Adv nel metaverso, opportunità prematura

Il metaverso potrebbe essere una opportunità di vendita per le adv. Il fronte delle reti sembra propenso a vederlo così questo nuovo modo di approcciarsi alla realtà. Alcuni player del travel si stanno affacciando ora, tra destinazioni, compagnie di crociera, vettori, hotel che hanno fatto un passo avanti in tal senso. E le adv? E’ verosimile poter pensare che esistano anche nel metaverso? Adriano Apicella, a. d. Welcome Travel Group dice: “Assolutamente sì. Il metaverso potrebbe essere un incredibile strumento di vendita, un luogo perfetto per consentire al cliente di vivere la destinazione e fruire dei servizi prima di prenotare la sua vacanza nel mondo reale”. Se ci si pensa bene il metaverso potrebbe rendere tangibile un bene (la vacanza) che, all’atto dell’acquisto, tangibile non è. Infatti, “i prodotti che vendiamo sono per definizione intangibili – osserva Apicella -, il cliente compra un servizio che potrà toccare con mano solo quando arriverà in destinazione, il metaverso potrebbe colmare questo gap, dandoci nuove opportunità di vendita”.
Anche il Gruppo Bluvacanze legge tutto ciò come una opportunità e sta osservando “l’evoluzione del fenomeno”. Detto ciò crede “fortemente nelle relazioni tra persone quindi nel concetto dell’O2O. Il metaverso potrebbe rappresentare un’opportunità di supporto nella relazione tra i nostri agenti di viaggi ed il cliente”, afferma Antimo Russo, direzione network Bluvacanze.

Nessuna paura

Un tema “affascinante, che va compreso e seguito – sostiene Massimo Segato, responsabile della divisione distribuzione di Uvet -. Negli ultimi vent’anni i vari modelli di discontinuità evolutiva via via immaginati per la vendita dei viaggi non hanno scalfito la centralità del ruolo di un agente di viaggi capace di generare valore aggiunto che sia percepibile dal cliente – mette in luce il manager -. Almeno per i prossimi cinque o dieci anni il potere d’acquisto sarà ancora nelle mani di una generazione che, nella grande maggioranza, usa il digitale per viaggi semplici e di costo contenuto, ma ricerca un totale o quantomeno parziale intervento umano di sua fiducia quando investe cifre maggiori o pensa a viaggi complessi”.

Nessuna paura quindi, in quanto il turismo “è sempre stato protagonista del cambiamento, lo si vede anche da quando è apparso internet – afferma Ivano Zilio, chairman & ceo Primarete Travel Group -. Anche in questo caso del metaverso sarà utilizzato come novità e opportunità”.

Non siamo ancora maturi

Detto ciò, però, secondo Zilio “le adv nel metaverso non sono ancora uno scenario immaginabile che stravolgerà il nostro sistema, ci vorranno tempo e una maturazione affinchè questo sia possibile”. A pensare che tutto ciò sia “troppo prematuro”, è anche Alfredo Vassalluzzo, amministratore unico di Travelbuy, in quanto “la maggior parte degli agenti ha un background troppo diverso, forse servirà un cambio generazionale”.

Anche secondo Sergio Testi, direttore generale Gruppo Gattinoni, parlare di metaverso nel nostro settore appare “prematuro dal nostro punto di vista“. Il network, dal canto suo, sta credendo “nell’e-commerce, spingendo e sembra quasi paradossale se confrontato ad altri settori merceologici”, ma Testi si sofferma sul fatto che “le dinamiche del prodotto turistico hanno tempi di sedimentazione più lunghi e per ora il metaverso appare più come un qualcosa da guardare nel prossimo futuro che non da cavalcare”. Però, il manager osserva che, “in uno slancio ottimistico, potremmo pensare di realizzare nel metaverso site inspection, lavorare sull’emozione del pre-vacanza, facendo vivere in anticipo alcune esperienze. Per fortuna nostra, però, le esperienze piene e reali si possono vivere solo fisicamente nella destinazione e questo è un asset che non può mutare”.

In pratica “non siamo ancora maturi – rincara Paola Frigerio, leisure, marketing & network director Frigerio Viaggi -, dobbiamo fare ancora un cambio di mentalità. Stiamo facendo una transizione digitale alla velocità della luce, ma certe cose vanno scardinate e noi siamo indietro rispetto alla metà del percorso. Da qui a fare il viaggio nel metaverso c’è tempo”. Ciò non toglie che la manager non si sia incuriosita, che non abbia studiato il fenomeno che domani “farà parlare di sé, sono sviluppi che ci saranno – riconosce -, esperimenti digitali che stanno evolvendo, ma esiste una priorità di interessi e il viaggio resta ancora una cosa da fare nella realtà”. Il che non vuol dire che non ci si debba preparare, “ma non basta avere la Ferrari… poi bisogna anche saper guidare come Schumacher”.

Stefania Vicini

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