I vettori e la distribuzione: non c’è solo Ndc

Ndc ancora – e sempre – al centro dello sviluppo del business aereo? Certamente sì, ma fino a quando e in che misura, rispetto ad altri modelli di distribuzione che potrebbero nel frattempo rendere la tanto celebrata New Distribution Capability inadeguata? Se lo sono chiesto alcuni rappresentanti del comparto aereo al recente Capa Airline Leader Summit, cercando di prevedere gli sviluppi del mondo distributivo nei prossimi cinque anni.

Il modello Pac-Man e le incognite

Scoprendo che non di sola Ndc vivrà l’aviazione. Ad esempio Tamur Goudarzi Pour, senior vice president for channel management di Lufthansa e chief commercial officer di Swiss Airlines, ritiene che tra cinque anni ci sarà un “caleidoscopio di  stakeholder della vendita al dettaglio, che giocheranno un ruolo nella catena”.

Per descrivere la situazione attuale, il manager la paragona a “Pac-Man, il videogioco: tutti cercano di ingoiare qualcun altro”, mentre sul medio periodo “ci sarà un consolidamento dei player e nuovi giocatori, mentre altri diventeranno più grandi. Ad esempio, Tripactions si sta avvicinando a una valutazione di 10 miliardi di dollari, quando nel 2017 contava appena 15 impiegati: sono davvero tempi di grandi cambiamenti”.

Ndc per molti, non per tutti

Goudarzi Pour aggiunge che nel prossimo quinquennio il settore “avrà recuperato terreno su molte delle carenze evidenziate nel corso della pandemia dal punto di vista del cliente, come sui sistemi degli ordini. La penetrazione dell’Ndc per i principali vettori sarà molto ampia, ma per altri non sarà affatto così: dovremo occuparci anche di questi ultimi e pianificare formati che permettano a tutti di prendere parte ai sistemi distributivi”.

Sulla gestione degli ordinativi anche Bryan Porter, responsabile globale delle vendite di Accelya, mette al centro le aspettative dei clienti: “Serviranno sistemi di nuova generazione, che consentano alle compagnie aeree di diventare davvero rivenditori”. Su Ndc, il manager inizia a rilevare “buoni livelli di maturità in termini di adozione”, ma il vero test sarà sul “riuscire a diventare dominante nelle Tmc e nelle aziende”.

Per parte sua Peter Atkinson, responsabile dei prodotti digitali del Manchester Airports Group, prevede per il prossimo futuro “singoli contenitori di inventario e più canali per accedere ai prodotti – e alle raccolte di prodotti – delle compagnie aeree”.

Digitale: Il “Build or borrow”

Il dato su cui tutti concordano è un altro: l’innegabile accelerazione che – nel corso della pandemia – il settore aereo ha scelto di darsi nella direzione della digitalizzazione. David Gunnarsson, ceo di Dohop, ritiene che alcune compagnie aeree abbiano ben utilizzato la pandemia per trasformarsi: “Hanno avuto il tempo di pensare a queste necessità, vedendole come opportunità per pianificare al meglio le proprie attività post-Covid. L’alternativa è questa: costruirsi una rete o prenderla in prestito“.

La filosofia del “build or borrow” può essere applicata anche ad altre tecnologie di distribuzione. Goudarzi Pour afferma che il nuovo slancio che Iata ha dato alla sua iniziativa “One Order” deve tener conto degli errori commessi con Ndc, ed essere portato avanti con un approccio comune.

Il caso di One Order

One Order è in sostanza una tecnologia basata su Xml volta a semplificare i sistemi di prenotazione, delivery e accounting delle compagnie aeree eliminando gradualmente le prenotazioni correnti (Pnr) e le registrazioni dei biglietti (e-ticket e documenti elettronici vari), combinando questi record multipli in un unico ordine al dettaglio e incentrato sul cliente.

“Siamo molto attivi su questo fronte – rimarca Goudarzi Pour – perché crediamo che sia uno dei primi casi di interlining, ma dovremo marciare e decidere tutti insieme, in modo da non ripetere la situazione di Ndc, dove in molti hanno corso per arrivare primi e il risultato è stato un mancato coordinamento”.

Frictionless al centro

Anche Porter afferma che il settore deve affrontare cambiamenti davvero importanti in tutto ciò che fa. “Molto di ciò che stiamo cercando di fare – osserva il manager – ha l’obiettivo di rimuovere l’attrito nell’interazione con il cliente: sono grandi cambiamenti, in termini di soluzioni e di sistemi ma anche di organizzazione”.

Un compito non da poco specie se, come affertma Gunnarson, si tiene conto della “intrinseca cautela del settore, con le compagnie aeree che si dimostrano molto conservatrici nel loro trasformarsi. Una mentalità che va bene in alcune operazioni, ma che va cambiata quando si parla di vendita al dettaglio”.

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