione del 2021) fa incontrare l’offerta turistica dei 12 stati dell’America del Sud – rappresentati da Travel South USA – e i buyer internazionali.

A 20 giorni dalla riapertura dei confini tra i Paesi Ue e gli Usa è iniziata l’avventura che ha permesso di testare con mano l’efficacia delle procedure sanitarie messe in atto per tutelare i viaggiatori e che a distanza di pochi giorni sarebbero poi state implementate per la diffusione della variante Omicron.

Tredici ore di volo e tre di transito a Newark consentono di raggiungere la prima destinazione, New Orleans, sede dello showcase. E già l’impatto con l’atmosfera locale si percepisce  durante il trasferimento in taxi, con l’autista stile blues band che in mezz’ora ti deposita in downtown, all’Hyatt Regency, un upscale hotel adatto per gli eventi e il corporate ma bisognoso di qualche restyling nelle camere.

Il French Quarter

Patria del jazz e dello swing, oltre che di tante altre declinazioni musicali dal dixieland al gipsy jazz al traditional jazz, al blues, New Orleans offre il meglio di sé nel French Quarter, particolarmente vivace nelle ore serali, con performance in ogni angolo e tanti negozi  di antiquariato in stile europeo, gioiellerie vintage e gallerie d’arte che meritano una visita. Un tour esperienziale, quello previsto nella città per il gruppo di giornalisti internazionali, che parla di storie di integrazione e riscatto sociale.

Dopo una serata nella scenografica Houmas House and Gardens, in una piantagione retaggio di un lontano passato la scoperta della città è proseguita con un breakfast all’insegna della storia, non solo culinaria creola del luogo, ma anche di un locale, Dooky Chase’s Restaurant, che dal 1941 ha ospitato personaggi che hanno discusso temi riguardanti i diritti civili dei neri. Ora il Louisiana Office of Tourism ha messo in rete il progetto Louisiana Civil Rights Trail, che porta alla scoperta di tanti luoghi storici. Altra visita legata alla storia è quella di una famiglia che ha origini “black” e che ha creato il Free People of Color Museum, dedicato alla conservazione della cultura e della storia di queste persone. Un’altra tappa dal forte impatto emotivo è quella alla McDonogh19 Elementary School per parlare di segregazione scolastica e di un progetto che dà nuova vita a luoghi dove negli anni 60 il diritto allo studio non era per tutti.

Infine un altro particolare esempio di integrazione, di origine spagnola, è quella rappresentata da Los Ilenos Museum and Cultural Society di St. Bernard.

La cultura dei cocktail

Per chi apprezza un buon cocktail è imperdibile la visita e la degustazione al The Sazerac House, un pezzo di storia della città, ma è possibile anche mettersi alla prova con una cooking class in un locale del centro dove è possibile anche acquistare prodotti locali per preparare piatti tipici del luogo. Per gli amanti della natura e degli spazi aperti una visita al city park di Nola (1300 acri di superficie, 3 volte Central Park) e all’annesso New Orleans Museum of Art, con un centinaio di opere d’arte all’aperto, non lascia certo indifferenti, così come risulta divertente una “capatina” al Jam Nola, un pazzo museo d’arte contemporanea.

Le tappe in Mississippi

Il nostro viaggio conduce poi dalla Louisiana al Mississippi con prima tappa a Natchez, dove, dopo un po’ di storia locale tra piantagioni di cotone e gin, il pranzo riserva la meravigliosa esperienza del “fried chicken and buttery silver-dollar sized biscuits”, la specialità del The Carriage Restaurant, con successiva  visita a Stanton Hall, dimora costruita nel 1857, al museo di cultura afro-americana e al bed&breakfast Monmouth Historic Inn, immerso in 26 acri di parco e risalente al 19esimo secolo. Per la seconda tappa del tour, Vicksburg, dopo una cena alla Cottonwood Public House con selezione di birre prodotte in casa e musica dal vivo, non può mancare un’escursione al Viksburg National Military Park, nel sito dove si è svolta una battaglia durata 47 giorni, dal 29 marzo al 4 luglio 1863 (nel corso della Guerra Civile americana) e costata la vita ad oltre 10mila soldati. Curiosa la storia di un certo Albert Cashire, valoroso soldato che dopo la guerra ha ottenuto la pensione ma si è poi scoperto essere una donna.

Greenwood, tappa successiva del percorso alla scoperta del delta del grande fiume Mississippi, l’incontro con la cittadina inizia con un’ottima cena al The Alluvian Hotel and Spa, un boutique hotel che si presta anche all’organizzazione di eventi. La giornata di visita propone un’immersione totale nella storia del Sud e della sua musica, tra le vie dove è stato girato il film “The Help“, nell’area dove è cresciuto Morgan Freeman, fino alla visita alla tomba dell’artista del blues, Robert Johnson, vissuto solo 27 anni e di diritto capostipite del noto “club dei 27” e, nei pressi di Greenwood merita un passaggio a Tallahatchie Flats, con una manciata di camere a disposizione per eventuali ospiti che volessero provare la vita agricola di un tempo in Mississippi, piante di cotone incluse.

Un tuffo emozionante nella musica del re del blues B. B. King è la tappa imperdibile che attende ogni viaggiatore che si rispetti ad Indianola, nel museo a lui dedicato, mentre a Cleveland c’è un altro incontro con i grandi player musicali al Grammy Museum, senza dimenticare un luogo d’altri tempi, Dockery Farms, un’impresa agricola dove ha lavorato anche Charlie Patton e si dice sia uno dei luoghi dove è nato il blues.

Sempre a Cleveland lo Shack Up Inn è un tipico esempio di “juke joint”, i locali del Sud degli Stati Uniti dove ci si ritrovava per suonare musica, ballare, giocare. Ma Cleveland ha offerto al gruppo di passaggio un’occasione speciale, quella di ascoltare un’interpretazione musicale di King Fish, astro del blues paragonato a BB King e conosciuto anche in Europa.

Finale del viaggio a Memphis, dove è consigliabile assaporare una buona cena al Blues Club, percorrere la Beale Street e visitare la Central Station, oltre alle visite di rito a Sun Studio e Graceland, la casa di Elvis Presley.

Laura Dominici

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