Ita: a fine mese l’offerta vincolante

E’ gara a tre per la privatizzazione di Ita Airways. Sono scaduti domenica 17 aprile i termini per presentare una manifestazione d’interesse per acquistare la maggioranza della compagnia tricolore. Al ministero dell’Economia, azionista unico di Ita, rende noto Il Corriere della Sera, non sono arrivate nuove candidature oltre alle tre già ricevute: quella di Msc-Lufthansa e quelle dei fondi statunitensi Indigo Partners (che investe in diverse low cost, compresa Wizz Air) e Certares (che propone la partnership commerciale con Air France-Klm e Delta Air Lines). Nei prossimi giorni questi soggetti potranno accedere alla data room.

Fonti ministeriali spiegano al Corriere che Palazzo Chigi si aspetta di ricevere una prima offerta vincolante tra fine aprile e inizio maggio. L’obiettivo è poi siglare un accordo preliminare (anche nella forma del memorandum d’intesa) con la cordata scelta tra il 13 e il 17 giugno per poi arrivare al closing a dicembre. Al ministero dell’Economia la bozza di Msc e Lufthansa prevale sulle altre, in attesa che si concretizzi in un’offerta vincolante. Anche perché è l’unica che assegna per ora un valore alla aviolinea tricolore nel medio e lungo termine: 1,2-1,4 miliardi di euro, tenendo anche conto dei 720 milioni già stanziati dal governo.

La tranche da 400 milioni di euro

Ita è in attesa di ricevere dallo Stato altri 400 milioni, la seconda tranche autorizzata dalla Commissione europea rammenta il quotdiano, entro questo mese, anche se l’accordo con Bruxelles pone come unica scadenza l’anno. È probabile, spiegano le fonti ministeriali, che la firma dell’accordo preliminare a giugno preveda il pagamento di un anticipo proprio da 400 milioni. Msc e Lufthansa, trapela dal Tesoro, avrebbero già preparato una prima bozza del piano industriale 2023-2028 con avvio operativo effettivo, se tutto va come auspicato dai due colossi, il 26 marzo dell’anno prossimo. Il governo ha fretta di chiudere questo dossier, non soltanto per non scoraggiare i candidati, ma anche per evitare eventuali ostacoli interni ed esterni alla privatizzazione.

I conti

Il primo trimestre 2022 di Ita, prosegue Il Corriere, si è chiuso come da business plan rivisto a fine gennaio. Il secondo trimestre sarebbe iniziato con un livello di cassa in linea con le previsioni, ma il rialzo del costo del kerosene pesa sui conti di tutto il settore. In questi giorni una tonnellata negli aeroporti italiani costa alle aviolinee 996 euro, a inizio gennaio era 528 euro: il rialzo è di quasi l’89%. Tre mesi fa si volava pure di meno: la media di Ita a gennaio è stata di 174 voli giornalieri, stando ai dati di Eurocontrol, contro i 237 dei primi diciassette giorni di aprile, dove intanto sono aumentate le rotte intercontinentali.

Le strategie

Il rincaro del carburante è un motivo ulteriore per cedere presto Ita: la compagnia da sola non può stare sul mercato a lungo“, dice al Corriere Giovanni Fiori, docente ed esperto: è uno dei commissari di Alitalia-Linee aeree italiane, la precedente versione della compagnia finita anche quella in amministrazione straordinaria. Fiori è stato coinvolto per valutare il ramo aviation della vecchia società (ceduto per un euro a Ita) e il brand “Alitalia” (venduto sempre a Ita per 90 milioni).

La proposta di Msc e Lufthansa è la migliore”, giudica Fiori. Che è convinto delle potenzialità di Ita all’interno della cordata. “Msc svilupperebbe ulteriormente il suo portafoglio cargo, Lufthansa resterebbe leader nel segmento business e si rafforzerebbe nel segmento turistico da e per il nostro Paese”. “Germania e Italia sono complementari — aggiunge —: il primo è un Paese ‘outgoing’, cioè con una prevalenza di flussi in uscita, il nostro è ‘incoming’, dove dominano quelli in entrata”. La Francia, invece, è come noi, dice. “Per questo qualsiasi offerta di Air France non sarebbe ottimale né per Ita né per l’Italia”.

 

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