Servizi e porti minori i trend delle crociere

Servizi sempre più diversificati, perché la crociera ormai non è più solo “nave” è un’offerta che raggiunge anche i porti minori: sono questi i trend in atto nella crocieristica emersi in un panel tenutosi di recente in Bit. Flessibilità e un’offerta polarizzata, insieme alla riscoperta degli itinerari fluviali sono le altre caratteristiche di un segmento che della resilienza ha fatto la sua parola d’ordine.

I numeri

I porti italiani hanno registrato in passato una concentrazione negli sbarchi, ma sia i porti stessi che le compagnie hanno lavorato su questo aspetto. Nel 2021 si sono rivelati come alternative Monfalcone e Bari; per il 2022, secondo le stime di Risposte Turismo riviste al rialzo, sono attesi “oltre 7 mln di passeggeri – ha reso noto il direttore Anthony Salandra -, con quasi tutte le navi operative, un numero di toccate che torna molto simile a quello degli anni passati e più di 40 porti attivi”. Il 2023, dunque, dovrebbe segnare un ritorno completo alla normalità.

Il cambiamento e le strategie dei player crocieristici

Il cliente è cambiato e il periodo pandemico ne ha accelerato la digitalizzazione. L’industria crocieristica crede nella crescita e nello sviluppo di lungo periodo, ma la sola nave è un elemento che non basta”, ha detto Leonardo Massa, managing director Italia Msc Crociere. “Abbiamo macro-temi da affrontare: la sostenibilità, l’over tourism ed è necessario sondare territori non ancora navigati. Ocean Cay ne è un esempio”. Diventano strategiche in questo senso le infrastrutture portuali, come “Miami e Southampton”, sottolinea Massa, lo sviluppo dei porti minori ed è necessario che “il prodotto sia sempre più trasversale e sia legato a esperienze a 360 gradi”.

Secondo Francesco Paradisi, senior business development manager di Ncl, è da tempo che la compagnia “sta costruendo un universo intorno al cliente. Il passaggio a Pr1ma rappresenta un’evoluzione dello spirito di Freestyle e di un prodotto tarato in toto sul cliente”. Il periodo resta, a ogni modo, “complesso e si sono innescate una serie di dinamiche commerciali che hanno originato la proposizione di determinate destinazioni”.

Nei prossimi due mesi Royal Caribbean avrà tutta la flotta al completo e con “Wonder of the Seas – ha testimoniato Gianni Rotondo, general manager Emea – proponiamo una personalizzazione del prodotto legata a ciò che il cliente cerca, per esempio proprio con le otto aree in cui è suddivisa la nave”. Il manager individua tre tendenze chiave: un fortissimo spostamento verso la scelta digitale della vacanza, il cosiddetto ‘drive up market’, la presenza, cioè, di destinazioni raggiungibili in macchia coadiuvata da un’offerta di porti arricchita e, terzo trend, l’ultimo minuto, tipica abitudine del mercato italiano che difficilmente sarà spodestata, ma che quest’anno a differenza del passato potrà essere soddisfatta considerato l’aumento della capacità”.

Anche Costa Crociere avrà per l’estate tutta la flotta in mare, ha aggiunto il country manager Italia Carlo Schiavon. “Riconfermiamo tutte le nostre destinazioni e la direzione è quella di offrire sempre maggior valore”. Per questo sono stati lanciati il nuovo posizionamento, riassunto nel concept “Enrichment through exploration”, la ristorazione stellata, i piatti di destinazione firmati dagli chef, Archipelago, l’allungamento delle soste nei porti, la rivisitazione del programma di escursioni e l’accordo con National Geographic Expeditions, senza dimenticare il tema della sostenibilità e, sul fronte agenzie, la proposta del Contratto di Valore. “La flessibilità è un elemento importante – ha sottolineato il country manager -, è nel Dna del settore crocieristico”.

Il segmento ha dalla sua basi molto solide: “Il numero di repeater e l’altissima soddisfazione del prodotto e delle esperienza – ha evidenziato Salandra – sono aspetti importanti, a differenza di altri settori. Il ‘value for money’ della crociera è e sarà una leva molto forte in questi mesi. Il ruolo dell’agente di viaggi pertanto è determinate. A livello di mercati, Europa e Nord America contano per un 70% e sono una fetta significativa; nel 2022 faticheranno a rientrare Sud America, Asia e Russia”. I tre aspetti sopra citati costituiscono, a parere del direttore di Risposte Turismo, ciò che crea la fidelizzazione, cui fanno da contraltare le nuove strutture di accoglienza passeggeri nei porti, come per esempio La Spezia.

Itinerari e trend

In casa Msc non sono previste modifiche agli itinerari. Fa eccezione, ovviamente, il porto di San Pietroburgo, che è stato chiuso e “rappresentava un ‘highlight’. La sua mancanza avrà certamente un impatto”, avverte Massa. Ripercorrendo l’inizio del 2022 il manager ricorda che “le prime settimane di febbraio sono state molto positive, poi la guerra ha messo uno stop ai consumi, con alcuni bacini europei che si sono fermati molto più dell’Italia. Da fine marzo c’è stata una ripresa nel booking, ma la stagione rimane segnata dal last minute e dal last second”. Massa intravede “una fortissima voglia di vacanza, su cui pesa, però, la ridotta capacità di spesa, soprattutto su certe fasce. La fiducia nel prodotto crociere rimane ad ogni modo fortissima”.

Costa, che ha lanciato un’importante azione di comunicazione legata al Festival di Sanremo, “ha registrato ottimi riscontri”. A breve, anticipa Schiavon, partirà “una nuova campagna con uno stile diverso”.

Anche Royal ha parte degli investimenti dedicati alla comunicazione, ma soprattutto nelle infrastrutture, da La Spezia a Ravenna.

Per Ncl, brand internazionale e che movimenta clienti abituati a trovarsi in un’atmosfera non necessariamente tricolore, “il focus sul lungo raggio – nota Paradisi – è importante, con una proposta oggi in grado di offrire una vacanza ai Caraibi da diversi porti, per esempio con un fly&drive che non prevede la necessità di volare a Miami”.

Le crociere fluviali

Tornano alla ribalta le crociere fluviali. “La stagione vede riscontri sia da parte del consumatore che del trade”, sostiene Barbara Baldini, product manager Avalon Waterways Europe. Per luglio e agosto la compagnia proporrà itinerari di 8 giorni sul Reno e sul Danubio. Il cliente italiano è “esigente, ricerca un’esperienza unica e l’intimità”. Ne consegue che il prodotto debba avere una sua narrazione. E’ anche per questo motivo che Avalon ha lanciato il programma di formazione “Specialist”: nell’ambito dell’iniziativa sono state selezionate già 140 agenzie di viaggi.

Le criticità

Ma quali criticità devono risolvere le società crocieristiche? Il last minute, i continui ‘stop&go’, la concentrazione nei porti e la gestione dei flussi nelle destinazioni sono alcuni dei nodi da sciogliere, ma sicuramente la vera sfida è “l’advanced booking, che è fattore critico anche per le agenzie italiane”, sottolinea Massa. Un’eredità per così dire “positiva” la pandemia l’ha lasciata: “Abbiamo imparato a cambiare rapidamente e in corsa”. E per un settore che nel 2020 contribuiva per più di un miliardo non è cosa da poco.

Nicoletta Somma

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